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Viaggi enogastronomici

Limone, la montagna al mare: Limone da godere (Terza Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Intanto passeggiamo nell’aria fredda di metà pomeriggio ai duemila metri tra i resti dei forti, ai quali hanno tolto i tetti e le coperture, parte i valligiani, parte il maltempo.

Limone, Museo dello sci e Don Romano

Alle sei di sera torniamo giù a Limone per una visita al Museo dello sci, annesso alla Biblioteca comunale. In mezzo ai libri della giovane biblioteca e si arriva nella sala in fondo dove appesi al muro vedi slitte antiche, sci da bambini e da adulti ancora in legno, regalati al Museo da Elio e dai limonesi che vogliono ricordare con questi pochi e semplici oggetti i loro cari cui erano appartenuti e che da tutti sono ancora ricordati per l’amore che avevano per lo sci, per la neve, per i monti.
Sono diversi i personaggi che hanno lasciato un ricordo forte, un’impronta profonda nella memoria di chi oggi visita, da limonese, il Museo e che trovano ammirazione, rispetto e calore anche nei turisti che vengono da fuori per scoprire segreti e passioni di questo paese.
Dopo il Museo ci spostiamo a piedi fino al centro, di fronte alla Chiesa, dedicata a San Pietro Apostolo e San Golfredo. Sul sagrato una cinquantina di persone si stanno facendo fotografare. È appena terminata la messa dove Don Romano, il parroco, ha sposato due giovani del posto e i parenti festosi si accalcano sugli scalini per entrare nella fotografia. Aspettiamo qualche minuto e poi Don Romano, che è originario della Valle Stura, ci accompagna all’interno ad ammirare le meraviglie della chiesa, il cui campanile risale all’anno mille. La struttura attuale è stata costruita sul terreno dove c’era un tempio più piccolo e risale al 1300 circa e sembra fosse stata voluta da Giovanna d’Angiò.
Ci mostra sulla piazza quella che a lui sembra la casa più bella di Limone, che è appartenuta ai Conti Tana di Rivoli.

Vedi anche Limone, la montagna al mare: Luci e Ombre (Prima Parte)
Vedi anche Limone, la montagna al mare: Isola e Tenda (Seconda Parte)

L’interno della chiesa è stato restaurato nel 2000 ed è ricco di arredi barocchi, come il bellissimo pulpito ligneo del 1600, con una bella scala esterna il legno e ferro e con tanti bassorilievi che lo decorano. Numerose anche le colonne a tortiglione sugli altari, principale e laterali, che ricordano le colonne del Bernini di San Pietro a Roma.
Ci suggerisce anche di visitare la chiesa di Notre Dame de la Fontaine a Tenda, mentre ci mostra parte della vasta quadreria sulle pareti della Chiesa e della Sacrestia.
All’interno della chiesa, proprio alla base del campanile del 1000, visitate il battistero in pietra e ammirate, in una nicchia dell’altare di sinistra, il busto in petra della Maddalena.

Bottero ski

Elio ci porta a visitare la sua creatura, il negozio di sci con le macchine per la preparazione delle attrezzature, dagli sci agli scarponi, fatti anche su misura direttamente sul piede del cliente, e il locale ristoro in cui i suoi clienti possono rifocillarsi prima di partire per le sciate, alla mattina, ma anche al ritorno nel pomeriggio o prima di cena, dopo che hanno restituito il materiale preso a noleggio. Nel locale si mangia, si beve, si fa musica.
Il negozio si sviluppa su quattro piani, per duemila metri quadrati e lì potete trovare tutto quello che vi serve per l’abbigliamento e lo sport invernale ma anche estivo. Il noleggio di sci e scarponi è gestito da un computer robot in cui potete inserire le vostre caratteristiche fisiche e sportive (quanto siete bravi) e il computer vi propone il corretto abbinamento sci – scarponi.
Alla fine della visita prendiamo un aperitivo nel locale bar annesso al negozio, insieme alla sorella Donatella, appena rientrata da Portofino dove hanno presentato una linea di abbigliamento marino con il marchio Canottieri Portofino, che ha avuto un buon successo.
Anche a Vernante hanno un outlet in cui propongono gli articoli della stagione precedente, che in realtà è quasi quella in corso, con sconti dal 40% al 60%.
Elio è veramente un vulcano di idee e iniziative, che forse ha messo in atto per sopravvivere dopo le sventure che gli sono capitate, prima con la perdita prematura del padre, maestro e costruttore di sci, conosciutissimo a Limone, e poi con quella del figlio Fabio, scomparso in un incidente a soli 23 anni, nel 2006. Gli esce un velo di commozione quando nel negozio ce ne mostra il poster a dimensione naturale tra quelli dei suoi monti. Nel 2011 si è svolta in suo onore la Bottero Ski Cup, Memorial Fabio Bottero.
Quanto Elio si spenda per il suo paese lo testimonia il sito della Pro Loco, di cui è presidente, in cui ricorda che “si propone di far conoscere le attività limonesi ed è aperto a tutti coloro che vorranno dare consigli e suggerimenti per migliorare il nostro paese”. La Pro Loco mette a disposizione dei visitatori, la Mobility Card, una scheda legata a pacchetti invernali ma anche estivi. Contiene 50 Euro che il cliente può spendere a suo piacere e poi volendo può anche ricaricare. Tutte le attività legate alla Mobility Card sono scontate del 20%. Si chiama anche Alpine Pearls e può essere usata in 24 comuni alpini che si sono associati per offrire vacanze senza auto nel rispetto dell'ambiente.

Lu Taz di Maltas

La cena di stasera è in uno dei locali storici di Limone, il Lu Taz, a poco più di un chilometro dal centro di Limone, verso San Maurizio. Il locale è nato nel 1991 dalla ristrutturazione di un vecchio casolare della famiglia Tosello, che risale al 1700. Pietra a vista, legno per terra e grosse travi di legno sul soffitto antico rendono l’ambiente accogliente e caldo.
Iniziamo con un aperitivo di Contessa Rosa Brut, un Alta Langa DOC 2007 di 12 gradi prodotto da Fontanafredda, da uve Pinot Nero e Chardonnay.
Ci servono una insalata di carne cruda, veramente ben fatta, nella vera tradizione piemontese.
Il vino in abbinamento è il Pelaverga di Verduno DOC 2010 di 14 gradi dell’azienda Bel Colle. Perfetto per accompagnare sia la carne cruda, sia il successivo piatto, i Tagliolini ai funghi porcini. A mio avviso il Pelaverga è il vino ideale per i piatti coi funghi, per la sua nota speziata su sentore di rosa canina.
Eccellente anche il successivo Cervo in civet con il purè, morbido e cotto alla perfezione.
Sulla stessa linea qualitativa anche il piatto dei dolci finale, con la crema catalana in bicchierino, la mousse al cioccolato e le fette di pera madernassa cotta con meringa.
Il caffè e il digestivo completano la cena.
Si arriva all’Artisin che è quasi mezzanotte e domani si torna a Bordighera con il treno delle sette e quaranta e poi di qui fino a Chiavari in auto. Arrivederci, Limone.

Foto Credit: Gabriella Repetto.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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