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Celiachia: quando il grano è veleno, di Stefano Corrada

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Celiachia: quando il grano è veleno

di Stefano Corrada

Quando il grano è veleno Frumento, orzo, segale, farro possono essere alimenti pericolosi e proibiti. Lo stesso si puòdire per tutti i loro derivati, come pasta e pane, dolci e biscotti, pizze e birra, whisky e caffè d'orzo. Il divieto non vale certamente per tutti, perché gran parte della popolazione mondiale trae giornalmente da questi prodotti un'importante quota di energia senza incappare in alcun tipo di disturbo fisiologico; ma per chi soffre di celiachia (malattia conosciuta anche con il nome morbo celiaco) questi prodotti possono letteralmente costituire un veleno.

La celiachia è una delle intolleranze alimentari più diffuse nel genere umano ma, nonostante i tentativi sempre più frequenti di informare la popolazione sulle cause delle malattia e sui comportamenti da tenere per convivere al meglio con la stessa, è solo una piccola percentuale che realmente affronta correttamente la patologia.Sono infatti tanti soggetti che ignorano di soffrire di celiachia. Troppi, forse. Secondo l'Associazione Italiana Celiachia, l'organizzazione che dal 1979 promuove l'assistenza ai celiaci e informa la classe medica sulle possibilità diagnostiche e terapeutiche, sono ben il 90%. In pratica nove italiani su dieci non sanno infatti di soffrire di quella fastidiosa intolleranza alimentare: sono cinquantamila i celiaci diagnosticati, circa mezzo milione quelli potenziali. Oltre al fatto che gli alimenti proibiti ai celiaci costituiscono gran parte delle scelte alimentari di tutti i giorni, ciò che complica ulteriormente il problema è che per affrontareil morbo celiaco non esiste una cura medica di tipo farmacologico. La terapia attualmente riconosciuta per condurre un'esistenza senza disturbi è una dieta senza glutine per tutta la vita.

Ma precisamente cos'è il glutine? È una proteina contenuta naturalmente in alimenti come il frumento, la segale e l'orzo: la celiachia si basa su un'intolleranza alimentare permanente verso questa particolare proteina, che non viene inattivata né degradata da trattamenti alimentari (pastorizzazione, essiccamento, acidificazione, ecc.) o gastronomici (cottura, raffreddamento, marinatura, ecc.). Nei celiaci il glutine induce una reazione immunitaria che colpisce, danneggiandola, la mucosa dell'intestino. L'inconsueta risposta immunitaria dell'organismo procura una grave infiammazione dei villi intestinali e una loro parziale perdita di funzionalità. Il tutto si traduce in fenomeni di alterato assorbimento intestinale delle sostanze nutritive, in diarree fino ad arrivare, nei casi più gravi, a neoplasie intestinali.

Dal punto di vista della sintomatologia, non esistono chiare indicazioni che rivelino chiaramente un caso di celiachia. Oltre a variare in relazione all'età, esiste anche una marcata variabilità da individuo ad individuo. I sintomi vanno dalle disfunzioni al sistema digerente, all'inappetenza e alla mancanza di crescita nei bambini; dalla sterilità, alle dermatiti e alla depressione negli adulti. Esistono anche fenomeni di celiachia atipica nei quali i segnali sono diversi da quelli appena riportati, facendo diventare ancora più difficile la diagnosi. Secondo gli esperti dell'Associazione Italiana Celiachia, al mimino sospetto di essere soggetti alla malattia è raccomandabile eseguire un'analisi del sangue specifica; solo in un secondo momento, in caso di positività, è opportuno effettuare lo specifico esame istologico.

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