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Viaggi enogastronomici

Lazise - Bardolino e Chiaretto: i nuovi come una volta (Prima Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Anteprima Bardolino è arrivata alla quinta edizione e in due giornate piene alla Dogana Veneta di Lazise si presentano Bardolino e Chiaretto 2012. La organizzano il Comune di Lazise e il Consorzio di Tutela del Vino Bardolino DOC, nella persona del Presidente Giorgio Tommasi, del responsabile tecnico del Consorzio del Bardolino, Andrea Vantini, del Responsabile Area Comunicazione e Promozione Angelo Peretti, coadiuvato dall’Ufficio Stampa del Consorzio, nella graziosa persona di Paola Giagulli. L’iniziativa è finanziata dal programma di sviluppo rurale per il Veneto 2007 – 2013, in collaborazione con il FEASR, Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale.

Vedi anche Lazise – Bardolino e Chiaretto: Alla Borsa e gli assaggi al Doana (Seconda Parte)

Vedi anche Lazise – Bardolino e Chiaretto: Ayurvedica, Coccolazione e DeCO (Terza Parte)

Tra sessanta e settanta aziende, con oltre centocinquanta vini in degustazione, la domenica per il pubblico e il lunedì per gli operatori. In riva al lago, davanti alla Dogana, uno spazio dedicato al cibo, con gnocchi di malga, tortelli, risotto e gelati al Chiaretto e al formaggio, e ai prodotti tipici della costa est del Garda. In un locale del Comune di Lazise proprio dirimpetto alla dogana il Banco d’assaggio dell’Enantio, del Casetta e persino di una Nera dei Baisi, vini rari da uve storiche e autoctone della Terra dei Forti. “Quello tra il Bardolino e la Terra dei forti – spiega il Presidente Tommasi – è un gemellaggio che nasce dalla comune matrice dei nostri vitigni autoctoni, la Corvina , la Rondinella e la Molinara per il Bardolino e il Chiaretto, l’Enantio e il Casetta per la Valdadige, tutte uve acclimatatesi da lunghissimo tempo sul monte Baldo e nell’area collinare ai piedi della montagna, che fa da trait d’union fra le nostre due denominazioni d’origine”. Le oltre ottomila presenze della edizione precedente hanno spinto a separare in due giornate la manifestazione, una riservata agli operatori, una al pubblico, tra i prodotti tipici della regione disponibili sulle bancarelle sul lungo lago troveremo olio, formaggio delle monte Veronese e altri, zafferano di Pozzolengo, pesce di lago sott’olio, miele, succhi artigianali di mela, tartufi, aringa alla veronese, colombe pasquali di Valeggio, salumi veronesi, mantovani e trentini, torte di Cavriana, riso, bresaole di montagna.

Chiaretto e Bardolino sono anche un piacevole pretesto per una visita all’azienda agricola Cantina Tre colline, con i suoi vini e oli di eccellenza, all’azienda Cesari di Cavaion Veronese, grande produttore di Amarone, ma anche di bianchi e di Valpolicella, per circa nove milioni di litri, e per un assaggio della cucina del Ristorante Alla Borsa a Valeggio sul Mincio, nella bassa veronese. Una tavola eccellente per una serata memorabile a base di primi piatti di tortelli e una rassegna di dolci da leccarsi i baffi. Alceste Pasquali con la moglie Albina e i figli Nadia e Mirko lo gestiscono dal 1959 con una professionalità e una cordialità di prima classe.

La seconda giornata si apre con il convegno “L’arte di vivere bene a Lazise” nella Sala consigliare del Comune di Lazise. Alla tavola rotonda partecipano esponenti comunali e regionali, il Consorzio di Tutela del Bardolino e altre personalità per discutere e fare il punto in merito al turismo, le DeCO, le iniziative in corso e quelle passate, il recupero di uve autoctone e la possibilità di restituire alla terra e al territorio le sue prerogative produttive e qualitative che ne avevano fatto il perno dell’economia fino alla prima metà del secolo scorso. La giornata prosegue con altre degustazioni e assaggi sempre negli antichi locali della Dogana Veneta.

Sabato 16 Marzo 2013

Benvenuto

Parto in auto da Chiavari col bel tempo, anche se piuttosto fresco nonostante manchino solo cinque giorni alla primavera. Faccio una breve sosta a Genova per una seconda colazione e riprendo l’autostrada per Tortona, Piacenza, Brescia, fino a Peschiera. Ultimi venti chilometri sulla superstrada che porta ad Affi ed esco a Cisano Bardolino per l’Hotel Caesius Thermae, (sembra che Caesius fosse il nome di una gens romana) dove è previsto l’incontro con gli organizzatori. All’arrivo mi aspettano Paola e Angelo. Ci vediamo tra mezz’ora a pranzo al Benacus. Metto le valigie in camera e mi perdo nei meandri dell’Hotel alla ricerca del ristorante. Scopro che non c’è solo il Benacus, ma anche l’Augustus, che sta da un’altra parte. Dopo qualche vagare alla cieca ritrovo il filo della matassa e novello Teseo recupero la posizione iniziale e di qui il Benacus, che sta a piano zero. Devo dire che, forse inconsciamente, il fatto di essermi perso è stata una scusa per poter ammirare gli scorci, le bellezze, le aiuole, i giardini esterni, i cespugli, le piscine, il bar, il centro congressi e tutti gli angoli piacevoli che puoi trovare dentro la struttura.

Ritrovo il Benacus, Paola, Angelo e l’altra dozzina, tra amici e colleghi, che sono già a tavola alle prese col menù. Scelgo nel menù delle insalate, insieme a Nizzarda, Caesius, di pesce o di frutta, una Caprese, condita con un buon olio Primizia del Fattore, di Turri, cento per cento italiano da Cavaion Veronese, di nuova fattura. Come vino ci sta benissimo il Calvarino 2010, Soave DOC classico di 12,5 gradi, prodotto da Pieropan, viticoltore in Soave, di ampia mineralità, armonico, ben strutturato, rotondo e assai piacevole per i sentori fruttati di mela, nocciola e mandorla. Le uve sono Garganega:70% e Trebbiano di Soave 30%. Si chiama Calvarino perché è quasi un piccolo calvario lavorare quel terreno e raggiungere il vecchio fondo, acquistato nei primi anni del 1900, attraverso una stradina tutta curve e pendii.

Tre Colline

Il programma del pomeriggio prevede la visita a un paio di produttori della zona. Ci spostiamo con un pullman da una cinquantina di posti fino in località Palù di Bardolino, a pochi chilometri. La campagna è bellissima, campi arati, macchie di ulivi, piccole vigne, antichi borghi. Arriviamo in pochi minuti e sull’aia ci aspetta Flavio, uno dei tre soci, con la sua simpatica erre moscia da padano, come avrebbe detto il gioanbrerafucarlo. L’insegna recita Vendita diretta Vino, Olio, Miele, Grappa.

L’azienda possiede di suo 12 ettari vitati e 5 a ulivo. Mentre visitiamo la cantina e alcuni locali dell’azienda, Flavio ci racconta che il loro vino di punta è il Bardolino, nelle versioni Chiaretto, Classico e Superiore. L’ultima annata ha dato 1300 quintali di uva, da cui hanno ottenuto 800 ettolitri di vino, di cui l’80% viene venduto a privati, il resto in bottiglie. Il frantoio è di loro proprietà. È un Pieralisi con una capacità di 6 quintali / ora. La cultivar di oliva prevalente (60%) è la Casaliva, il resto sono Leccino, Frantoio e Pendolino. La produzione di olio è di 20 – 25 quintali di Olio Garda DOP , venduto in azienda a 13 Euro per la bottiglia da tre quarti di litro, e di altri 25 – 30 quintali di extra-vergine venduto a 45 Euro la lattina da cinque litri.

Siamo arrivati nell’essiccatoio dedicato alla Corvina e al Cabernet e alla Rondinella da passito.

Proseguiamo nella visita fino alla sala del ristorante dove assaggiamo i due oli e alcuni vini.

Inizio con l’olio DOP Garda della campagna 2012 – 2013, che si presenta con un fruttato tra il medio e l’intenso, con note di cardo e di oliva nette e pulite, un amaro e un piccante percepiti ma per niente invadenti e una nota dolce gradevolissima. Lo trovo assai armonico ed equilibrato, con sentori di foglia di pomodoro e mandorla, per una valutazione finale di eccellenza di circa 8,6 decimi.

Anche l’olio extra vergine assaggiato subito dopo è della campagna 2012 – 2013. Ha un fruttato medio, meno intenso del precedente, con note di amaro e piccante leggermente più intense e un dolce più debole. Un buon olio, equilibrato e pulito, con una buona mandorla che gli fa meritare una valutazione di 7,8 decimi.

Intanto si parla di uve e di vini della zona. La corvina, racconta Angelo, vero fan del territorio e profondo conoscitore delle sue caratteristiche, ha note diverse a seconda della zona di coltivazione, che sia Pastrengo o Calmasino o Le Giare (voce dialettale per ghiaie). I vini che si ottengono sono vini semplici, non importanti, ma gradevoli, di buona beva, semplici ma non banali, che possono accompagnare tutto un pasto senza problemi.

I produttori oggi destinano le uve per i vini come si faceva nell’800, come risulta dai testi storici del Dottor Perez. La metodologia seguita è sempre però quella dei tentativi successivi e degli assaggi nel corso della vinificazione. Molti terreni oggi sono irrigati a goccia, solo quando è strettamente necessario, per combattere l’eccessiva siccità. Anche le uve hanno un tempo di raccolta non uniforme, ad esempio la rondinella si raccoglie sempre qualche giorno dopo la corvina.

Passiamo poi all’assaggio dei vini.

Primo vino: Bardolino Spumante Chiaretto, metodo Charmat, da uva Corvina. Ha un fruttato pulito, con sentori anche floreali e note di ribes rosso e ciliegia selvatica.

Secondo vino: Bardolino Chiaretto 2012, di 12 gradi, da uve Corvina e Rondinella. Ha un fruttato ampio e complesso, con note di fragola, lampone, ciliegia matura, cannella e pepe.

Terzo vino: Bardolino DOP Classico 2011, di 12 gradi. Il fruttato è pieno e piacevole, con sentori di ciliegia, lampone. In bocca è intenso e persistente e in retrogusto si percepisce un bel chiodo di garofano.

Quarto vino: Bardolino DOP Classico 2012, di 12 gradi. Si avverte netta la ciliegia, ma risulta ancora un po’ chiuso. In bocca è essenzialmente vinoso e piacevolmente tannico.

Si sono fatte le cinque del pomeriggio. Il sole sta arrivando quasi a toccare il suolo alla fine della sua parabola giornaliera e le foglie degli ulivi cambiano colore dall’argento all’oro. I casolari sembrano quasi incendiarsi e i pochi cipressi fanno ombre lunghe e magre. Il pullman torna verso Cisano sulla SP31 e si ferma al numero 4, alle cantine Cesari di Cavaion Veronese.

Vini Cesari

La cantina esiste dal 1936. Oggi ha 19 ettari di proprietà e altri 90 in affitto.

Ci riceve Viviana e ci accompagna a visitare l’ampia barricaia dove invecchia e matura il Valpolicella, che è il grosso della loro produzione di qualità. Il Bardolino rappresenta circa un terzo dei volumi del Valpolicella. Ampia anche la produzione di Lugana e di Soave tra i bianchi.

Cesari esporta circa l’80% della propria produzione, essenzialmente verso le Americhe, il Nord Europa e la Russia.

Assaggiamo altri tre vini, un Bardolino Classico 2011, da Corvina, Rondinella, Molinara e altri uvaggi, un Bardolino DOC Classico 2012, un Jema Corvina Veronese IGT 2008 di 13,5 gradi.

Interessantissimo il Jema, da Corvina in purezza, che si ottiene da uve che fanno 20 giorni di appassimento in cassetta, più 18 mesi di affinamento in legno e altri sei mesi in vetro. Lo trovi pieno, equilibrato, armonico e persistente. Un grande vino che puoi acquistare a 15 Euro in cantina.

Salutiamo Viviana e saliamo sul pullman, quando mi cade l’occhio a ovest dove il sole che sta tramontando è tagliato da una leggera coltre di nubi lontane e sembra una bella fetta di cocomero maturo, dal bel colore rosso vivo.

Rientriamo in hotel e riparto per Peschiera in auto per recuperare alla stazione Gabriella che arriva da Milano, con un ritardo di quasi un’ora, e Marinella che arriva da Verona ed è in orario.

Alle otto siamo di nuovo al Caesius e abbiamo una mezz’oretta per prepararci per la cena a Valeggio sul Mincio.

Foto Credit: Gabriella Repetto.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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