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Vino in garage

I vini di Pietro

di Luca Risso

MappaArticolo georeferenziato

Continua l'incessante attività di assaggio, analisi e valutazione da parte di Claudia dei vini spediti dai nostri Garagisti. Data anche l'imminenza del quarto Garage Wines Contest questo servizio mi sembra davvero imperdibile! Tocca oggi ai vini di Pietro, affezionato concorrente del Contest nonché produttore di un apprezzato spumante metodo classico a base di uve cortese.

I vini di Pietro sono arrivati in un una settimana caotica e delirante dal punto di vista lavorativo: la ripresa dopo le vacanza natalizie, la programmazione dell’imbottigliamento dei vini d’annata, l’olio da filtrare e da confezionare, l’età anagrafica che a volte non aiuta ad essere sempre ludici e presenti, un virus informatico che mi ha lasciato qualche giorno disconnessa dal mondo.
Arrivano i vini ed io li lascio in cucina un paio di giorni senza nemmeno spacchettarli, dovevo fare mente locale e cercare di capire chi me li aveva mandati.

Pietro mi ha mandato una mail dettagliata con le caratteristiche dei vini e mi racconta le sue esperienze di vinificazione .
Il primo vino è un Cortese con il 30% di viti vecchie ed il resto dell’impianto risalente al 2009 che Pietro ha intenzione di spumantizzare. Nel bicchiere è di un giallo paglierino intenso, limpido , trasparente senza particelle in sospensione.
All’olfatto è una vera carezza per il mio spirito stanco ed affaticato: pera, pesca, poi le note vegetali come salvia e rosmarino, veramente una bellezza per equilibrio.
Al gusto si presenta leggermente tannico ed un po’ slegato, ma sono difetti che nella spumantizzazione dovrebbero sparire. In compenso nessun sentorie di feccia e di riduzione.
Pietro si chiede se vale la pena acquistare una botte refrigerata per preservare la componente aromatica; adesso in vinificazione opera solo con il ghiaccio secco. Sinceramente a me, nonostante l’oidio che dice di aver patito, il vino è piaciuto moltissimo così.
Per decidere se fare un acquisto del genere occorre prima valutare di che quantitativo di vino si tratta; nel mercato dell’usato si possono trovare delle soluzioni interessanti.

Ecco le analisi:

  • Alcol distillazione 9,46 % vol.
  • Zuccheri 2,41 gr/l
  • pH 3,32
  • acidità volatile 0,29 gr/l in acido acetico
  • acidità totale 6,45 gr/l in acido tartarico
  • acido malico 3,21 gr/l
  • acido lattico assente
  • anidride solforosa 40 mg/l

Pietro si chiede se aggiungere acido tartarico in seconda fermentazione, io valuterei nelle aggiunta di arrivare a max 7 gr/l , ma la mia è una valutazione dettata dal gusto personale.
Alla degustazione il giorno dopo il vino continua ad essere citrino e ad avere una bella persistenza aromatica.
Quasi quasi mi prenoto per una cassa!

I due campioni di rosso sono invece un un blend fra Barbera e Dolcetto e qui si sente qualche guaio.
Io per formazione mentale sono per raccogliere le uve quando giungono a maturità e non le raccolgo in anticipo o in ritardo solo per comodità di cantina in quanto si rischia di fare pasticci e non esprimere al meglio quello che l’uva può dare .
Il primo campione è il vino fiore e queste sono le analisi
  • Alcol distillazione 10,77 % vol.
  • Zuccheri 1,82 gr/l
  • pH 3,49
  • acidità volatile 0,59 gr/l in acido acetico
  • acidità totale 7,50 gr/l in acido tartarico
  • acido malico 2,23 gr/l
  • acido lattico assente
  • anidride solforosa 64 mg/l
Il vino si presento di un bel rosso con tonalità violacea , il sentore olfattivo è una fragola evidente ma lasciato nel bicchiere inizia a manifestare qualche nota di formaggio; probabilmente sta iniziando la fermentazione malolattica.
Al gusto è tannico e verde , corto e cade un po’ in bocca. Leggo la mail che mi parla del rosso e trovo un’aggiunta di sostanze azotate dopo una settimana; la nutrizione dei lieviti deve essere fatta all’inizio della fermentazione, altrimenti di che cosa si nutrono per poter svolgere il loro metabolismo?

Il giorno dopo a livello olfattivo presenta una netta chiusura e la fragola è completamente sparita. Forse avrei gestito meglio l’ossigeno durante i rimontaggi o magari ne avrei fatti di più per aumentare la frazione polifenolica e tannica.

Il secondo campione di rosso è stato fatto con una piccola aggiunta di torchiato che non viene specificata
  • Alcol distillazione 10,81 % vol.
  • Zuccheri 1,41 gr/l
  • pH 3,63
  • acidità volatile 0,62 gr/l in acido acetico
  • acidità totale 7,20 gr/l in acido tartarico
  • acido malico 1,18 gr/l
  • acido lattico assente
  • anidride solforosa 64 mg/l
All’olfatto si presenta con una bella nota di frutta rossa matura e una ciliegia evidente che sovrasta tutte le altre percezioni; a livello gustativo però prevale la nota verde tannica. Come per il campione precedente il giorno dopo all’olfatto si presenta completamente chiuso. Unirli ?  Si,  senza problemi; prima però farei un energico travaso all’aria, magari con imbuto di rame, seguito da un reintegro della solforosa.


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Il mio interesse per il vino è cosa relativamente recente. Risalgono a ottobre 2001 i miei primi due post per chiedere informazioni sul...

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