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Accartocciamento fogliare, di Anna Zorloni

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Malattie della Vite

Accartocciamento fogliare

di Anna Zorloni

L'accartocciamento fogliare (leafroll) è una delle più importanti virosi della vite, sia per la sua notevole diffusione (è presente in tutte le aree viticole mondiali), sia per la sua incidenza economica. Le prime notizie relative a questa malattia risalgono alla seconda metà del XIX secolo, quando venne osservata e descritta da studiosi francesi. In Italia la prima indagine approfondita su questa malattia è stata condotta nel 1965 in Lombardia; l'incidenza della virosi risultò essere preoccupante, quindi vennero stimolate le ricerche anche nel nostro paese.
L'accartocciamento fogliare della vite è determinato da virus floematici tubuliformi (prevalentemente ampelovirus), indicati con la sigla GLRaV (Grapevine Leaf Roll associated Virus). Fino ad oggi ne sono stati identificati almeno dieci tipi diversi, ai quali è stata assegnata una numerazione progressiva man mano che venivano scoperti: GLRaV-1, -2, …, -10. Questi virus vengono trasmessi tramite l'utilizzo di materiale di propagazione infetto per l'impianto di nuovi vigneti. In natura, invece, gli ampelovirus sono trasmessi da insetti vettori, quali coccidi (Pulvinaria vitisNeopulvinaria innumerabilisParthenolecanium corni) e pseudococcidi (Heliococcus bohemicus, Planococcus ficus, Planococcus citri, Pseudococcus longispinus, Pseudococcus viburni, Pseudococcus calceolarie, Pseudococcus maritimus).
I sintomi di accartocciamento fogliare sono ben visibili sulla maggior parte delle cultivar di vite europea (Vitis vinifera), rimangono invece latenti su quelle americane. Le cultivar di vite europea più sensibili all'accartocciamento fogliare sono: Pinot nero, Cabernet franc e Barbera tra quelle a bacca nera; Riesling, Cortese e Chardonnay tra quelle a bacca bianca.
I primi sintomi sono visibili all'inizio dell'estate; col procedere della stagione si intensificano fino a raggiungere la massima espressione in autunno.
I margini fogliari si accartocciano verso il basso, mentre la lamina fogliare presenta arrossamenti (nelle cultivar a bacca nera) o ingiallimenti (cultivar a bacca bianca), che non riguardano le nervature.
I grappoli maturano in ritardo e in modo non uniforme, inoltre sono meno numerosi e hanno bacche più piccole con ridotto tenore zuccherino. Ne consegue una riduzione della produzione in termini soprattutto qualitativi, oltre che quantitativi; il calo di produzione può addirittura superare il 50%. 
La difesa dal questa virosi viene effettuata prevalentemente tramite pratiche preventive:
- produzione e utilizzo di materiale di propagazione certificato virus-esente;
- mantenimento in sanità dei vivai mediante trattamenti insetticidi mirati contro i vettori della malattia.

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5 Commenti

Inserito da Massimo Civitareale

il 28 giugno 2010 alle 14:02
#1
Buongiorno, sono un nuovo iscritto appassionato di viticultura e conseguente vinificazione.
La disturbo per avere informazioni sulla malattia virale dell'arricciamento della vite, conosciuta grazie al Suo articolo.
Da 3 anni ho impiantato un ibrido (Nebiolo/barbera) che manifesta in alcune piante il problema, già dall'anno passato.
Non ho trovato nessuno che mi sapesse indicare di cosa si trattasse in quanto a loro il problema era sconosciuto, finalmente grazie a Lei ho appreso la tipologia della malattia.
Le chiedo se la malattia è trasmissibile ad altre piante della stessa specie o ad altre di Nebiolo presenti nei filari affiancati, dato che al momento si manifesta solo in alcune e (credo) sempre le stesse (4 o 5 su 40), inoltre se è necessario sostituirle con altre sane.

La ringrazio anticipatamente della sua eventuale preziosa risposta.

Massimo.

Inserito da Anna Zorloni

il 29 giugno 2010 alle 12:17
#2
gentile Massimo,
appurato che si tratti di accartocciamento fogliare, come indicato nella scheda, la diffusione di questa malattia, oltre che tramite l'utilizzo di materiale di propagazione infetto, avviene in vigneto per opera di cocciniglie vettrici (appartenenti a generi e specie diverse), che trasmettono il virus da pianta malata a pianta sana alimentandosi su di esse. Di conseguenza, la trasmissione alle piante attigue, pur essendo lo spostamento di questi insetti lento (soprattutto nel caso delle forme adulte dei coccidi) avviene con relativa facilità.
Sta a lei verificare la presenza di questi insetti nel vigneto, il loro controllo, e decidere, in base all'entità del danno (questa virosi provoca più che altro abbassamenti della qualità della produzione, più che della quantità) se estirpare o no le piante malate.

Inserito da Massimo Civitareale

il 30 giugno 2010 alle 12:33
#3
la ringrazio per la pronta risposta, le chiedo ancora se sono possibili trattamenti e con quali prodotti.
Per curiosità parlandone, ieri, con un carissimo amico Abruzzese, mi ha detto che il problema si è presentato anche a lui ma su Chardonnay, ha tagliato le viti infette (allevate a Guyot semplice) nella sua verticale a 50cm dal terreno e nell'anno successivo i ricacci non presentavano il problema.
Necessariamente le parti piante tagliate sono state subito allontanate dal terreno e bruciate.

Inserito da Anna Zorloni

il 30 giugno 2010 alle 14:34
#4
La lotta alle cocciniglie, in caso di forti infestazioni, può essere eseguita con olio bianco attivato o meno con fosforganici.
Per quanto riguarda l'operazione colturale eseguita dal suo amico, preciso che una pianta affetta da virosi difficilmente verrà risanata, e tanto meno tramite potatura. L'unica via di risanamento è rappresentata dalla termoterapia e dalla coltura in vitro di apici meristematici, ovviamente non applicabili in vigneto!

Inserito da Massimo Civitareale

il 30 giugno 2010 alle 17:25
#5
Grazie per le esaurienti risposte.
Nel mio caso, considerando che tra l'anno passato e l'attuale il problema si è manifestato soltanto in sole 4-5 piante, provvederò a sostituirle con altre (di 2 anni) precedentemente avanzate che ho collocato in vasi, abbastanza sviluppate e apparentemente sane da detto virus.
Saluti e di nuovo grazie.

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