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Il Vara, la piccola Loira ligure

di Luca Risso

MappaArticolo georeferenziato

La Valle del fiume Vara insieme alla Val Fontanabuona, è la più estesa vallata del levante ligure. Essa copre più della metà della provincia di La Spezia (vedi zona tratteggiata in Figura 1), partendo da Ceparana (punto di confluenza nella Magra) ed arrivando fino a Varese Ligure (350 m slm). Fino a Borghetto essa si sviluppa lungo un asse parallelo alla costa, che in quel tratto comprende le Cinque Terre; da Borghetto a Varese Ligure l'asse si sposta di alcune decine di gradi verso nord; dunque mediamente presenta il versante orografico sinistro sempre esposto a sud-sudovest, anche se le anse del fiume Vara contribuiscono sovente a contraddire questa regola.

Geologicamente il territorio, articolato fra pendii e ampie incisioni, è costituito da scisti argillosi cretacei con alternanze di arenarie e argilliti con marne siltose e masse di pietre verdi, i terreni sono in genere stabili e di scarsa franosità. il Vara, alimentato da torrenti e torrentelli delle valli minori, genera nella piana un suolo sabbioso, fertile e sciolto. L'erosione prodotta dalle acque piovane ha generato continui modellamenti lungo i piccoli crinali (come quello che separa il Vara e lo Stora, nei pressi di San Pietro) che si alternano a limitati pianori, creando un paesaggio naturale con versanti ora fortemente scoscesi, ora dolci. Il paesaggio dunque, nella sua configurazione morfologica, è alquanto vario.

La piovosità, abbondante e discontinua, è in genere maggiore verso novembre e aprile, con minimi a maggio-giugno e agosto. Il clima mite è di tipo mediterraneo-montano, modulato dalla complessa conformazione orografica in vari microclimi. Come si vede dalla Figura 1 le precipitazioni estive sono mediamente 100-150 mm superiori alla media della costa occidentale della Liguria variando leggermente dalla bassa all'alta valle. Le temperature invece sono mediamente in linea con quelle del resto della regione.


Figura 1: Piovosità estiva nella regione Liguria



Figura 2: Temperature estive nella regione Liguria

La varietà di microclimi e la favorevole esposizione sembrerebbero deporre per una buona vocazione della vallata alla coltivazione della vite. Effettivamente numerose sono le testimonianze di un passato estremamente attivo nella coltivazione dell'uva da vino. Attualmente però poco è rimasto degli antichi vigneti, anche se alcune eccezioni valgono assolutamente la pena di essere citate.


La bassa valle: da Ceparana a Bugnato
La bassa valle del Vara è ancora enologicamente attiva ed annovera nei comuni di Bolano, Follo e Brugnato i maggiori produttori. Il comune di Bolano in particolare, ricadendo nel territorio della DOC dei Colli di Luni, ha incrementato negli ultimi anni la propria produzione in modo considerevole, consorziando i singoli produttori in una cantina cooperativa. I vini attualmente commercializzati prevedono un rosso a base di uve sangiovese, cicliegiolo, pollera nera e merlot, ed un bianco a base di vermentino in purezza. Tali uvaggi riflettono il disciplinare dei Colli di Luni, ma salendo verso Bugnato (ed oltre) il sangiovese lascia rapidamente il posto al cigliegiolo quale vitigno prevalente tra i rossi, mentre tra le uve a bacca bianca l'albarola ed il bosco prendono il sopravvento.


L'alta valle: da Sesta Godano a Varese Ligure
Oltre Brugnato la viticoltura è quasi esclusivamente di tipo disperso. I vigneti residui sono ancora abbastanza numerosi anche se destinati ad una produzione di tipo familiare. Il passato glorioso è però testimoniato da una vera e propria reliquia vivente: il paese di Montale. Appoggiato sui dolci pendii del versante sinistro del fiume Vara tra Sesta Godano e San Pietro in Vara, Montale è la "capitale enologica" dell'alta valle. A pagina 9 del Corriere della Sera del 12/7/1981, si poteva leggere un racconto di un'intera pagina scritto da Mario Soldati intitolato "Il vino di Montale". Erano i tempi in cui lo scrittore piemontese pubblicava "I racconti del Maresciallo", ispirandosi ai personaggi ed ai luoghi della valle. L'estensione attuale dei vigneti è ancora abbastanza consistente, come si può stimare dalla fotografia aerea in figura 3, e come riferiscono le testimonianze degli attuali viticultori. Si tratta di produttori "indipendenti" (non vendono al pubblico né sfuso né imbottigliato), con vigneti regolarmente registrati al catasto. Complessivamente sono coltivati a vite circa 10 ettari, a fasce, con una produzione annua di circa 20.000 litri di vino. I vitigni a bacca bianca comprendono per l'80% albarola/bianchetta e per il rimanente bosco e vermentino.
Il rosso è invece a base di uva cigliegiolo e di una non meglio identificata uva rosata chiamata localmente"buttiggiasca".
L'allevamento prevalente è un Guyot doppio su spalliere in pali fitti di castagno, erica e frassino. I capi a frutto sono mediamente corti, con piede abbastanza alto (1.5 m) in modo da evitare il marciume a settembre quando si alza il livello di umidità. Alcuni impianti sono nuovi con spalliera in pali di castagno e fili di acciaio.


Figura 3: Veduta aerea del paese di Montale e dei suoi vigneti (Fonte : Atlanteitaliano.it)

Quasi tutti i produttori possiedono tini in legno di castagno per la fermentazione e botti da 500-1000 litri sempre in castagno o rovere per l'affinamento sia del vino bianco che di quello rosso.

In conclusione, quale futuro enologico aspetta la Valle del Vara? Sembra chiaro che le prospettive sono molto diverse tra la bassa e l'alta valle. Nel primo caso un effetto trainante dovrà avere il consolidamento (anche qualitativo) della DOC dei colli di Luni, ed eventualmente una estensione della zona di copertura della DOC fino a Brugnato. Nel caso dell'alta valle invece, mancando gli spazi per investimenti di rilievo da parte di produttori di una certa dimensione, le sorti potrebbero essere affidate allo sviluppo di piccole produzioni di tipo biologico e biodinamico, anche grazie alla spinta del comune di Varese Ligure in questa direzione.


Si ringrazia il Sig. Vulpani per le informazioni avute riguardo alle tradizioni enologiche di Montale.


Fonti:
http://www.comunefollo.it
http://www.comune.vareseligure.sp.it
http://ecozero.liguriainrete.it
http://www.montale.too.it
http://www.atlanteitaliano.it

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