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Chi guida non beve: le riflessioni dei produttori di vino, di Redazione di TigullioVino.it

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Chi guida non beve: le riflessioni dei produttori di vino

di Redazione di TigullioVino.it

In questi giorni la commissione Trasporti della Camera, presieduta dall’On. Mario Valducci, sta studiando alcune modifiche del codice stradale che prevedono il progressivo inasprimento delle pene per chi guida dopo aver assunto alcol. Esisterebbe un consenso fra le vari parti politiche per abbassare il limite del tasso alcolemico da 0,5 a 0,2 grammi per litro. Il principio ispiratore di tali provvedimenti è quello della cosiddetta tolleranza zero: “chi beve non guida”.
Come rappresentante di una delle realtà vitivinicole più importanti d’Italia, il Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero ritiene di poter intervenire nel dibattito e contribuire a una riflessione seria, perché i produttori di vino sono prima di tutto genitori e figli, consapevoli che la vita e le abitudini di oggi sono ben diverse da quelle di cinquant’anni fa, ma nello stesso tempo, da cittadini responsabili, vorrebbero evitare scelte affrettate e inefficaci. l Presidente del Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, Claudio Rosso, si rivolge pertanto alle autorità politiche con la seguente dichiarazione:

La gravità del fenomeno degli incidenti stradali mortali interpella tutti come cittadini, anche perché oltre un certo limite non si può più parlare di “incidente” nel senso di evento raro e occasionale, ma di fenomeno cui porre rimedi strutturali. Tra le azioni da intraprendere ve ne sono alcune già sperimentate con successo in altri Stati. La prima è quella che riguarda la velocità, tant’è che negli Stati Uniti, dove si utilizzano i demoltiplicatori per le auto più potenti, la percentuale di mortalità è di cinque volte inferiore alla nostra. Ci sono poi fattori decisivi come la puntuale manutenzione delle strade, il rispetto delle regole, le limitazioni per i più giovani e via dicendo.
L’alcol e le sostanze che alterano i sensi sono un altro importante capitolo e proprio per questo nel nostro Paese sono state introdotte da poco regole severe con il limite dello 0,5%. Gli italiani si stanno abituando a tenerne conto, anche se ci sono varianti individuali molto significative per cui non si può assolutamente dire che a quei livelli si è ubriachi. Il normale consumo di due bicchieri di buon vino può portare a quel dato ma gran parte della nostra popolazione ne riceve beneficio e non si ritrova con i sensi alterati. Come non ripetere che c’è differenza tra super-alcolici e vino di qualità? Abbiamo una cultura millenaria da cui impariamo che il vino a pasto non è solo un optional, ma un fattore alimentare e di salute.

Abbassare il limite a 0,2 grammi per litro significa cancellare totalmente la possibilità di bere vino per chi debba guidare, trasformando la nostra bevanda nazionale, compagna di ogni buon pasto, in qualcosa di occasionale ed estreneo alla vita quotidiana. Ci sono persone più sensibili all’alcol che devono conoscersi e limitarsi, ma questo non può voler dire che tutti se ne debbano astenere come peraltro alcune leggi impongono in altre parti del mondo. I produttori di vino debbono essere i primi a combattere l’alcolismo e così sta avvenendo con il dimezzamento dei consumi e la crescita qualitativa. Forse dovremmo persino sponsorizzare le associazioni che lavorano contro la triste piaga dell’alcolismo, ma sarebbe assurdo che non difendessimo l’idea di produrre qualcosa che piace e “fa bene”.  L’idea della cosiddetta “tolleranza zero” contro i fenomeni che causano incidenti stradali non può limitarsi al divieto di bere un bicchiere di vino se si guida: non ci sarebbero i risultati che ci si aspetta e si metterebbero in difficoltà un bel po’ di persone “tranquille”.

È questo il motivo per cui il nostro Consorzio di Tutela ha contribuito alla nascita di un “Osservatorio nazionale sul consumo consapevole” che ha sede nel Castello di Grinzane Cavour dove il noto Conte Camillo Benso usava le buone bottiglie per tessere accordi con tutte le corti europee. In definitiva, crediamo di interpretare l’opinione di molti se chiediamo al Parlamento e al Governo di meditare con attenzione l’ipotesi del limite del tasso alcolemico a 0,2 grammi per litro.


Fonte news: Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero

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