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Attiviamo l'Oltrepò

Oltrepo' Pavese, Bonarda e Pinot Nero

di Riccardo Modesti

MappaArticolo georeferenziato

Da diverse parti mi giungono voci che, al di fuori della provincia di Pavia, si abbia un’idea della produzione vitivinicola dell’Oltrepò Pavese piuttosto nebulosa o, comunque, piuttosto incompleta. Peccato, perché si tratta comunque della terza realtà produttiva nazionale per estensione (13.000 ettari circa), quindi non roba da poco. Non ci credete? Beh, certo, se visitaste l’Oltrepò Pavese collinare restando ai piedi delle colline non potreste credere a tutto ciò. In un’ora e un quarto di tempo, però, e semplicemente avventurandosi lungo il percorso stradale che vi porta da Codevilla a Rovescala, percorso che corre trasversale all’andamento nord sud prevalente delle varie valli che si dipanano come un guanto dalla statale, vi rendereste conto di cosa si tratta l’Oltrepò Pavese vitivinicolo.

La vigna è presente ovunque, infatti, e caratterizza i panorami mozzafiato che si possono godere dalla cima delle colline. Ovvio che con una moltitudine simile i vini prodotti siano tanti e diversi, ma per ora parleremo dei due capisaldo della vitivinicoltura oltrepadana attuale, ovvero il Bonarda e il Pinot Nero.

Il Bonarda è vino molto conosciuto nell’areale lombardo, poco fuori zona. In realtà si tratta di un prodotto ottenuto da uve Croatina e vinificato generalmente mosso, o vivace o frizzante in ossequio al disciplinare del vino chiamato “Bonarda dell’Oltrepò Pavese”. Vino eclettico a tavola, da tutto pasto, non da piatti importanti, ma da tutti i giorni, si sposa a meraviglia con la cucina di territorio, che è ricca nonostante la si conosca poco.

Il Pinot Nero è invece la nobile varietà che tutti conosciamo e che qui viene vinificata in un’infinità di modi: in bianco, in rosè, oppure spumantizzata sia in bianco che in rosa, ma anche in rosso. Terza realtà al mondo per produzione di questa grande uva, anche se pochi lo sanno, il Pinot Nero oltrepadano sa raggiungere vertici di qualità molto elevati sebbene caratterizzato da una nota locale non riscontrabile nei vini prodotti nelle altre regioni mondiali. Anche questo lo sanno in pochi, e bisognerebbe prendersi il tempo per assaggiare con attenzione ciò che i vigneto locali sono in grado di produrre.
Non ci credete? Lo vedremo nelle prossime puntate, per adesso fidatevi di me…

Letto 7812 voltePermalink[1] commenti

1 Commenti

Inserito da Giulio Fiamberti

il 20 gennaio 2015 alle 12:10
#1
Grazie Riccardo per tratteggiare con attenzione e passione il nostro territorio e per il tuo solito approccio fuori dai luoghi comuni!!

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Riccardo Modesti

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Sono nato nel 1967 a Milano e fino a qualche anno fa ho fatto il tecnico informatico: dopo una quindicina d'anni davanti a un monitor ho cominciato...

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