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Vino in garage

Le analisi di Vino in Garage: tocca a Domenico e Pierenrico

di Luca Risso

MappaArticolo georeferenziato

Continuano le analisi di Claudia sui vini dei Garagisti. E' la volta di due vini agli antipodi in Italia: una barbera e un vino della Calabria. Tutti e due non hanno svolto la malolattica a quanto pare...
Ecco il racconto di Claudia

Il vino di Pierenrico 
E’ giovedì sera ed è arrivata la Barbera di Pierenrico. La bottiglia è di plastica e trovo l’indicazione del vitigno in etichetta: Barbera del Piemonte così mi si allacciano al cervello le prime aspettative sensoriali, non aspetto, verso nel bicchiere ed inizio ad osservare.
Bellissimo colore rubino con riflessi violacei, tinge nel bicchiere e scorre con piacevolezza, mi aspetto del frutto rosso piccolo delicato, non penso ed uso il naso.
Muovo il vino nel bicchiere e sento tante sensazioni pungenti, tendenti al vegetale; lo sento polveroso, dico pazienza e spero più eleganza al gusto, dimenticando però che si tratta sempre di una Barbera .
Una sensazione pseudocalorica elevata mi fa pensare ad una alta alcolicità e penso: "...come possiamo frizzantarlo in primavera se è alto di grado?"
Ha un’acidità predominate bilanciata da una piacevole sensazione mentolata , ha una bella tannicità ed è molto equilibrato nonostante l’acidità preponderante .

E' Venerdì mattina e devo andare al lavoro.
Il bicchiere di Barbera mi guarda, lo annuso sperando in un’apertura, la mia testa scolastica dice che posso avere più frutto, ma niente, sono sensazioni verdi e pungenti. Proverò ad aspettare.
Al gusto l’acidità mi fa venire voglia di mordere un pezzo di lardo, peccato siano solo le sei del mattino.
Alle 17 torno dal lavoro lo riannuso e penso:  "Averlo vendemmiato una settimana prima, magari le sensazioni pungenti sono date da un uva ad elevata resa per ettaro, se avessero bloccato la fermentazione a metà fermentazione in modo da poterlo frizzantare a primavera?"
Fondamentalmente difetti organolettici, a parte l’acidità preponderante non ne trovo.
Avrei raccolto magari una settimana prima per recuperare un po’ di complessità olfattiva, avrei dato più aria durante i rimontaggi per recuperare un po’ di naso .
Magari l’acidità da’ noia solo a me e basta berlo con piatti da sgrassare tipo: braciole di castrato, capitone in umido, polenta con il lardo. Leggo i valori analitici:

  • Alcol distillazione 13,10 % vol.
  • Zuccheri riduttori 2,72 gr/lit
  • Acidità totale 8,55 gr/lit in acido tartarico
  • Acidità volatile 0,38 gr/lit in acido acetico
  • Ph 3,19
  • Anidride solforosa totale 20 mg/lit
  • Acido malico 2,69 gr/lit
  • Acido lattico assente

Escluderei a priori l’idea della disacidificazione, aspetterei dopo il freddo per effettuare un nuovo controllo dell’acidtà totale, lo servirei sempre con gli abbinamenti per contrasto che ho suggerito prima.
Anche questa per me è stata una bella lezione di ascolto e di riflessione.


Il vino di Domenico
Apro la scatola e tiro fuori un pugno di torroncini e cioccolatini, "Che carino , magari si tratta di un vino dolce e mi vuole suggerire già l’abbinamento."
Uso il naso, il mio compagno in questo viaggio: no non si tratta di un vino dolce.
Questa volta leggo il mittente con più attenzione, Reggio Calabria e mi vengono in mente i saluti e gli auguri natalizi dei fratelli Librandi che ho ricevuto in questi giorni.

Non ho pazienza e butto il naso nuovamente dentro al bicchiere: è scomposto, magari è lo stress del viaggio, si sente un po’ di vaniglia leggera. Lo faccio scorrere nel bicchiere, mamma mia quanti archetti, rosso rubino con in lontananza una leggera tonalità aranciata.
Al gusto mi piace molto, è caldo e armonico, non eccessivamente tannico, penso ad elevate gradazioni ma anche ad una breve macerazione sulle bucce ed a una mano delicata nell’effettuare i rimontaggi.

Ha una bella freschezza è sapido , un bicchiere allegro ed immediato, ben bilanciato, ha un leggero retrogusto metallico. Mi è piaciuto subito non farei chiarifiche particolari e quasi quasi lo imbottiglierei adesso.

Ecco le analisi:

  • Alcol distillazione 15,03% vol.
  • Zuccheri 3,72 gr/lit
  • pH 3,78
  • acidità volatile 0,58 gr/lit in acido acetico
  • acidità totale 6,27 gr/lit in acido tartarico
  • acido malico 2,10 gr/lit
  • acido lattico assente
  • so2 totale 46

Letto 6140 voltePermalink[5] commenti

5 Commenti

Inserito da Domenico Nicolò

il 03 gennaio 2013 alle 21:58
#1
Grazie ancora Claudia.
Non ci capisco molto leggendo i risultati delle analisi ma mi sembra di aver capito che anche se il mio rosso non ha proprio un buon odore, almeno si salva nel colore e nel gusto, nonostante il leggero retrogusto metallico.

Nota (in particolare per Bernardo):
sono rimasto (piacevolmente) sorpreso nel constatare che la so2 Totale è di soli 46 mg/lit.
Avendo usato addirittura un grammo in più di metabisolfito di Bernardo (so2 tot. 102mg/lit), quasi le medesime quantità aggiunte nei medesimi passaggi e ricordando inoltre che Andrea ha avuto una so2 di 28 mg senza uso di bisolfiti, temevo non poco di ritrovarmi con una solforosa anche superiore ai 110mg/lt.
Fortunatamente però, mi è andata molto bene in tal senso e, nel chiedermi come mai, mi son ricordato che sia Claudia che Luca avevano detto che dipende anche dai lieviti (che possono fornire meno so2) e che le aggiunte che si fanno in questi stadi possono andar via presto...........

Calorosi saluti e....... auguri a tutti di un Sereno anno (c’è ne tanto bisogno per tutti).

Inserito da Luca Risso

il 04 gennaio 2013 alle 10:01
#2
@Domenico
Non ho letto il tipo di vitigno usato. Però per esperienza i vini della tua terra, specie se vinificati in modo tradizionale con breve macerazione, tendono un po' alla riduzione in questo periodo. Non mi preoccuperei perché con il tempo poi si assestano da soli.
Luk

Inserito da Pierenrico Raggio

il 04 gennaio 2013 alle 11:32
#3
Grazie Claudia per l'articolo dettagliato e grazie Luca per l'iniziativa promossa e per lo spazio concesso sul blog. Pensando possa interessare inserisco nella discussione le note relative alle pratiche seguite per la vinificazione delle uve barbera acquistate a Clavesana. Sono le seguenti:

· Pigiadiraspatura dell’uva lunedì 1 ottobre con aggiunta di 6 gr/hl di metabisolfito

· 9 giorni di fermentazione alcolica con lieviti spontanei e macerazione, operando due rimontaggi al giorno (4 o 5 rimontaggi in tutto sono stati sostituiti da follature per mancanza di tempo). Un delestage verso metà fermentazione

· Svinatura mercoledì 10 ottobre a 2 gradi babo. Nessuna aggiunta di metabisolfito

· Primo travaso a 15 giorni dalla svinatura (giovedì 25 ottobre) con aggiunta di 2 gr/hl di metabisolfito

Buona giornata a tutti.
Pier

Inserito da Bernardo Camboni

il 04 gennaio 2013 alle 14:13
#4
Domenico
mi hai scoperto. son venuto di nascosto nella tua cantina e ti ho fregato un po di SO2...Accc.. Purtroppo ( o menomale) come qualcuno ha scritto: "..gli equilibri chimici in un vino sono molto complessi e probabilmente non abbiamo la totalita' della situazione sotto controllo..."

Ma va bene così, se non ci fosse l'unicità sarebbe fin troppo noiosa...

Inserito da Andrea D'Ascanio

il 05 gennaio 2013 alle 09:51
#5
Buongiorno amici!

@Domenico: visto che scherzi fa la natura :-)

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