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Cicalina verde della vite, di Anna Zorloni

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Malattie della Vite

Cicalina verde della vite

di Anna Zorloni

La cicalina verde della vite (Empoasca vitis) è un fitofago appartenente all'ordine dei Rincoti, famiglia cicadellidi. Pur essendo polifago predilige come ospite principale la vite. L' adulto, che raggiunge una lunghezza di 3-3,5 cm, ha colore verde chiaro e forma allungata. Le forme giovanili si spostano velocemente in direzione obliqua rispetto all'asse del corpo.
Empoasca vitis compie 3 generazioni all'anno. Sverna sotto forma di adulto su ospiti secondari (rovo, …). In primavera le femmine depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie, in prossimità delle nervature. Gli adulti della prima generazione compaiono a fine giugno, quelli della seconda generazione ad agosto, quelli della terza generazione a settembre.
Tramite l'apparato boccale pungente-succhiante di cui è dotato, quest'insetto punge le nervature principali delle foglie sottraendo linfa e provocando arrossamenti (cv nere) o ingiallimenti (cv bianche) dei margini fogliari (foto), e successivo disseccamento. Nei casi più gravi il disseccamento si estende a tutta la foglia, che cade anticipatamente. I danni maggiori sono provocati dalle neanidi della seconda generazione, nel periodo in cui la pianta soffre maggiormente di stress idrici (luglio - agosto).
Raramente è necessario intervenire con trattamenti contro la cicalina verde, data l'esiguità dei danni provocati. La lotta, comunque, deve essere preceduta dal monitoraggio della popolazione presente nel vigneto, effettuato tramite trappole cromotropiche di colore giallo o tramite la conta delle neanidi sulla pagina inferiore delle foglie (le soglie di danno prese come riferimento per effettuare il trattamento chimico sono 250 adulti / trappola catturati in una settimana o 2-3 neanidi / foglia).
Nella lotta a E. vitis sono considerati efficaci gli stessi prodotti utilizzati contro la tignola nel periodo estivo. E' consigliabile effettuare il trattamento nelle prime ore della mattina, quando l'insetto, ancora intorpidito, è poco mobile e più suscettibile.

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