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Viaggi enogastronomici

Lazise - Bardolino e Chiaretto: Ayurvedica, Coccolazione e DeCO (Terza Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Cena Ayurvedica e festa con la tromba di Roi Paci

Stasera al Benacus la cena ayurvedica preceduta da un aperitivo di spumante Chiaretto rivisitato dal barman Carmine. Precede la cena una presentazione della serata da parte di Angelo e del significato della cena Ayurvedica da parte del dottor Silvano Pomari, Responsabile del Centro Termale di Medicina Ayurvedica presso l’Hotel Caesius Thermae & Spa Resort, che sintetizza il senso della medicina ayurvedica come conoscenza di sé stessi e benessere attraverso i cibi e una sana e corretta alimentazione. Sono sei i sapori che il corpo deve assumere in ogni pasto per mantenere una corretta armonia, amaro, piccante, astringente, speziato, salato e dolce.

Sushruta
, antico autore di un trattato medico sull’Ayurveda, afferma: “l'individuo sano è colui i cui principi metabolici sono in equilibrio, la cui digestione è buona, i cui tessuti funzionano normalmente, le cui funzioni escretorie sono regolari e la cui mente, i cui sensi ed il cui sé sono sempre compiaciuti e pieni di beatitudine”,

e Mahanshi spiega: “Salute significa sperimentare la piena realizzazione nella vita, uno stato nel quale ogni istante è carico di beatitudine”.

Infine l’autore del più antico trattato di Ayurveda, Charaka, ha scritto: “Come è il microcosmo, così è il macrocosmo; com’è l’atomo, cosi è l’universo; com’è la mente umana, così è la mente cosmica; com'è il corpo umano, così è il corpo cosmico”.

Vedi anche Lazise – Bardolino e Chiaretto: i nuovi come una volta (Prima Parte)

Vedi anche Lazise – Bardolino e Chiaretto: Alla Borsa e gli assaggi al Doana (Seconda Parte)

Il cuoco che coordina la cucina e la preparazione dei piatti con un dosaggio equilibrato di tutti i sei sapori è Alessandro. Per stasera ha preparato un’insalata riccia, che dà un apporto di astringenza, e germogli con taccole e salsa alla senape, per il contributo speziato, un mix con una bella ricchezza di sapori tra i quali emerge il lieve piccante del rapanello, un mix che a inizio pasto pulisce e dà appetito.

A seguire la crema di asparagi bianchi e verdi della campagna veronese. Le due creme si armonizzano nell’assaggio mescolandole nel piatto in quanto la bianca dà il contributo del dolce e la verde quello del salato o sapido.

Il terzo piatto è il Tandoori di pollo con verdure al curry e riso basmati, dove il curry apporto il sapore speziato e il riso è al cardamomo ed è cotto in acqua al limone per una maggiore piacevolezza. Il piatto è gustoso ma il pollo risulta alla fine, al nostro palato, un po’ troppo asciutto e leggermente stopposo. Piacevoli le verdure di stagione.

I vini in tavola sono due Chiaretto, il Corradini Renato 2012 e il Cantine Castelnuovo 2012 e due Bardolino, il Castellani Ca’ dei Ratti 2012 e il La Rocca 2012.

La cena prosegue nel foyer del Centro Congressi dove è stato preparato un buffet abbondante di formaggi di vario tipo, abbinati alle confetture e mostarde delle Tamerici di Paola Calciolari, di S. Biagio di Bagnolo San Vito nel mantovano, e di dolci preparati da Elisabetta e Alessandro.

Dopo le degustazioni di formaggi, confetture e dolci nella sala grande del Centro Congressi è iniziata la sessione di musica con l’ottone di Roi Paci (ve lo ricordate ai tempi di Chiambretti tutto vestito di nero?) e i B51 per pezzi rock e anni ’70 e ’80 e una ventina di ballerini e ballerine scatenati in mezzo alla pista.

Ai lati della pista, Carmine con un paio di aiutanti sta preparando cocktails a base di bollicine di Chiaretto e qualche gin-fizz leggero.

Anche Elisabetta e poi Alessandro partecipano alla festa raccontando ciascuno una loro ricetta di quello che hanno preparato stasera.

Allo scoccare della mezzanotte una corroborante spaghettata ayurvedica con verdure fresche di stagione tagliate a julienne. Sta per finire la prima ora di lunedì quando riusciamo finalmente a rientrare in camera dopo una serata piacevolissima.

Lunedì 18 Marzo 2013


La “Coccolazione” al Caesius è da urlo
, con la scelta di ogni ben di Dio alle tre OASI tre, cui oggi si aggiunge anche il cuoco che al centro della sala prepara dal vivo le crepes salate o dolci, a piacere, per i clienti super golosi. È sistemato proprio di fronte al tavolino dove un sosia (?) di Alessandro Haber, in accappatoio bianco, appena uscito dalle piscine della spa, sta coccolazionando con i tradizionali ciuffi sparati da diavoletto birichino.

Alle dieci usciamo dal garage dell’albergo e raggiungiamo Lazise per l’incontro con le autorità e la tavola rotonda sul Bardolino e i prodotti del territorio.


L’arte di vivere bene a Lazise

Nella sala consigliare del Comune di Lazise, oltre al Sindaco Renzo Franceschini, il consigliere regionale Andrea Bassi, e altre personalità riunite per discutere attorno a una tavola rotonda di Denominazioni Comunali di Origine (DeCO). Il progetto DeCO ha per obiettivo quello di consentire di vivere bene a Lazise valorizzando i prodotti dell’entroterra perché in questo modo si fa progredire il turismo e si migliora lo stile di vita degli ospiti e degli indigeni. Il turismo è la risorsa principale di Lazise, come della maggior parte dei piccoli e grandi comuni italiani. Il Chiaretto e il Bardolino, per come sono gestiti dal Consorzio di tutela, sono il prodotto ideale per attirare e fidelizzare gli ospiti.

Il Presidente del Consorzio di Tutela, Giorgio Tommasi, afferma che i produttori iscritti sembrano soddisfatti di come stanno andando gli affari, che sono il primo e più affidabile termometro di una qualsiasi associazione. Il vino oggi si vende bene, ma proprio per questo motivo è doveroso andare avanti per migliorare e fare di più, non sedersi sui successi raggiunti, in una sfida continua al mercato e alla concorrenza.

Per gli albergatori il vice sindaco di Lazise, Agostino Carattoni, albergatore lui stesso in Lazise, conferma che il turismo è l’industria più importante in Italia. Oggi la domanda dei clienti è indirizzata in maniera specifica ai prodotti del territorio, che un tempo potevano rappresentare una curiosità, in maniera più diretta rispetto alle bellezze architettoniche o storico culturali o naturali, del paesaggio.

Tra le manifestazioni che si portano avanti da decenni ricordiamo la fiera del miele, che si tiene in ottobre, nata quasi per caso 34 anni fa per smerciare una iper produzione locale di quell’anno e poi ripetuta e abbinata, da otto anni, alla fiera dell’olio e a quella dei piatti e sapori.

Prosegue Damiano Bergamini, Consigliere Comunale, enologo, produttore vinicolo e anche Presidente dei Ristoratori polesani ricorda che il marchio DeCO è rappresentato dal maschio comunale di Lazise ed è abbinato non solo al vino ma anche alle api, al miele, all’uva, al mais, all’olio, alle ciliegie e alle pesche. Una nuova idea è quella dell’aperitivo, di cui è già stato trovato il nome, Chiarè, preparato con lo spumante Chiaretto del territorio. Lazise in Tavola è un’ulteriore iniziativa nata dalla collaborazione tra ristoratori e prodotti DeCO, compresi ovviamente il Chiaretto e il Bardolino. Nel 2012 si è tenuto lo Slow Food day e i mercatini di natale e altre iniziative continuano a nascere e a svilupparsi, tra le quali controlli più approfonditi sul vino portati avanti in collaborazione con i laboratori di San Michele all’Adige, in merito alla vite di uva Dorona, che nel 1800 era un’uva bianca da tavola e ora invece si comincia a utilizzare per farne vino.

Il Responsabile dell’Area Comunicazione e Promozione del Consorzio di Tutela, Angelo Peretti, richiama l’importanza di stimolare l’attenzione delle istituzioni per consentire il reimpianto delle viti autoctone nei terreni e nei luoghi dove erano presenti fino a metà del 1900, prima che il boom industriale venisse a desertificare le campagne. Occorrono norme nuove, adeguate, nel rispetto delle tradizioni. Viti come la Barbusina o la Nera dei Baisi sono solo alcuni piccoli esempi di un patrimonio da recuperare dalla storia passata, ma neanche da troppo tempo.

Ancora il Presidente del Consorzio, Giorgio Tommasi, ricorda che l’amore per la terra, la gestione della filiera verso una produzione onesta e corretta, orientata alla qualità, la passione per quello che si fa, tutte queste cose accomunano tutti i soci del Consorzio e quanti operano sul territorio verso il fare sempre meglio e arricchire anche qualitativamente la vita di ciascuno di noi.

Di altre iniziative parla ancora il Consigliere Bergamini, in sostituzione del titolare Guido Romagnoli, e cioè dei percorsi ippo – ciclo – pedonali del Lago di Garda orientale, percorsi di 10 o 20 chilometri che consentono di attraversare otto corti storiche e tre oasi naturali. Altra caratteristica del territorio sono le zone umide che accolgono uccelli migratori di specie rara che arrivano dall’Africa o dall’Eurasia.

Alle tredici finisce l’incontro e ci spostiamo per un pranzo in piedi a buffet all’interno della Biblioteca Civica, con piatti di tortelli, gnocchi, risotto alla salsiccia, olive, bocconcini di mortadella, triangolini di formaggio, innaffiati con lo spumante chiaretto e varianti dei cocktail di Carmine.

Alle tre del pomeriggio riaprono gli stand all’interno della Dogana per riprendere qualche assaggio e approfondire qualche valutazione rispetto alle impressioni del giorno prima.

Alle 18 passate la pioggerellina di marzo continua indisturbata e alla chiusura degli stand si ritorna al Caesius per la serata di relax e un’altra notte di tutto riposo.

Il giorno dopo un bel sole primaverile ci accompagna per tutto il tragitto attraverso Mantova, Parma, la Val di Taro, Pontremoli e La Spezia fino a Chiavari dove arriviamo nel primo pomeriggio con un bel ricordo del Bardolino e del Chiaretto del Garda orientale.

Foto Credit: Gabriella Repetto.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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