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Viaggi enogastronomici

Limone, la montagna al mare: Luci e Ombre (Prima Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Solo andando in montagna e parlando con quella gente ti rendi conto di che cosa sia l’amore per la terra, il senso di appartenenza a una popolazione che si sente privilegiata per quello che ha, la pulizia delle menti e l’onestà economica e intellettuale. Devo ringraziare l’amico Luciano Scarzello che mi ha invitato a questo incontro organizzato dal sindaco di Limone, Franco Revelli e dal Presidente della Pro Loco, Elio Bottero per vivere due giorni a contatto con il territorio e con chi ci è nato e ci lavora. Un territorio che non è solo sci e montagna ma è anche tante altre cose che si scoprono via via, che fa parte della Comunità montana che si chiama, non a caso, Alpi del Mare, che tiene insieme le Valli Gesso, Vermenagna (quella di Limone), Pesio e Bisalta.

Un territorio di ottima cucina, provata nelle visite all’Osteria Il bagatto e al ristorante Lu Taz o il pranzo in quota ai 1600 metri dello Chalet Morel, che ha anche sette camere da letto nuovissime per il pernottamento, un territorio di cortese ospitalità con la sosta all’Hotel Artisin, un edificio nuovissimo costruito interamente in legno e muratura utilizzando i nuovi criteri energetici tanto da essere classificato già in classe A, che vuol dire consumi bassissimi e massimo comfort; ma anche un territorio dove trovi gente operosa come la famiglia Giordano che gestisce il caseificio Isola a Palanfré di Vernante, dove puoi vedere la pulizia e l’ordine nella stalla delle 140 mucche da latte che ogni giorno danno i tre quintali di latte da cui estraggono i 30 chili di formaggio che vendono solo direttamente ai clienti che vanno a visitarli e a qualche ristorante della zona.

Vedi anche Limone, la montagna al mare: Isola e Tenda (Seconda Parte)
Vedi anche
Limone, la montagna al mare: Limone da godere (Terza Parte)

Un territorio che fa un tutt’uno con la parte francese della Val Roya e della Val Bèvèra e che vorrebbe fossero potenziate le linee di comunicazione tra Torino e Nizza, attualmente ostacolate da intralci di tipo politico burocratico. E poi ci sono le rarità come la ferrovia con le gallerie elicoidali per salire o scendere di quota, realizzate alla fine del 1800, o i forti ai duemila metri sopra il colle di Tenda, dove c’era il passo prima della realizzazione del traforo automobilistico, o la valle delle Meraviglie ai duemila metri del monte Bego tra Limone e Tenda, dove si possono vedere dal vivo, dopo averli magari anticipati con una visita al Museo delle Meraviglie di Tenda (il cui sindaco Giampiero Vassallo ti accoglie in perfetto italiano e tanta cordialità), le centinaia di disegni rupestri scolpiti nella roccia risalenti a cinquemila anni fa.

Da non perdere la bellezza dei murales di Vernante dedicati a Pinocchio (di cui c’è anche il museo) e realizzati (sono circa 160) in onore del disegnatore di Collodi, il famoso Attilio Mussino, vissuto a Vernante e autore delle illustrazioni delle “Avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi, nell'edizione del 1911della R. Bemporad e figlio. Se avete tempo per fare una visita al cimitero comunale cercate la tomba di Mussino e commuovetevi davanti al Pinocchio che la veglia e piange.

Da vedere anche la chiesa di Limone con il suo campanile dell’anno mille e l’interno tutto bianco con arredi barocchi che però non lo appesantiscono, come il bellissimo pulpito ligneo del 1600 e la vasta quadreria, che il parroco Don Romano, di una simpatia unica, ti fa visitare con piacere. Per lo shopping infine dotatevi della Mobility Card, che funziona sia d’estate, sia d’inverno. Inoltre vale la pena, sia nel periodo invernale che estivo, magari dopo un salto al Museo dello sci annesso alla Biblioteca comunale, fare una visita al negozio di Bottero che intelligentemente propone, a chi non vive in albergo, una ricca colazione nel suo locale “Apres Sky Bo”, annesso al negozio di vendita e noleggio sci e non solo, prima di partire per una sciata o una gita nel bosco in bici o a piedi, con gli sci o la bici o gli scarponi messi a disposizione da lui, e poi, al ritorno, dopo che si è riconsegnata l’attrezzatura, rifocillarsi con una merenda o un aperitivo ricco, un’aperi-cena, come la chiama lui, appoggiati al bancone o seduti ai tavoli del locale.

E se volete coronare nel migliore dei modi la conoscenza di Limone e del suo territorio floro faunistico, cercate chi lo conosce come le sue tasche, il grande Jacques Bellone, un personaggio di cui ormai s’è perduto lo stampo, un vero Signore, uno che amerete al primo sguardo. Di lui cercate le bellissime fotografie e cercate le sue poesie in lingua occitana. A proposito di Occitania, la quarta bandiera che sventola sul balcone del Comune di Limone, con quella italiana, europea e comunale è proprio quella occitana. La riconoscete dallo sfondo rosso e dalla croce gialla con tre pallini all’estremità di ogni braccio della croce.


Venerdì 19 Ottobre 2012 - Luci e ombre

Parto in treno da Bordighera alle 15.45 con il gemello del treno delle meraviglie (quello parte da Nizza), che in territorio italiano non ha nome, per essere a Limone alle 17.22, in tempo per la conferenza stampa che alle 18 si tiene nella sala consigliare del Comune. Il viaggio è piacevolissimo su carrozze nuove, confortevoli, dai cui finestrini puoi ammirare la bellezza dei boschi, il fascino dei paesini che si succedono lungo il percorso, con chiesine deliziose, castelli antichi, alcuni diroccati, altri ben ristrutturati, le luci del giorno che pian piano si affievoliscono perché il sole si avvicina al tramonto e le cime dei monti in alto allungano le ombre sul terreno, ma in compenso aumenta la purezza dell’aria che man mano che si sale di quota si fa sempre più chiara e pulita dallo smog e dall’umidità che forma la foschia.

Alle diciotto, puntuale, sono in Comune. La sala è ancora vuota, a parte qualche vassoio di stuzzichini e quattro bottiglie di spumante ben fresco che aspettano di essere aperte. C’è anche una persona, che poi scoprirò essere il presidente della Scuola di Sci di Limone, Pierpaolo Ballarè, che ricorda un po’ nella folta capigliatura riccia un giovane Messner, e che a me sembra il sosia di un Garibaldi nel pieno della sua maturità, ancora in perfetta forma.

In pochi minuti arrivano tutti, col Sindaco, membri della Giunta, organizzatori, giornalisti e ospiti.
Ci mettiamo attorno al tavolo consigliare, siamo una ventina. Il Sindaco ricorda che il turismo sta cambiando, in queste vallate. Lo sci la fa ancora da padrone, nonostante sia il Piemonte, sia la Liguria abbiano tagliato molti fondi e soprattutto le settimane bianche, che portavano una certa presenza di turisti e che ora sono spariti. Il Comune ha speso negli ultimi anni 60 milioni di Euro per rinnovare gli impianti e ingrandire e sistemare le piste. Adesso occorre rinnovare, ripensare e rinvigorire anche il turismo estivo.

Il comprensorio conta 26 comuni che vogliono vendere al turista il loro patrimonio che sono le Alpi. Per arrivare nei comuni ci sono le strade ma soprattutto c’è il treno, che è comodo, efficiente e tutto sommato anche veloce. Una volta in paese ci sono percorsi ciclabili e pedonali percorribili in sicurezza e con godibilità per gli occhi e per lo spirito.

Il problema principale di questi tempi sono le ombre e le luci dei finanziamenti che non arrivano dagli organi nazionali, Stato o Regione, ma che si spera possano arrivare dall’Europa, grazie a iniziative portate avanti assieme ai comuni francesi vicini, con i quali si spera di creare una linea di collegamento tra Torino e Nizza, con coinvolgimento anche del territorio imperiese e genovese.

Oggi gli interlocutori privilegiati sono Tenda a Sud, Vernante a Nord, Entracque e Valdieri a Ovest.
La ricettività alberghiera è ancora troppo carente e occorrono posti letto per poter ospitare degnamente anche gruppi medio grandi che vorrebbero visitare il territorio ma non si riesce ad ospitarli come si dovrebbe. Nell’ultimo anno ci sono state 25.000 presenze, a fronte di 1500 abitanti, ma si potrebbe crescere di un ordine di grandezza se solo fosse possibile pianificare gli arrivi e gestire automaticamente le prenotazioni, in funzione dei posti letto disponibili giorno per giorno.
Nel centro di Limone è già disponibile una rete wireless e dal prossimo febbraio sarà pronta una rete Wi-Fi su banda larga.

Dopo il sindaco tocca a Ballarè, presidente della Scuola Sci, che conta 140 maestri, impegnati durante la stagione, soprattutto nei fine settimana e meno nei giorni feriali. La stagione inizia all’Immacolata, l’8 dicembre, e finisce a Pasqua. Pochi riescono a vivere di turismo durante i mesi estivi, durante i quali potrebbero essere impegnati in percorsi su mountain bike o in percorsi pedonali come guide o accompagnatori. Ha avuto una buona risposta il progetto Studenti, dove con una quarantina di Euro si offriva una giornata piena in montagna, con vitto e piste.

Interviene ancora il Sindaco per spiegare che l’intenzione di usare i finanziamenti europei è verso l’integrazione di agricoltura e turismo costruendo percorsi ciclabili e strutture in quota, in collaborazione con la Francia su comprensori territoriali.

Prende la parola Elio Bottero, illuminato presidente della Pro Loco di Limone e imprenditore. Di recente Limone ha scoperto i turisti del Centro e del Nord Europa, che sempre più numerosi arrivano per vacanze invernali ed estive. Sono già stati ripristinati alcuni sentieri per renderli ciclabili, la strada militare tra Briga e Tenda, in quota, ma con possibilità di arrivare fino al mare di Ventimiglia e Nizza in qualche decina di minuti.

Limone è situata fra tre parchi, il Cromagnon, quello delle Alpi Liguri e quello delle Alpi Marittime o Mercantour francese e la valle delle Meraviglie del Monte Bego con i suoi numerosi disegni rupestri e i laghetti in quota. Altro percorso interessante è la strada del sale, di 45 chilometri attorno a Limone, la strada che percorrevano i trasportatori che venivano dalla pianura piemontese di Cuneo sui muli per raggiungere l’imperiese e il nizzardo. Limone era per loro l’ultima stazione di posta prima delle Alpi.
Infine si ricorda un’iniziativa a cui i limonesi tengono molto ed è la medaglia d’oro ottenuta nel 2007 nell’ambito del concorso Comuni Fioriti Europei.


Il Bagatto


Siamo a cena al Bagatto, nei vicoli del centro a due passi dal Comune. Il locale è sul romantico, leggermente naives. Rispecchia in pieno lo stile del giovane chef Luciano Cantero e della sua equipe, sia in sala, sia in cucina, come vedremo. Se ci arrivate di sera fate attenzione al gradino d’ingresso, che non vedete perché le due luci a terra ai lati dello zerbino vi abbagliano facendovi perdere la percezione della distanza e dell’ostacolo.

Ci ha riservato un bel tavolone rettangolare dove stiamo comodi in dieci. Iniziamo con un aperitivo con Alta Langa Zero del 2004 e poi via con il primo piatto, il Gamberone di Sanremo su crema di patate di Boves, semplicemente eccellente, come il pane fatto in casa che si sbocconcella golosamente nei suoi cinque tipi diversi.

Intanto arriva un altro vino, il Camp du Rouss, una magnum di Barbera d’Asti DOCG 2008 di 13,5 gradi, prodotto a Canelli da Coppo. Accompagna egregiamente la coscia di vitello al forno e salsa tonnata che viene portata in tavola. Mi piace molto anche il secondo piatto, la polentina e baccalà mantecato con crema di acciughe. La cucina è saporita senza essere pesante e i prodotti sono freschi e di qualità.
Sempre eccellente anche il primo piatto, i ravioli verdi (preparati con gli spinaci) alla vernantese con patate, porri e stufato di stinco di vitello su crema di latte.

È la volta di un altro rosso per i piatti che seguiranno. Ancora una magnum, stavolta di Langhe Nebbiolo DOC 2009 di 14 gradi, prodotto da Pio Cesare. Accompagna bene i Tagliolini di trenta tuorli (per chilo di farina) su fonduta di raschera d’alpeggio e spruzzata di tartufo nero, da urlo. Tenerissimo il successivo Guanciale di maiale con patate novelle gratinate. Si mangia con le labbra. Il vino da dessert è La bella estate, il Moscato Passito DOC 2007 di 11,5 gradi, prodotto da Terre da Vino. I dolci sono la Savarin al cacao, glassato al cioccolato fondente, e gelato di cioccolato bianco, seguiti dalla deliziosa piccola pasticceria della casa.

Devo dire che la cucina di Luciano mi è piaciuta, per l’utilizzo di prodotti freschi, tipici, ben amalgamati e dal giusto sapore, di vera e rara eleganza- Lasciamo il Bagatto che è quasi mezzanotte, l’aria è già fresca e si va veloci all’Artisin per la notte.


Foto Credit: Gabriella Repetto.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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