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Vino in garage

"I problemi di un vecchio vigneto"

di Emilio Simone

Vorrei condividere con voi un’ esperienza fatta recentemente su una vecchia vigna che riesce a portare a maturazione poco e niente del suo carico iniziale di grappoli. Lo so, è un argomento un po’ noioso rispetto ad altri ben più interessanti ma cercherò di essere il più sintetico possibile. Questa vigna ha circa 40 anni e nel corso della sua vita gli interventi sul terreno sono stati rari. Agli inizi di agosto la pianta inizia a manifestare sofferenza le foglie arrossiscono e cadono e gli acini iniziano a disidratarsi e ad appassire in maniera sistemica. Nel tentativo di capirci qualcosa in più sul perché di questa sofferenza (a parte l’età del vigneto) abbiamo pensato di fare gli esami al terreno e di interpretarne i risultati:

Il rapporto tra i valori di Sabbia, Limo ed Argilla ci dicono che si tratta di un terreno a medio impasto.

Il pH del terreno è di 8,7 quindi molto alto a questi valori il terreno viene considerato fortemente alcalino .

pH cosi elevati possono rendere non assimilabili alcuni elementi importanti come il Fosforo, Ferro e Boro indispensabili ad alcuni processi della pianta come ad esempio lo sviluppo delle radici, il numero e la grandezza degli acini e delle foglie ecc. Mentre le condizioni favorevoli di assorbimento sono comprese comprese tra un pH neutro e moderatamente alcalino e cioè tra 6,6- 7,8

Il valore del calcare totale e quello attivo (quest’ultimo valore determina la scelta dei portainnesti che nel nostro caso penso sia stato scelto a caso) sono del 15 % e del 5 %

Sostanza Organica 6,3 g/kg (molto bassa) -Azoto tot 0,32 g/kg (scarso) – Fosforo 13 mg/kg ( sufficiente al limite)- Potassio 38,6 mg/kg (molto scarso)- Magnesio 435 mg/kg (elevato)- Calcio 6844 mg/kg (elevato)

Rapporto carbonio/azoto 11,20 alto ( processi di mineralizzazione pressochè nulli)

Considerazioni finali :
Si tratta di un terreno chiaramente molto alcalino supportato dai valori alti di Magnesio , Calcio e Ph. Il terreno risulta poco fertile per il basso contenuto di sostanza organica e quindi di humus . Il rapporto C/N ci dice appunto che non si genera alcuna mineralizzazione. I valori bassi di Azoto e di Potassio possono dare una spiegazione alla vegetazione misera e alla mancata maturazione del frutto. Un altro parametro da valutare importantissimo è dato dall’antagonismo tra Magnesio e Potassio e cioè alti valori dell’uno inibiscono l’assorbimento dell’altro e viceversa essendo il potassio importantissimo per lo sviluppo dei frutti e per la sua maturazione e anche il minerale che più di ogni altro viene consumato dalla pianta.

Pensiamo di intervenire con molta sostanza organica prevalentemente acida in modo da rendere fertile il terreno e quindi autosufficiente dal punto di vista nutrizionale aiutandolo anche ad abbassare il Ph, ma ci vorrà un po’ di tempo… successivamente ci limiteremo a fare dei sovesci. E ‘ inutile negare che per questa stagione e la prossima aiuteremo la vite con un po' di concime chimico prevalentemente acido ad alto contenuto di potassio e poco fosforo da somministrare in autunno e con un po’ di azoto al risveglio primaverile dato in tre o più somministrazioni, ricordandoci sempre che le piogge lo dilavano a differenza degli altri minerali e che quindi può inquinare. Nella speranza di avere fatto bene sono graditi commenti e le vostre personali interpretazione del caso.

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5 Commenti

Inserito da Maurizio Gily

il 02 aprile 2013 alle 10:14
#1
Luca Risso mi segnala questo post. Dove si trova il vigneto? Temo comunque che non risolverai il problema. Il suolo è alcalino ma non è un suolo particolarmente critico per la nutrizione della vite, valori molto simili si trovano in Langa e Monferrato. Se ci fosse un problema di clorosi ferrica si manifesterebbe diversamente da come descrivi. E' difficile fare diagnosi a distanza, ma è probabile che sia un problema di sanità virale delle piante quindi non è risolvibile se non bonificando il terreno e reimpiantando viti sane. In ogni caso puoi provare, tanto più che la s.o. è veramente molto bassa e quindi va sicuramente aumentata, anche nel caso che volessi reimpiantare.

Inserito da Maurizio Gily

il 02 aprile 2013 alle 10:16
#2
alte ipotesi sono comunque possibili: marciume radicale, fitoplasmosi etc.

Inserito da Andrea D'Ascanio

il 02 aprile 2013 alle 13:54
#3
Ripiantare qualche barbatella per vedere che succede? è un'idea peregrina?

Inserito da Luca Risso

il 02 aprile 2013 alle 14:01
#4
Il vigneto è in provincia di Cosenza

Luk

Inserito da Emilio Simone

il 02 aprile 2013 alle 19:02
#5
Scusate il ritardo sono appena rientrato.
Ringrazio Maurizio per il suo intervento/consulenza... dunque il vigneto si trova come ha detto Luca in Calabria dove il sole e la siccità d'estate la fanno da padrona. Uvaggio gaglioppo o meglio conosciuto con il nome dei Cirò. Casi di clorosi ferrica se ti riferisci a quello strano fenomeno in cui le foglie virano di colore giallo fino a sbiancare quasi del tutto si ci sono ma non eccessivamente.
Devo prendere in considerazione effettivamente la sanità virale del legno in alcuni casi eccessivamente indebolito e traballante specialmente nel punto di contatto con il terreno, se e come bonificare.

ANDREA Qualche barbatella nuova è già stata impiantata Qua e la e devo dire a conferma di quanto detto sopra non mostrano segni di eccessiva sofferenza anche se le carenze effettivamente ci sono

Grazie ancora Emilio

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Garagista microproduttore con la passione per il vino e per la terra. Fin dalla  prima infanzia e dove arriva la mia memoria c'e' sempre il...

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