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Vocacibario

Chianti Lovers 2015

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Chianti: l’anteprima che precede tutte le altre. Con il giorno di San Valentino è Chianti Lovers. Che il Chianti sia il vino rosso italiano più noto nel mondo è risaputo.  La sua storia ha quasi mille anni. Dopo il 1000, il nome Chianti era dato a un’ampia area geografica che, pressappoco ricalca quella di oggi. Per passare al vino, bisogna aspettare il 1384. Tra i personaggi famosi che contribuirono alla valorizzazione e diffusione del Chianti, 
il nobile Bettino Ricasoli detto, il Barone di ferro. Uomo di cultura, imprenditore agricolo e dal forte senso per la Patria che, dopo l’unità d’Italia, ricoprì l’incarico di primo ministro.

 

Storica la sua “ricetta del Chianti” dove, per produrlo, indica le percentuali di uve sangiovese, canaiolo, colorino, trebbiano toscano e malvasia del Chianti. Dalla prima delimitazione della zona di produzione col decreto ministeriale del 1932, il Chianti passa con la Doc del 1967 tra i vini italiani di maggior pregio. Altro salto di qualità nel 1984 con l’ottenimento della Docg. 
Attualmente il Chianti rappresenta il 48% del vino Doc e Docg della Toscana.

Tornando all’anteprima, ci sono stati alcuni cambiamenti rispetto alle quattro precedenti edizioni.  In primis la location: dalla Fortezza da Basso all’ ex Manifattura Tabacchi alle Cascine di Firenze.  Secondo, l’apertura al pubblico, facendo registrare ben duemila enoappassionati.  In degustazione sia per la stampa specializzata che per il pubblico, 148 Chianti Docg compresi i cinquantaquattro delle 7 sottozone, cosi  suddivisi: sessantadue del 2014, nove Superiore 2013, ventiquattro Riserva 2012, due Colli Aretini 2014, dieci Colli Fiorentini 2013, quattro Colli Fiorentini Riserva 2012, un Colline Pisane 2014, otto Colli Senesi 2014, due Colli Senesi Riserva 2012, due Montalbano 2014, uno Montalbano Riserva 2012, tre Montespertoli 2013, quattro Montespertoli Riserva 2012, nove Rùfina 2013, otto Rùfina Riserva 2012.   

Prima  di scendere nei dettagli, c’è da chiarire un punto sulla vendemmia 2014.  Che non sia annoverata tra le migliori è assodato, ma non è stata così negativa com’è stato scritto (anche prima della vendemmia). Basti pensare che la Toscana ha prodotto nel 2014 ben 2.770.594 ettolitri, settecentomila più del 2012 e quattrocentomila più del 2013.  Se un terzo dei vini dell’ultima annata è stato un po’ magro e corto, ma con un fruttato semplice, il resto in generale era schietto e di gradevole scorrevolezza.  Vorrà dire che ci saranno meno Riserve ma un consumo più diffuso, in particolare nella GDO , per il buono rapporto qualità-prezzo.  Per le Sottozone un discorso diverso. Sia per caratteristiche che per annata. 

Su tutte il Rùfina.  Ancora giovane ma già godibile il 2013, più composito e complesso il 2012.  Subito dopo con le stesse annate, i Montespertoli.  Entrambi pieni e persistenti, in particolare il 2012 Riserva, freschi e tannici ma con minore equilibrio.  I tre Montalbano: l’ultima annata è ancora giovane e un po’ disarmonico, il 2012 Riserva (l’unico) è discretamente equilibrato.  Interessante buona parte dei Colli Fiorentini.  Fruttati, discretamente pieni e continui i 2013, più armonici i quattro Riserva 2012.  Di seguito i Colli Senesi, i Colli Aretini e Colline Pisane.  Di due vendemmie i primi che, per la vasta zona di produzione e le differenti annate, si sono così espressi.  Piacevoli e fruttati ma un po’ corti i 2014, più equilibrati i 2012 Riserva.  Di medio-alto livello i due Colli Aretini. L’unico Colline Pisane 2014 era nella norma. 

Il Consorzio del Chianti (una volta col Putto), è il più vecchio essendo stato istituito nel lontano 1927, e anche il più grande del Classico, Rùfina, Colli Fiorentini ecc., contando oltre 2.500 produttori che operano su 14.645 ettari di vigneto. Di rilievo anche la produzione che si attesta sui 769.000 ettolitri (questo la stessa denominazione può essere integrata con le menzioni aggiuntive Colli Aretini, colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Rùfina e Montespertoli, ovviamente con diverse regole produttive: 90 quintali per il Chianti, 80 quintali per le sottozone e 75 quintali per il Chianti Superiore.

Una delle tante virtù del Chianti, è il piacere di berlo giovane, per coglierne la fragranza dei profumi, e godere della sua fresca e sapida beva. Un vino che può e deve ritornare prima sulle tavole degli italiani, e dopo su quelle dei gourmet d’altri Paesi. Per queste sue invitanti caratteristiche, il Consorzio del Chianti ha proposto un’importante e seria modifica del disciplinare senza sminuirne la qualità. Ossia la possibilità di anticipare l’immissione sul mercato del vino Chianti Docg nelle sue varie articolazioni territoriali e tipologie. 

1° gennaio 2014 per Chianti, Chianti Colli Aretini, Chianti Colli Senesi, Chianti Colline Pisane e Chianti Montalbano. 

1° aprile 2014 per Chianti Montespertoli

1° luglio 2014 per Chianti Colli Fiorentini, Chianti Rufina e Chianti Superiore

Rilevante l’affermazione del Presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi: “E’ stato emozionante aprire al pubblico.  Sapevamo che sarebbe stata una sfida importante ma eravamo sicuri che fosse il momento per farlo e, il successo della serata, ne è la conferma.  Il Consorzio vuole promuovere la diffusione della cultura e della storia di questo territorio che con la sua forte identità ha molto da esprimere: stiamo parlando di qualità ma anche di emozioni forti e vere, durature, un alchimia perfetta che gli amanti del Chianti hanno certamente assaporato in questa nuova edizione dell’Anteprima Chianti Lovers 2015”.

 

Nella foto del Consorzio: il folto pubblico.

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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