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Vocacibario

Il Grignolino? Antico vitigno per un vino attuale

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Il Piemonte oltre ai più blasonati vini ne possiede altri di minor fama e notorietà, ma sempre di sicuro pregio. Tra questi il Grignolino del Monferrato Casalese che, come gli altri Grignolino Doc, deriva dall’omonimo e antico vitigno.  Sebbene le origini di questo vitigno risalgano all’anno Mille, se ne trova la prima citazione nel lontano 1246 a Casale col nome di Barbesino.  La conferma che fosse lo stesso vitigno, ce la da più tardi, nel 1834, il Conte Gallesio. Lo stesso, noti ampelografi come Demaria e Leardi.   Aldilà di questo, notizie sul Grignolino si trovano già nel Settecento. Il suo nome deriva da grignòle, cioè gli abbondanti vinaccioli che si trovano nei suoi acini. 

Vitigno “intelligente” ma sensibile alle malattie crittogame e alla botritys, subì una considerevole diminuzione d’impianto a vantaggio di varietà più robuste e resistenti.  Come dalle origini, la sua zona collinare elettiva, è tra Asti e Casale, da cui rispettivamente, si producono i Grignolino d’Asti e del Monferrato Casalese.  Due vini simili ma distinti.  Di maggior corpo quello d’Asti, più fine e speziato quello del Casalese.  Il grande Veronelli lo definì “anarchico” e il più bianco dei vini rossi.  Tra i personaggi famosi che ne tessero le lodi, Re Umberto I, l’allora presidente del Consiglio Giovanni Lanza, e oggi da Papa Francesco.   

Dopo un qual certo successo negli anni Ottanta, un periodo d’oblio, e oggi di nuovo all’attenzione di esigenti consumatori.  Dal colore cerasuolo con orlo lievemente aranciato (senza Freisa), si presenta al naso intenso, persistente, fine, con netti sentori floreali, fruttati e speziati, mentre in bocca spicca per freschezza, sapidità e una lieve e piacevolissima vena tannica, amalgamate in una struttura snella ma di molta persistenza.  Umanizzandolo, sarebbe una persona discreta ma non introversa, buona ma decisa, sagace e pungente, dall’ istinto bizzarro ma geniale.  Innumerevoli i piatti con cui si può sposare, spaziando dagli antipasti di salumi e parmigiana di melanzane ai primi piatti con sughi di carni bianche, nonché con zuppe di pesce e di molluschi, pesci in umido e al forno con aromi e salsa di pomodoro, carni bianche e pollame in casseruola e al forno. Non solo. Gradevole tutto l’anno: servito un po’ più fresco è ottimale anche d’estate. 

Per fare conoscere al meglio il Grignolino del Monferrato Casalese anche in Liguria, la Delegazione Onav di Genova diretta da Per Ugo Tammaro in collaborazione con l’onavista casalese Sergio Cabella, ha dedicato una serata a questo vino, presentando e facendo degustare 4 Grignolino del Monferrato Casalese prodotti da due prestigiose aziende. Teatro della manifestazione, il funzionale Salone del Columbus Sea Hotel di Genova, gremito di onavisti, enotecari e ristoratori.  Dopo il saluto del Delegato Provinciale Onav Pier Ugo Tammaro, l’onavista Sergio Cabella ha tenuto una completa e brillante relazione sul Grignolino del Monferrato Casalese, commentando una serie di slides comprendente le origini del vitigno, il suo habitat, la storia del vino e le sue peculiari caratteristiche. Di seguito, altri tre interessanti interventi. L’ingegnere e sommelier Davide Roato ha raccontato altri inediti cenni storici su vitigno e vino. Poi nell’ordine, quelli delle produttrici di Grignolino del Monferrato Casalese, entrambe di Vignale Monferrato, comune-cru di questo vino.  

La giovane e brava enologa Beatrice Gaudio ha descritto la storia e la filosofia aziendale di famiglia, le fasi produttive, la maturazione e l’affinamento del vino, terminando con la descrizione delle caratteristiche organolettiche del vino in oggetto. L’ appassionata e competente Patrizia Accornero (moglie dell’enologo Emanno) che, partendo del vigneto è arrivata alla cantina, raccontandone le rispettive tecniche e fasi, precursori del livello qualitativo raggiunto. Infine l’attesa degustazione dei Grignolino del Monferrato Casalese, condotta dalle rispettive produttrici. Cinque vini di elevato livello qualitativo, che hanno espresso al meglio le caratteristiche del vitigno e del terroir.   Ecco nell’ordine, i vini degustati:

Azienda Agricola Amilcare Gaudio: Margot Grignolino Spumante Metodo Classico (32 mesi sui lieviti); Grignolino del Monferrato Casalese DOC
 Gaudio 2013; Grignolino del Monferrato Casalese DOC
 Bricco Mondalino 2013

Azienda Agricola Accornero:

Grignolino del Monferrato Casalese DOC Bricco del Bosco 2013; Grignolino del Monferrato Casalese DOC Bricco del Bosco Vigne Vecchie 2009

Degna conclusione della riuscita serata con l’apprezzato assaggio del pregiato salume Muletta monferrina, e dell’ottima Grappa di Grignolino di 7 anni dell’Antica Distilleria di Altavilla.  


Nella foto: da sinistra Piero Tammaro, Beatrice Gaudio, Davide Roato, Patrizia Accornero e Sergio Cabella


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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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