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Festival della Comunicazione

DoveCamogli

Quandodal 12 settembre 2014 al 14 settembre 2014

di Redazione di TigullioVino.it

MappaArticolo georeferenziato

Da venerdì 12 a domenica 14 settembre 2014 il borgo marinaro di Camogli, in Liguria, ospita la prima edizione del Festival della Comunicazione (www.festivalcomunicazione.it). La manifestazione, ideata e diretta da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, è promossa da Comune di Camogli, Regione Liguria, Encyclomedia Publishers, in collaborazione con Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Ente Parco di Portofino, Area Marina Protetta di Portofino. Primo festival in Italia dedicato alla comunicazione: tre giornate con circa 70 eventi gratuiti tra conferenze, workshop, spettacoli, escursioni, mostre. Oltre 60 gli ospiti, tra giornalisti, blogger, social media editor, economisti, scrittori, filosofi, semiologi, scienziati ed esperti di pubblicità e comunicazione. Sguardi diversi per fare un punto su come cambieranno nei prossimi anni la trasmissione dei saperi, la formazione, i media,il marketing, il nostro modo di relazionarci con gli altri.

PROGRAMMA
La manifestazione sarà aperta dalla lezione inaugurale “Comunicazione: soft e hard” di Umberto Eco e sarà chiusa dalla conferenza “Rete Padrona” di Federico Rampini.
Gli interventi si articolano in tre aree tematiche: Comunicazione come linguaggio, segno, racconto, messaggio; Comunicazione come informazione, network, social media; Comunicazione come condivisione di saperi, risorse, sogni, cultura.

COMUNICAZIONE COME LINGUAGGIO, SEGNO, RACCONTO, MESSAGGIO
“Una prospettiva in comune: comunicare è disegnare la nuova immagine del Paese”: il giornalista Luca De Biase e l’esperta di comunicazione Annamaria Testa analizzano l’immagine dell’Italia prendendo spunto dalle pubblicità degli ultimi anni e dalle ricorrenze in rete di parole chiave riferite al nostro Paese. I critici cinematografici Irene Bignardi e Giorgio Gosetti in un curioso duetto ripercorrono i modi con cui la categoria dei giornalisti è stata rappresentata nella storia del cinema: “Da Topolino giornalista alla strana coppia Woodward/Bernstein del caso Watergate”. La scrittura sul web e sui social network ha cambiato il nostro modo di leggere il mondo e noi stessi. Sempre più di frequente raccontiamo le nostre esistenze in tempo reale, ma quanto di questo resoconto corrisponde alla realtà? Lo scrittore Roberto Cotroneo ci guida alla scoperta de “La tentazione di raccontarsi. Visioni, autobiografie e scritture sui social network. Verso una nuova forma di narratività”. Il racconto è anche il tema dell’intervento del fondatore di Eataly Oscar Farinetti “La comunicazione: basta promesse, narriamoci come siamo”.  “Il romanzo polifonico. Raccontare una storia da punti di vista multipli”: lo scrittore Andrea De Carlo parla della sua ricerca di una forma narrativa che sappia cambiare a seconda delle figure che tratteggia.

In “Guardare, leggere – Differenze tra la comunicazione visiva e quella alfabetica” lo scrittore Corrado Augias mostra come operazioni all’apparenza analoghe possano nascondere profonde diversità. La forza di comunicazione di una macchina di propaganda può attraversare i secoli e impedirci ancora oggi di vedere con chiarezza la verità: lo storico Alessandro Barbero ci fa riflettere su questo tema analizzando “La comunicazione nella storia: la propaganda di Costantino imperatore”. “Il segno all’offensiva: le forme e le forze”: il semiologo Paolo Fabbri tratta in questo incontro del linguaggio politico, esaminandone morfologia e sintassi, semantica e retorica. La semiologa Valentina Pisanty ci parla della “Retorica del negazionismo”; in quanto dispositivo retorico, il negazionismo ha bisogno di qualcuno che lo faccia funzionare, e che, pur biasimandolo, inneschi i circuiti comunicativi che lo rendono efficace.

La ripetizione di schemi analoghi crea dipendenza e fidelizzazione del pubblico. Ecco perché un format sempre più diffuso, dalla musica alla comunicazione politica, si identifica con il ritornello. Lo racconta Carlo Freccero, autore ed esperto di televisione, nell’intervento dal titolo “Il ritornello nella comunicazione politica e nei programmi televisivi”. Il giornalista e scrittore Gad Lerner spiega “Perché ci è faticoso raccontare l’umanità in movimento fra le sponde del Mare Nostrum”, illustrando le difficoltà di una comunicazione giornalistica che deve tenere conto del disagio vissuto dal pubblico e rinunciare a un’informazione oggettiva. La dimensione del gioco esiste da sempre nel rapporto fra media e pubblico, l’interattività tecnologica ed elettronica degli ultimi anni è solo l’evoluzione del gioco enigmistico proposto dai primi periodici francesi. Il saggista Stefano Bartezzaghi ripercorre “Cent’anni di solitudine (interattiva). Gioco, folla solitaria e mass-media, prima e dopo l’invenzione della rete”. Lo studio delle cose che non succedono, la loro importanza e la loro ragione è il tema dell’intervento del giornalista Enrico Deaglio dal titolo “Lo strano fatto del cane (l’altra notte). Alla ricerca dell’assenza”.

COMUNICAZIONE COME INFORMAZIONE, NETWORK, SOCIAL MEDIA
Una sintesi di mode, tendenze e nevrosi attuali della rete e dell’informazione è quella che ci propone il blogger Matteo Bordone nell’intervento “Liberté, egalité, Andrea Diprè – Twitter, like, selfie e altre malattie esantematiche della rete”.
Perché rispondere a un’email è diventato un imperativo categorico? Cosa ci spinge a non ignorare un messaggio sullo smartphone o sul tablet? Nel suo discorso “La mobilitazione totale. Dalla società della comunicazione alla società della registrazione” il filosofo Maurizio Ferraris illustra il meccanismo di responsabilizzazione/mobilitazione messo in atto dai nuovi media. L’incontro tra l’ex magistrato Gherardo Colombo, il sociologo Nando Dalla Chiesa e l’esperto di diritto dell’informazione Vincenzo Roppo approfondisce “La responsabilità sociale della comunicazione” e la sua funzione di presupposto della democrazia.

Ormai nel mondo esistono oltre 400 startup che si occupano di giornalismo e social news, quale sarà il destino dei media tradizionali? Lo scopriamo con il blogger Silvio Gulizia nella conferenza “Le startup dell’informazione” e con il giornalista Massimo Russo nell’incontro dal titolo provocatorio “Questo non è un giornale”, dove affronta il tema della transizione al digitale e del rifiuto da parte dell’informazione tradizionale al cambiamento. Al grido di “Il giornalismo è morto, viva il giornalismo (ai tempi della Rete)” l’esperta di cultura digitale Carola Frediani mette in luce le sfide e le opportunità offerte da internet e dai diversi social media per cambiare, in meglio, le modalità di informazione.

“Il direttore irresponsabile” è la figura tratteggiata dal giornalista Furio Colombo, che sottolinea le difficoltà di chi si trova a dirigere oggi un giornale, un telegiornale o un blog. Come operare una scelta se le notizie che gli arrivano sono prive di fonte o controllate ossessivamente? Oggi si assume informazione in modo diverso da vent’anni fa, bisogna prenderne atto e creare un’alternativa. Il giornalista Mario Calabresi riflette su “Come mangiamo informazione. Dalla dieta tradizionale all’happy hour, così è cambiato il nostro modo di consumare notizie”. “I grandi direttori del giornalismo italiano”: lo scrittore e giornalista Piero Ottone parla di Torelli-Viollier, Albertini, De Benedetti e Scalfari, figure che hanno fatto la storia della stampa nel nostro Paese. La politica ha sempre condizionato l’azienda di servizio pubblico radiotelevisivo, si può immaginare un futuro in cui la Rai acquisisca indipendenza? Ne ragionano assieme il giornalista Carlo Rognoni e il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli in “Rai e politica: un divorzio impossibile?”.
Siamo davvero consapevoli dell’uso che viene fatto dei nostri dati personali quando usiamo il web? L’avvocato Elisabetta Rubini si interroga su “Privacy e social media: uno scambio equo?”. “Forme di monetizzazione di un sito editoriale in Italia”: il divulgatore informatico Salvatore Aranzulla porta l’esempio di un caso fortunato.
Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo di Twitteratura propongono “Social network, cultura e turismo”.

COMUNICAZIONE COME DISTRIBUZIONE E CONDIVISIONE DI SAPERI, RISORSE, SOGNI, CULTURA
Fin dall’antichità la filosofia è stata sempre una materia “visiva”: per capirla è necessario vederla. Grazie alle nuove tecnologie, oggi questo si può fare. Il direttore editoriale di Encyclomedia Publishers Danco Singer e lo storico delle idee Riccardo Fedriga presentano il manuale cartaceo e digitale che introduce allo studio de “La filosofia come non l’avete mai vista”. Costruire un nuovo modello culturale per valorizzare le bellezze della nostra penisola è possibile. Il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Francesco Profumo e l’economista Severino Salvemini si confrontano su “Territorio, cultura e risorse naturali: dal coinvolgimento allo sviluppo”. “La vita è un viaggio (e non viaggiamo da soli)”: il giornalista Beppe Severgnini suggerisce venti vocaboli come bagaglio, venti consigli per farci partire e orientarci nella traversata. Enciclopediadelledonne.it si propone di far conoscere personaggi femminili di tutti i tempi. Margherita Marcheselli e Rossana Di Fazio, curatrici del sito, raccontano che, nel raccogliere le biografie delle figure più diverse, ci si rende conto che “Le donne tendono a sparire”. Come e perché succede?
Comunicare la scienza è difficile. L’astrofisico Amedeo Balbi riflette su come è possibile raccontare la ricerca scientifica nella conferenza dal titolo “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana”. Il direttore scientifico dell’IIT Roberto Cingolani ci intrattiene con “Storie del nanomondo”: le nanotecnologie possono aiutarci ad apportare cambiamenti positivi in molti settori, dall’energia alla medicina, dalle telecomunicazioni all’ambiente, basta saperle sviluppare bene.

“Comunicare l’arte classica: da Winckelmann al nostro secolo” è la conferenza tenuta dall’archeologo Salvatore Settis. Durante il ’900 l’immagine tradizionale della cultura classica ha subito profonde modifiche, gli specialisti sapranno diffonderle? E in quali modi? “Arte, cultura, istituzioni: nuove forme di comunicazione” è il tema del dialogo tra Evelina Christillin, presidente della Fondazione del Museo delle Antichità Egizie di Torino, e la giornalista Anna Masera. Alcuni maestri lasciano un segno, non solo per quello che trasmettono, ma soprattutto per lo stile con cui lo fanno. Nella conversazione tra lo scrittore Paolo Giordano e lo psicoanalista Massimo Recalcati protagonisti sono “Gli insegnanti che non dimentichiamo”. Gli economisti Salvatore Bragantini e Alessandro Penati cercano di rispondere ad alcuni tra gli interrogativi più pressanti di questi giorni, parlando di crisi, euro e situazione italiana in un modo comprensibile anche ai non addetti ai lavori: “Economia e finanza: e se ci facessero capire qualcosa?”.

Anche il cibo è comunicazione: appuntamento prima di cena con la trilogia di Massimo Montanari. Lo storico dell’alimentazione ogni sera commenta e legge una ricetta di epoca diversa, dal Medioevo al Rinascimento, per arrivare a Pellegrino Artusi. Non poteva mancare al festival la Rai, una tra le principali aziende di comunicazione in Europa: il direttore generale Luigi Gubitosi incontra il presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola in un dibattito dal titolo “L’Italia fra innovazione e sottosviluppo” moderato dal giornalista Eugenio Occorsio, mentre Luigi De Siervo, amministratore delegato RaiCom, riflette con Fedele Usai, deputy managing director di Condé Nast, su “Il nuovo viaggio del contenuto. Digital is the new normal”. Infine, la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta si chiede “Come si definisce oggi la modernità del racconto televisivo?”. Anche Telecom, maggiore impresa italiana di telecomunicazioni, è presente con il presidente Giuseppe Recchi che dialoga con la direttrice di Rai News Monica Maggioni su “L’agenda digitale italiana. Infrastrutture, servizi, regole, mercati”.

Diversi gli workshop organizzati durante le tre giornate, con una sezione dedicata anche ai più piccoli. Grazie all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova scopriamo iCub, il robot umanoide, e i materiali intelligenti come la spugna idrofobica, la carta idrorepellente o le plastiche biodegradabili prodotte con scarti alimentari. Inoltre l’IIT promuove “Fare e comunicare innovazione: dal laboratorio all’azienda”, in cui cinque giovani start-uppers raccontano la loro esperienza, moderati dal giornalista Luca De Biase. Costa Edutainment propone due iniziative dedicate ai bambini sulla sensibilizzazione alla tutela delle risorse naturali. Il workshop “Mr. Goodfish” con il gioco “Pesca il pesce giusto” permette di scoprire tutti i passaggi della filiera del pesce, mentre “Delfini metropolitani” fa conoscere le abitudini dei cetacei.

Una panoramica sulle novità della wearable technology è proposta nel workshop tenuto da Valerio Saffirio e Massimo Cortinovis, fondatori di Rokivo, società che ha la titolarità dei Google Glass in Europa, mentre Sara Ranzini, Corporate Communications Manager del team italiano di Facebook, ripercorre la storia e l’evoluzione della piattaforma. Nella chiacchierata “E il coccodrillo come fa? E poi perché?” il coordinatore scientifico dell’Acquario di Genova Guido Gnone ci introduce alle dinamiche misteriose della comunicazione nel mondo animale. “I circoli dell'acqua: un’idea chiara, trasparente, fresca, semplice e potabile, al servizio della comunità” è il titolo della tavola rotonda tra Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, Lorenzo Bagnacani, presidente Iren Acqua e Gas, e Lorenzo De Rita del The Soon Institute organizzata da Iren.

Testimonianze e prospettive legate ai Parchi naturali del nostro Paese sono il tema di “Sentieri sostenibili: alla scoperta delle reti nel territorio. Natura, cultura, comunicazione”, promosso da Snam, con Domenico Negrini, Snam, Alberto Girani, direttore dell’Ente Parco di Portofino, Dario Franchello, presidente del Parco naturale regionale del Beigua, Marco Zapparoli, presidente Associazione Italiana Editori – Lombardia, e lo scrittore Marco Vichi. “Parco di Portofino: comunicati o scomunicati?”, Alberto Girani, i giornalisti Marco Dalpino e Marco Preve e il vicedirettore dell’Hotel Cenobio dei Dogi Paola Pastine approfondiscono come il comprensorio del Golfo Paradiso e Tigullio si propone.

Le giornate di venerdì e sabato si chiudono con due spettacoli all’aperto tra teatro e musica. Venerdì il Gianni Coscia Trio propone un concerto per fisarmonica, batteria e contrabbasso. Sabato il genetista Guido Barbujani e il conduttore televisivo Patrizio Roversi si esibiscono in “Chi ha paura dell’evoluzione?”, accompagnati dagli interventi musicali dei Davai Ciass. Inoltre ciascuna delle tre serate prevede la proiezione di film selezionati da Irene Bignardi e Giorgio Gosetti: venerdì Prima Pagina di Billy Wilder; sabato “Notte Bianca” del cinema con La signora del venerdì di H. Hawks, Tutti gli uomini del Presidente di A. Pakula e I sogni segreti di Walter Mitty di B. Stiller; domenica Fortapàsc di Marco Risi.

Quattro le escursioni organizzate durante il festival, per ammirare le bellezze del comprensorio del Parco Naturale Regionale di Portofino. Sabato sono previste la gita “Sulle tracce di Byron e Nietzsche sul Monte di Portofino” e l’uscita in mare “Ascoltare i delfini per imparare a convivere”, con la consulenza scientifica del fisico Mauro Taiuti e del biologo Maurizio Wurtz. Domenica “Il Parco di Portofino e il percorso delle Batterie” e l’uscita in mare “Avvistamento cetacei e delfini”. Tre le mostre collaterali. “Comunicare fa bene. Anzi, benissimo”, promossa da Archivio Storico della Pubblicità di Genova e a cura di Ruggero Pierantoni con Francesco Calaminici e Anna Zunino, aperta dal 30 agosto al 19 ottobre presso la Fondazione Remotti, propone manifesti d’epoca (da fine ’800 agli anni Sessanta), primi strumenti di comunicazione. Dal 12 al 14 settembre: “Da Warhol a Internet” e “Let’s communicate the future”. La prima, organizzata dalla Fondazione Remotti e a cura di Francesca Pasini, presenta opere d’arte contemporanea che hanno influenzato il modo di guardare e dialogare negli ultimi decenni. La seconda, a cura di P46 e Glossom, allestita negli spazi della Galleria P46 espone le opere di dieci graphic designer e illustratori, corredate da interviste in diretta agli artisti.

Tutte le iniziative sono gratuite e aperte al pubblico fino ad esaurimento posti.


Per informazioni:
Web: www.festivalcomunicazione.it

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