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Le analisi di Claudia sui vini di Luigi Ferrente, di claudia donegaglia

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Vino in garage

Le analisi di Claudia sui vini di Luigi Ferrente

di claudia donegaglia

Aglianico
Delle origini e della diffusione dell'Aglianico abbiamo parlato e discusso l'anno scorso dal momento che Luigi è ormai un fedelissimo garagista; passiamo così alle note di vinificazione. Il piede di fermentazione è stato fatto dieci giorni prima della raccolta; sono stati fatti poi sette giorni di macerazione e sono stati aggiunti 5 gr/hl di metabisolfito. 

Il vino ora riposa in legno.
Il colore è bellissimo, pieno e compatto. Il naso è ancora scomposto e vegetale, la bocca è piena e vegetale, grassa e con un a frazione tannica già abbastanza equilibrata. Scaldandosi nel bicchiere esce una nota netta di ciliegia ben definita, larga e croccante. Il giorno dopo dal bicchiere esce una forte nota di cioccolata ed inizia a far capolino un po' di pepe. Ha ancora acidità da vendere, nascosta dalla gradazione alcolica e del leggero residuo zuccherino.

Alcol distillazione 13,19%
zuccheri 0,44%
alcol complessivo 13,45 %
pH 3,30
acidità totale 9,30 g/l
acidità volatile 0,55 g/l
anidride solforosa totale 40 mg/l

Questo Aglianico ha buone possibilità di diventare un vino longevo, il pH basso è estremamente interessante in quanto corrisponde ad un particolare effetto antiossidante. Il vino ora riposa in barrique di secondo passaggio che prima avevano contenuto Cabernet.

La funzione di micro ossigenazione che ha la barrique in questo caso è molto importante per la stabilizzazione degli antociani e della materia colorante. Nel caso del vino di Luigi si tratta di barrique con una tostatura elevata che esaltano le note minerali.

Prima di utilizzare le barrique vuote si consiglia di riempirle con acqua solfitata all'1% per qualche giorno, questa operazione ha la funzione di reidratare il legno.
Per quanto riguarda l'affinamento in legno dell'Aglianico io non lo prolungherei oltre i 24 mesi anche a causa dell'elevata tostatura delle barrique. Raccomando anche la verifica mensile della colmatura delle barrique stessa.
Provocazione enoica per Luigi: vista l'acidità, il colore e la tessitura tannica, hai mai valutato l'idea di effettuare anche un rosato da salasso?


Malvasia

Io ho una predilezione sfegatata per i vini aromatici perché capisco e conosco la difficoltà di avere una pulizia e nitore olfattivo come quella che è riuscito ad ottenere Luigi. Si deve avere un'uva perfettamente sana e ad un giusto grado di maturazione per avere il giusto equilibrio olfattivo.

La Malvasia è un'uva aromatica e ricca di personalità che ha origine dalla cittadina greca di Monemvasia nell'isola di Candia, l'attuale Creta. Monemvasia era un porto commerciale e con il passare del tempo divenne di uso comune chiamare con il nome del porto il vino che veniva trasportato in partenza da quella zona.
Allo stato attuale ci sono 17 varietà di Malvasia iscritte al registro ampelografico nazionale.

Luigi ha effettuato il piede una settimana prima della raccolta, ha lasciato il mosto a contatto con le bucce per un giorno, al raggiungimento dei 6 gradi babo ha filtrato con il filtro a sacco poi con i cartoni.

Il vino mi è piaciuto moltissimo.
Il colore è giallo paglierino intenso tendente all'oro antico, il naso è complesso con note che vanno dalla pera William alla mela cotta al forno; successivamente fanno capolino spiccate note agrumate persistenti.
Al gusto è leggermente effervescente, gradevolmente acido e con una deliziosa nota salata che lo rende di una persistenza esagerata.

Alcol distillazione 8,46%
zuccheri 4,44%
alcol complessivo 11,12 %
pH 3,40
acidità totale 6,85 g/l
acidità volatile 0,28 g/l
anidride solforosa totale 24 mg/l

Se il vino fosse il mio potrei decidere di seguire due strade: o vino fermo con residuo zuccherino o frizzante rifermentato in bottiglia. Tu Luigi che strada vuoi seguire?

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7 Commenti

Inserito da luigi ferrente

il 01 gennaio 2015 alle 18:03
#1
Ciao Claudia seguirò il tuo consiglio e l'anno prossimo il rosato lo farò di certo ;-) inoltre, consapevole dell'errore commesso l'anno scorso, cercherò di risolvere il piccolo problema di riduzione che aveva il rosato 2013. Per la malvasia mi piacerebbe seguire la strada del vino fermo, cosa devo fare?

Inserito da claudia donegaglia

il 01 gennaio 2015 alle 22:13
#2
Fermo allora prega che faccia freddissimo cosi'la stabilizzazione tartarica viene da se.
Poi che possibilita'hai di filtrare?

Inserito da luigi ferrente

il 02 gennaio 2015 alle 16:13
#3
anche con -5° la temperatura in cantina non scende al di sotto sei 7° va bene? Ho un piccolo filtro a pompa a cartoni

Inserito da claudia donegaglia

il 04 gennaio 2015 alle 10:43
#4
Spiegami meglio la tipologià del filtro che temo di nn aver capito

Inserito da luigi ferrente

il 04 gennaio 2015 alle 11:40
#6

Inserito da claudia donegaglia

il 04 gennaio 2015 alle 13:12
#7
Visto perfetto, ricordati pero'di fare una filtrazione sgrossante ed una di rifinitura

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