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Vocacibario

Vernaccia di San Gimignano alla ribalta

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Una perla bianca in uno scrigno di rubini.  Primo vino italiano a essere insignito della Doc, Il Vernaccia di San Gimignano vanta un bagaglio storico e un terroir unici.  Le torri rimaste ancor oggi sono la testimonianza perenne della civiltà, blasone e potenza delle famiglie che le fecero erigere.  Un po’ come per i recenti grattacieli.  Al pari delle più importanti denominazioni toscane, anche il Vernaccia di San Gimignano ha voluto e realizzato la sua anteprima.  Non solo. Da 10 anni il Consorzio di Tutela nel riuscito intento di valorizzarne il vino, crea degustazioni guidate ponendo in confronto 6 Vernaccia di San Gimignano con altrettanti vini bianchi delle più prestigiose zone vitivinicole mondiali. Una leale sfida vinta spesso dal prestigioso vino senese.  L’ultima conferma è stata in occasione dell’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano.   Nella storica e affrescata Sala Dante del Palazzo Comunale gremita di giornalisti di tutto il mondo, si è svolto l’interessante incontro “Il Vino Bianco e i suoi territori: La Vernaccia di San Gimignano e i vini della Cote Chalonnaise - cronache dai magazzini del sale”.  L’esito ha confermato un clamoroso successo per la Vernaccia di San Gimignano. 

I vini a confronto in degustazione:

1 - Vernaccia di San Gimignano 2011 - Podere Canneta

2 - Bouzeron 2012 - Domaine Aubert et Pamela De Villaine

3 - Givry En Veau 2013  - Domaine Joblot

4 - Vernaccia di San Gimignano 2013 - San Quirico

5 - Vernaccia di San Gimignano Fiore 2012 - Montenidoli

6 - Vernaccia di San Gimignano Vigna a Solatìo 2013 – Casale Falchini

7 - Givry Blanc Clos des Vignes Rondes 2012 - Domaine François Lumpp

8 - Mercurey Blanc Les Caudroyes 2012 - Louis Max/Domaine de la Marche

9 - Rully Blanc En Villerange 2012 - Domaine Claudie Jobard

10 - Vernaccia di San Gimignano Vigna in Fiore 2013 – Cà del Vispo

11 - Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2012 – Colombaio di Santa Chiara

12 - Montagny 1er cru Les Montcuchots 2011 - Domaine Feuillet-Julliot.

Nella stessa mattina del 16 febbraio, nelle salette del Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada si è svolta l’Anteprima del Vernaccia di San Gimignano, riservata a giornalisti nazionali e esteri.  Ottanta Vernaccia di San Gimignano di cui trentanove del 2014, ventitre del 2013 di cui dieci Riserva, dodici del 2012 di cui otto Riserva, quattro Riserva del 2011, un Riserva del 2010 e un 2009. Innanzi tutto parliamo dell’annata 2014.  La gran parte dei colleghi giornalisti degustatori, in particolare esteri, aveva già affossato l’annata ancor prima di assaggiarne i vini.  Le presunte colpe: le notizie climatiche e superficialità di giudizio. Analizzando i vini dell’ultima annata, assaggiati come nel mio caso assolutamente anonimi, in generale hanno presentato spiccata acidità fissa, sapidità e piacevole mineralità, risultando leggermente disarmonici per carenza di morbidezza. Dopo sei mesi, maturando, la maggior parte di essi riacquista maggiore equilibrio.   

In sintesi: e vero che l’annata 2014 è stata difficile e non tra le migliori, ma le difficoltà hanno maggiormente stimolato i produttori a dare il meglio di se. Una schietta considerazione da comunicare al consumatore: i vini di annate difficili costano al produttore quasi tre volte di più di quelle positive, ma diminuendone o limitandone purtroppo il prezzo di vendita.  Le cause: trattamenti moltiplicati contro le malattie crittogame, diradatura, selezione dei grappoli, bassa resa in uve e rigorosa e attenta trasformazione del mosto in vino.  In parole povere, non dimentichiamo che i produttori hanno la stessa necessità di mangiare quotidianamente come noi.  Di livello medio-alto i vini del 2013, buoni i 2012 e 2011 dimostrando capacità di affinarsi nel tempo, in particolare le Riserve.  Quindi si può affermare che il Vernaccia di San Gimignano è in buona salute, come dimostrato dai positivi dati pubblicati con altri motivi d’interesse sul numero di febbraio.

Per meglio conoscere il Vernaccia di San Gimignano e la valorizzazione del suo territorio abbiamo rivolto cinque domande alla presidente del Consorzio di Tutela Letizia Cesani.  

Essendo il Vernaccia un vitigno molto produttivo, per la versione Riserva non sarebbe preferibile portare la resa a 8 tonnellate per ettaro?

L’attuale resa di 9 tonnellate per ettaro è ovviamente un limite massimo e quindi è attualmente già possibile produrre al di sotto di questo limite e molti sono i produttori che ottengono Riserva con rese inferiori; d’altronde la resa massima è una indicazione la cui congruità va valutata analizzando necessariamente il contesto viticolo di riferimento, come ad esempio il numero di ceppi per ettaro, l’età del vigneto, ecc.

 

Per mantenere le peculiarità di freschezza, sapidità e mineralità del Vernaccia di San Gimignano non sarebbe meglio togliere il 15% di altri vitigni?

Anche in questo caso l’indicazione del disciplinare riferita ai vitigni complementari è del tutto volontaria e ogni singolo produttore può, e molti lo fanno, vinificare Vernaccia di San Gimignano in purezza; il disciplinare prevede la possibilità del ricorso a tali vitigni, seppur con stringenti limitazioni al fine di preservare i vini da pericolose derive identitarie, consapevole che la straordinaria mineralità e sapidità dei vini di San Gimignano deriva in gran parte dalla particolare composizione del suolo comunale: le sabbie plioceniche, i fossili marini, i depositi calcarei conferiscono quella inconfondibile sapidità e mineralità che il contenuto utilizzo di altri vitigni oltre alla vernaccia non sminuisce.

 

Come in vari vini Docg si è pensato alla classificazione dei vigneti?

Storicamente nell’area di produzione della nostra DOCG non è consuetudine rivendicare i cru e quindi ad oggi non si è promossa nessuna classificazione del genere.

 

E' in progetto la zonazione del comprensorio di produzione del Vernaccia di San Gimignano? 

E’ in corso un progetto di monitoraggio e studio del territorio di produzione della Vernaccia di San Gimignano DOCG in maniera da conoscerne accuratamente caratteristiche geologiche e pedoclimatiche: ad esempio, tra poche settimane saranno installate le prime capannine metereologiche per la rilevazione dei dati climatici. La vernaccia di San Gimignano è una denominazione comunale la cui area di produzione non travalica i confini comunali, con variabilità geografiche e territoriali minime rispetto a denominazioni estese su più comuni. Riteniamo però che il progetto in corso consentirà di iniziare un percorso serio di conoscenza capillare del territorio, ma è prematuro dire se i risultati porteranno a concludere che esistono aree omogenee ma difformi da altre tali da potersi definire microzone.

 

Il Consorzio oltre la valorizzazione e tutela del Vernaccia di San Gimignano promuove incontri o corsi per far crescere tecnicamente i piccoli produttori?

Il Consorzio promuove ed organizza durante l’anno numerosi momenti di incontro con i soci su vari temi con finalità formativa, didattica e di approfondimento: gli incontri variano dal controllo di gestione, alla microbiologia, dalla degustazione comparata con altre denominazioni bianche alle patologie della vite, dalle tecniche di vinificazione all’internazionalizzazione, ecc. Anche l’evento “IL VINO BIANCO ED I SUOI TERRITORI” organizzato nell’ambito dell’anteprima è la riproduzione pubblica dei seminari di approfondimento organizzati per i nostri soci. Siamo convinti che lo sviluppo della denominazione che il Consorzio tutela passi in primo luogo dalla crescita personale e professionale dei nostri produttori e ci adoperiamo per questo.

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Due parole su Consorzio di Tutela

Il Consorzio di Tutela Vernaccia di San Gimignano, poi denominato Consorzio della Denominazione San Gimignano, nasce nel 1972 per una corretta gestione della denominazione Vernaccia di San Gimignano ottenuta nel 1966 quale primo vino italiano. Tre gli scopi fondamentali: valorizzazione della denominazione; tutela della Denominazione; ricerca e sviluppo della qualità dei prodotti. In quest’ottica, il Consorzio ha operato affinché la DOC Vernaccia di San Gimignano ottenesse nel 1993 il riconoscimento della DOCG.  La promozione del marchio è perseguita tramite la realizzazione di iniziative di marketing che incrementino la conoscenza e la diffusione in Italia e all’estero della Vernaccia di San Gimignano Docg e del San Gimignano Doc. Da qualche anno sono in cantiere tre progetti:

Il Progetto di selezione clonale della Vernaccia di San Gimignano è iniziato nel 1994 e vede la collaborazione del Consorzio della Denominazione San Gimignano con il Dipartimento di ortofloricultura dell'Università di Firenze e i Vivai Cooperativi Rauscedo e Arsia.

Il Progetto Identità Sensoriale della Vernaccia di San Gimignano, avviato nel 2007.   Con tale progetto si vuole studiare quali sono i caratteri organolettici distintivi della Vernaccia di San Gimignano, e quali sono le caratteristiche che la rendono unica e riconoscibile. Gli studi in oggetto, hanno permesso di individuare i descrittori principali del profilo aromatico medio, che rappresentano il riferimento per le caratteristiche sensoriali del Vernaccia di San Gimignano.

Composizione del Consiglio di amministrazione del Consorzio della denominazione di San Gimignano in carica fino al 2015:

Letizia Cesani: presidente; Ivaldo Volpini: vicepresidente; consiglieri: Davide Ancillotti, Manrico Biagini, Nadia Betti, Paolo Galanti, Marco Galeazzo, Andrea Giannelli, Luca Lucii, Giovanni Marzagalli, Vittorio Pollina, Luca Romeo e Walter Sovran

Sindaci revisori: Rolando Bruni, Giorgio Comotti e Marco Giusti

Consorzio della Denominazione San Gimignano - Via della Rocca 1 - 53037 San Gimignano (SI) - Tel. +39 0577 940108 - Fax +39 0577 942088 - info@vernaccia.it


Nella foto: La presidente del Consorzio Letizia Cesani presenta l’evento della Vernaccia di San Gimignano

 

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