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Viaggi enogastronomici

Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Le colonne (Terza Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

 Cena a Villa dei Cedri

Ci spostiamo in macchina dal Prime Gemme di Nervesa fino al centro di Valdobbiadene e riusciamo a trovare la Villa dei Cedri abbastanza facilmente nonostante i sensi unici e i sensi vietati per lavori in corso.

L’incontro con i produttori è un’occasione per assaggiare altri vini ma anche per  conoscere prodotti del territorio come i formaggi della Casearia Carpenedo, che affina eccellenti formaggi con la filosofia della TUTA: Tempo, Umidità, Temperatura, Ambiente. Non sono niente male neppure gli insaccati come il prosciutto cotto con l’osso, dunque cotto tutto intero e poi tagliato a fette come un qualsiasi “violino” di crudo. Davvero una bella scoperta, insieme alle coppe, tutto opera dell’Azienda Agricola San Martino di Pederobba.

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Un successo mondiale (Prima Parte)

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Tipologie e territorio (Seconda Parte)

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Bepin de Eto e Conte Collalto (Quarta Parte)

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Adami e Marsuret (Quinta Parte)

Vedi anche Vino in Villa e il Prosecco Superiore: Marco Spagnol e Col del Sas (Sesta Parte)


Durante la serata, tra musiche, assaggi di vini e di cibi, il saluto delle autorità nella persona di Bernardino Zambon, Sindaco di Valdobbiadene.

Domenica 19 Maggio 2013

Castello di Susegana

Colazione al Prime Gemme, ottima e sostanziosa come al solito, e poi poca strada fino a Susegana. L’incontro della mattinata è al Castello di San Salvatore. Nella sala della Biblioteca è possibile procedere alla degustazione alla cieca di tutti i Cartizze. Purtroppo i posti disponibili sono pochissimi e bisogna aspettare che qualcuno più mattiniero abbia terminato il suo giro. L’alternativa è girare per i banchi dei singoli produttori sparsi nelle altre sale del castello e procedere a una degustazione più “rumorosa” e distratta dalle chiacchiere e dai commenti di chi sta nelle vicinanze. Insomma preferisco aspettare che si liberi un posto in biblioteca e così faccio.

Decido di limitarmi ai soli Cartizze, anche perché oggi non sono ospite del bus ma devo guidare io stesso il mio mezzo di trasporto e dunque non vorrei avere problemi con qualche solerte controllore del traffico stradale.

Pranziamo in una sala nella parte inferiore del castello, in maniera leggera, per fortuna, e poi riprendiamo gli assaggi in sala e le visite a qualche produttore per particolarità o curiosità da soddisfare.

Lino e Gigetto

La cena di stasera sarà nel locale di Lino al numero 19 di Via Roma a Solighetto, ma ci sarà anche la collaborazione, in cucina, di Gigetto, che ha curato qualche piatto, patron e cuoco dell’omonimo ristorante a Miane, poco lontano, solo 7 chilometri da Solighetto.

Siamo in una sala riservata dell’ampia struttura di Lino.

Cominciamo alle ventuno con un aperitivo accompagnato da verdure in tempura e pinzimonio di verdure..

Per antipasto un cestino croccante di parmigiano con ricotta saltata di Soligo, olive taggiasche e pomodorini.

Il primo piatto è un risotto mantecato con germogli di primavera.

A seguire il petto d’anatra cotto a 65 gradi con verdure profumate dell’orto e salsa di amarene.

Per dolce la Bavarese di fragola alle quattro densità e poi Caffè

Ovviamente si sono succeduti diversi Prosecco, da Belussi a Mionetto, da Lucchetta al Cartizze di Le Bertole, al Motus Vitae di Bortolomiol, strepitoso.

La piacevolezza della cena dipende dal cibo, dai vini e dalla compagnia del tavolo. Beh, stasera abbiamo raggiunto l’eccellenza per tutte e tre le componenti. Ospiti simpatici e gradevolissimi al nostro tavolo, con cui si parla di vigneti nel mondo per finire alla Cina, dove stanno incrementando investimenti in vigneti, in vini, bianchi, rosati e rossi. Si parla anche del grande successo tra il pubblico transalpino del Prosecco rispetto ai metodi classici tradizionali. Successo dovuto alla piacevolezza della beva ma soprattutto all’ottimo rapporto qualità / prezzo.

Poi si torna un po’ alla storia del Prosecco e come non ricordare il Malvolti che nel 1923, quando ancora non esistevano le autoclave, produsse il primo spumante, rigorosamente metodo classico.

Oggi la Svizzera ha due grosse catene commerciali per il reparto agroalimentare, il gruppo Migros, che supera il 50% di copertura di mercato anche con la sua sottoposta shop.ch, che rappresenta i negozi on-line in cui si può comperare di tutto, e il gruppo COOP.

Finiamo che sono da poco passate le undici e ci rimettiamo alla guida per tornare a Nervesa della Battaglia al Prime Gemme.

Lunedì 20 Maggio 2013

La B di Bianca Vigna

L’appuntamento di stamattina per la visita dei produttori è con Bianca Vigna a Pieve di Soligo. Ci arriviamo con la nostra auto e poi ci trasferiamo sul SUV di Elena per la visita nel vigneto in cima alla collina.

La B del logo Bianca Vigna, ci fa notare Elena, richiama il profilo delle colline di San Gallo, come si presentano lasciando Pieve di Soligo verso Nord.

L’enologo della ditta è il fratello Enrico e la spumantizzazione l’hanno iniziata solo nel 2009, raggiungendo tuttavia in fretta ottimi livelli qualitativi.

Gli ettari vitati sono 18 e presto inizieranno lo sviluppo in biologico di una parte della produzione.

L’ultima annata ha consentito di produrre quasi mezzo milione di bottiglie, metà DOC e metà DOCG, quello che cresce in collina con una resa di circa 50 quintali per ettaro.

La parte commerciale la cura Luca, marito di Elena, che è anche importatore dalla Francia di grandi etichette, con il marchio Cuzziol spa, Santa Lucia di Piave, come avremo modo di scoprire nel corso della giornata.

Intanto il viaggio si conclude nel vigneto di Feletto, a mezza costa con un panorama magnifico sulla pianura. Viti difficili da lavorare, ovviamente tutto a mano, con Glera e Pinot bianco. Aspettiamo altri giornalisti stranieri, proseguiamo la visita con loro e poi tutti insieme scendiamo a Conegliano, zona nord, per la visita del vigneto dietro casa e un delizioso pranzetto preparato per il piccolo gruppo di ospiti.

Il primo assaggio si fa in vigna, attorno a un tavolino antico con una vista incantevole sul Cansiglio e su Vittorio Veneto. Si beve un brut millesimato 2012 di 11,5 gradi. Al naso è pulito, con note floreali mediamente intense e persistenti. In bocca il primo impatto tradisce una nota amara leggermente sopra le righe ma ben presto si arrotonda e si ammorbidisce per lasciare una piacevolezza equilibrata e persistente.

Rientriamo in casa e facciamo conoscenza con il resto della famiglia. Elena e Luca sono sposati da vent’anni e hanno due ragazze, Bianca, la maggiore e Ludovica, che è appena rientrata da scuola e già partecipa attenta ai  discorsi dei “grandi” su vigneti, vini e alta qualità.

Continuano ad aprirsi altre bottiglie, un brut 2011 e poi un extradry millesimato 2012 mentre dal buffet già pronto si assaggia pecorino di Pienza al tartufo nero, vari tipi di salumi, olive ascolane appena fatte, peperoncini rossi ripieni, uno squisito appetizer con Capesante e canestrelli di Chioggia tiepidi.

Ci sediamo a tavola per il risotto con totani appena scolato dalla pentola.

Lo accompagniamo con un Prosecco tranquillo DOCG 2011 di 11,5 gradi dal lotto L212

Luca ci fa assaggiare un grande: Vosne Romanèe 2009, appellation V. R. 1er cru Controllèe Les Suchots Premier cru Domaine Arnoux – Lachaux.

Per chiudere ancora più in bellezza, se possibile, ecco apparire una strepitosa bottiglia di Porto Vintage 1992 di Quinta de la Rosa, 20 gradi, imbottigliato nel 1994, ad accompagnare una deliziosa fetta di Torta Pistocchi.

Ma ecco che si comincia, non so come, a parlare di Baniuls e allora Luca fa spuntare dal suo cilindro magico il top dei Baniuls, l’Oublie Hors d’Age di 16,5 gradi, Domaine La Rectorie, quello dei Parcé Freres Proprietaire Recoltants. Se avete dimestichezza col francese (ma c’è anche la traduzione in inglese) non perdetevi la storia della famiglia e del loro vino, al link del loro Domaine La Rectorie.

La straordinaria accoglienza dei padroni di casa non si potrà scordare tanto facilmente, ma ormai è ora di partire per la visita successiva di questa giornata.

Foto Credit: Gabriella Repetto.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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