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Viaggi enogastronomici

Firenze BoWT: Relais di Borgo Scopeto (Quinta Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

La motivazione 

Borgo Scopeto Relais ha vinto il Premio per la categoria Ricettività, con la seguente motivazione: “Per la qualità della struttura ricettiva ricavata nei locali di una fattoria, ricca di ambienti suggestivi e evocativi, sia negli interni che negli spazi aperti. Un relais dove la promozione del vino si moltiplica in diverse sfaccettature: nelle originali camere, nella lounge ricavata dalla vecchia cisterna, nel centro benessere con la vinoterapia, nel ristorante e nel punto vendita. L’ampia offerta ricettiva è arricchita dal parco, dalle piscine, dalla SPA e dalle strutture per conferenze”.

Eccoci verso le sei e mezza sul prato davanti alla bellissima residenza di Borgo Scopeto, un Relais davvero eccezionale, con ampie sale all’interno, eleganti e ben arredate e prati spaziosi all’esterno, ben curati e con aree di conversazione e di relax, oltre la Spa nell’edificio di fronte.

Mi sistemo in una saletta isolata e tranquilla a leggere un libro mentre l’occhio esce ogni tanto all’esterno verso la piscina azzurra che riflette il verde dei cipressi e il grigio chiaro del cielo da cui comincia a trapelare qualche squarcio di azzurro.

Alle otto è prevista la cena in una delle tre o quattro sale ristorante che stanno a piano terreno.
 

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Prima della cena ci si vede al bar per un incontro col direttore Alessandro e un aperitivo con un Doga delle Clavule Vermentino Maremma Toscana IGT 2008 di 12 gradi dal lotto L9049 06. Il colore è un giallo paglierino pieno con note speziate al naso e un piacevole sentore di crosta di pane in bocca.

Intanto che si sbocconcella qualche oliva e stuzzichini con pane fresco, Alessandro racconta che la Spa è aperta da un anno e i trattamenti sono fatti con prodotti e creme a base di vino e di olio extravergine perché la filosofia del Centro è di usare prodotti del territorio, così come si cerca di fare nella ristorazione per un obiettivo di rifornimento a chilometro zero, almeno nei limiti del possibile. Politica saggia perché quando i prodotti sono validi ne beneficia tutto il territorio, sia direttamente, sia per l’indotto.

Una cena superba

Nel frattempo ci si sposta al ristorante dove è già pronta la tavolata allungata per diciotto persone.

Borgo Scopeto storicamente è stato per secoli proprietà di nobili toscani e solo a metà del secolo scorso è passato di mano. Dopo due o tre cambi di proprietà ravvicinati nel 1995 è stato acquistato dagli attuali proprietari e nel 1998 si decise la ristrutturazione, proseguite per circa sette anni e conclusa tra il 2005 e il 2006. Oggi la Signora Elisabetta Gnudi Angelini può essere ben fiera di avere realizzato una struttura di eccellenza per quanto riguarda la ristorazione e la ricettività, per la quale è stata giustamente premiata. Le camere a disposizione dei clienti sono 58 e nel 2010 è stata avviata l’attività della Spa. Di grande importanza è anche la soluzione tecnologica che consente il riscaldamento del parcheggio sotterraneo, realizzata mediante pannelli fotovoltaici, con un sensibile risparmio di energia (circa 80 KW) e riduzione di anidride carbonica emessa nell’atmosfera, alla faccia del nucleare, sempre più antieconomico, oltre che enormemente pericoloso per la salute dell’umanità.

La ristrutturazione ha comportato anche la trasformazione dell’antica cisterna di raccolta delle acque piovane in locale adibito a sala per le degustazioni, situato sotto il prato davanti alla struttura del borgo.

Ecco arrivare la Terrina di fegato d’oca con un tortino all’olio di oliva extravergine e germogli di primavera, un piatto delicato ma anche di sapore particolare che ben si abbina al vino presentato, un Doga delle Clavule Morellino di Scansano DOCG 2009 di 13 gradi dal lotto L0336 56, imbottigliato da Caparzo srl a Montalcino. La composizione del Morellino è un 85% di Sangiovese e il restante 15% suddiviso tra Alicante e Merlot.

A seguire i Maltagliati di farina di farro con ragù di anatra e scorzette di arancia, che riporta la memoria alle particolarità dell’anatra all’arancia ma rendono il piatto piacevole e di buon accostamento complessivo. Personalmente chiedo un filo di olio extravergine e mi arriva un ottimo DOP Chianti di grande armonia e freschezza e piacevole nota amara che rende il piatto ancora più gradevole.

Lo accompagna un Borgo Scopeto Chianti Classico DOCG 2008 di 13,5 gradi dal lotto L033517 e fascetta AAN09127323, Sangiovese al 100%. Un vino armonico e pieno e al suo massimo grado di piacevolezza.

Il piatto forte è il Carrè di maialino croccante con passata di mele e asparagi.

L’ultimo vino rosso è il Borgonero Borgo Scopeto Toscana IGT 2004 di 13,5 gradi dal lotto L708010. Si tratta di un uvaggio di Sangiovese al 60%, Syrah e Cabernet Sauvignon entrambi al 20%, affinato in barrique per un periodo variabile tra 18 e 24 mesi, in funzione delle annate.

Per dessert una composizione di fragole con crema di mascarpone e insalatina di kiwi, presentato in modo decorativo con una retina di cioccolato amaro appoggiata sulla composizione.

L’ultimo vino è il Caparzo Moscadello di Montalcino DOC 2005 Vendemmia tardiva di 15 gradi dal lotto L8193 37 di un bel colore ambrato con note di fungo e di fico maturo, una buona acidità in bocca, fresco, sapido, persistente e con un contenuto residuo zuccherino.

Non poteva mancare una entrata in sala del giovane chef Angelo Mauscione, originario di Magliano Nuovo, un piccolo centro del Parco nazionale del Cilento, ormai ben integrato in questa porzione di Toscana.

A proposito di olio extravergine di Borgo Scopeto, Alessandro racconta che spesso lo propone agli ospiti dell’albergo come omaggio in camera, nella confezione più piccola da 100 millilitri, accompagnato da fettine di pane fatto in casa e da una descrizione di come è ottenuto, presentandolo come una vera spremuta di olive, e da una descrizione di come consumarlo nella maniera ottimale. Ed è molto soddisfatto quando alla sera, al ristorante, gli stessi ospiti chiedono di ripetere l’esperienza in sala prima della cena o durante.

Ormai sono passate le undici e dopo il buon caffè si torna in camera.

Domani ci aspettano ancora un paio di visite prima della conclusione di questo piacevole tour così ben organizzato e gestito dalle due ragazze che ci accompagnano, Chiara e Tamara.

Sabato 16 Aprile

Il Borgo e i suoi segreti

Anche a Borgo Scopeto il sonno è profondo. Mi sveglio alle sette e mezza e apro gli scuri azzurri per godermi il verde del prato illuminato dal sole che lambisce i tetti del borgo e sfiora i rami più alti degli alberi ai lati del prato. Oltre il prato l’ultimo orizzonte mostra una corona di boschetti, ulivi e cipressi ti rendono dolce il naufragare in questo mare.

Mi riprendo dallo stordimento per la solita colazione abbondante con proteine, zuccheri e vitamine e pochi carboidrati.

Alle dieci con Alessandro e Karina iniziamo la visita alle cascine del borgo.

Iniziamo dal Centro benessere, ricavato nell’unico edificio vincolato a destinazione non residenziale. Qui c’era un laboratorio di falegname e una fucina da fabbro. Dopo la ristrutturazione è nato un moderno wellness centre che Chiara ci mostra. A piano terra cinque cabine per il trattamento del corpo, la sauna e il bagno turco con l’acqua salina. Il calore per il riscaldamento nasce dai pannelli solari impiantati nel prato all’esterno dietro la  cascina. Alcuni vani sono provvisti di lampade a soffitto che danno una doccia emozionale con la cromoterapia, che può essere mantenuta su un colore fisso oppure può variare tra le diverse lunghezze d’onda dei colori dell’iride.

I nomi delle stanze ricordano nomi di vini prodotti da Borgo Scopeto.

Torniamo all’aperto a proseguire la visita alle suite e alle camere del borgo 900 e dal prato sul lato sud c’è una vista incantevole verso Montalcino e il Monte Amiata sullo fondo. Sotto di noi due piscine e due campi da tennis sulla sinistra. Ulivi e cipressi più radi contornano boschetti e vigne pù lontani.

Il nome del borgo sembra derivi dall’abbondanza di erba scoparia che lo ricopriva, erba dalla quale si ricavava la saggina per fare le scope.

Continuiamo la visita delle stanze e delle suite, la 6001, la 900, la 908. In tutte l’arredamento è curato nei minimi particolari per garantire agli ospiti il miglior soggiorno possibile anche nelle stanze meno prestigiose.

Mentre rientriamo per concludere la visita nei locali sotterranei, Alessandro ci spiega che il Borgo è autonomo anche per l’acqua, che viene estratta dal pozzo di proprietà e depurata opportunamente da un moderno impianto. La zona è sempre stata molto ricca di acqua.

Gli ampi locali sotto il prato comprendono anche una bella sala di degustazione dove stavano le cisterne per l’acqua che hanno ancora i soffitti a volte con belle colonne massicce. Il tutto è realizzato in mattoni di cotto usciti dalla fornace di Scopeto. Sono mattoni particolari perché hanno dimensioni  non tradizionali 8 per 15 per 30. L’ultima sala dei sotterranei è dedicata alla palestra.

Si risale per la visita alla suite dove sono state girate le scene del film Lettres to Juliet e dove ha dormito la protagonista Amanda Seyfried.

Alle undici, in perfetto orario, come da programma, recuperiamo i bagagli e riprendiamo il pullman per la penultima Tappa di questo straordinario tour.

Foto Credit: Gabriella Repetto


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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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