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Viaggi enogastronomici

Fantasia Franciacorta Dumas a Genova

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Un vino, un metodo, un territorio … così si presenta ormai il Franciacorta, lo spumante metodo classico italiano per antonomasia. Domenica 21 ottobre 2012 al Ponte Doria del Porto di Genova, sulla nave MSC Fantasia (bandiera panamense) il bravo Riccardo Lagorio presentava a un pubblico selezionato di 34 giornalisti e operatori del settore eno gastronomico ligure i prodotti di 26 aziende del Franciacorta rappresentate da Mariuccia Ambrosini e da Piero Plebani, presenti in prima persona. Aziende giovani e non, attente alla qualità e attente al nome del prodotto, che per tutti è il Franciacorta, prima di essere quello della Fiorita piuttosto che quello della Tenuta Ambrosini. In quel territorio che nei suoi diciottomila ettari, di cui 4000 a vigneto, produce già dodici milioni di bottiglie che pian piano si diffondono in tutto il mondo. Hanno capito subito, i bresciani, che sono sempre stati bravi e attenti ai commerci, che uniti si vince e quindi che cosa di meglio che promuovere un territorio piuttosto che ogni singolo produttore. Ed ecco che dietro al loro logo “Un vino, un metodo, un territorio” ci sta benissimo il motto di Dumas legato ai moschettieri: “Uno per tutti, Tutti per uno”, che ne rappresenta perfettamente la filosofia e l’impostazione di marketing.

Le aziende che hanno organizzato la crociera sono: Tenuta Ambrosini, La Fiorita, Le Marchesine, Elisabetta Abrami, Bredasole Franciacorta, La Fiòca, La Boscaiola, Monzio Compagnoni, San Cristoforo, La Valle Franciacorta, Santus, Riva di Franciacorta, Le Cantorie, Riccafana Fratus, Massussi Luigi, Bosio, Camossi, Castello di Gussago - La Santissima, Barboglio de Gaioncelli, Colline della stella, Faccoli Lorenzo, Lo Sparviere, Majolini, Mirabella, Plozza,  Cintus.


La nave e il vino


Arriviamo al molo Ponte Doria, vicino alla stazione marittima del Porto di Genova a mezzogiorno in punto. La giornata è quasi primaverile, l’aria è mite e pulita. L’addetto alla “Security” controlla i nostri nomi sulla lista degli invitati e ci fa entrare in porto. È un po’ complicata la salita sulla nave perché nessuno sa nulla e gli addetti all’ingresso dei passeggeri nei due punti di imbarco non hanno avuto istruzioni, né tanto meno hanno liste di nominativi di ospiti in transito giornaliero. Così dopo qualche peripezia ci raduniamo al check in della stazione marittima e finalmente, verso l’una, entriamo dietro a una gentilissima hostess in divisa bianca e rossa, all’interno del transatlantico, sotto la supervisione del Dottor Vieri Cammelli, che cura l’organizzazione della visita e della giornata. La nave deve salpare alle sedici di oggi per un tour nel mediterraneo, toccando Napoli, Palermo, Tunisi, Barcellona, Marsiglia e tornare a Genova fra otto giorni. In ognuno di questi porti saranno presentate le bottiglie di Franciacorta, come oggi a noi, a un gruppo di operatori del settore, buyers, ecc.

Saliamo e scendiamo di un ponte per trasferirci nel salone di prua dove c’è la sala ristornate che ci ospita. Qualcuno commenta, osservando gli arredi dei saloni e dei locali di passaggio, con tutte le luci accese, che sembra di essere a Las Vegas. I 3500 viaggiatori che salperanno oggi, più i 1200 componenti l’equipaggio, sono quasi tutti saliti e qualcuno è già pronto in accappatoio a cercare una piscina per bagnarsi.

L’allungarsi dei tempi di attesa ha un po’ stravolto il programma previsto così dobbiamo anticipare il pranzo alla degustazione e ci accomodiamo ai tavoli a gruppi sparsi per apprezzare il cibo della nave e la professionalità degli addetti al sevizio, sempre impeccabili e perfetti e capaci. Al nostro tavolo è addetto un filippino, magro e alto, dai capelli nerissimi, di nome Yoseph, attento e davvero bravo e gentile.

Scegliamo i piatti dal menù e in pochi minuti arrivano dalle cucine appilati e ciascuno coperto dalla propria custodia per mantenerne il più a lungo possibile il calore. L’ambiente è piacevole e confortevole, tuttavia si avverte un tremolio di fondo sulle sedie e sui tavoli che all’inizio è piuttosto fastidioso, poi pian piano ci si abitua. Tremolio dovuto alla sala macchine che sta poco sotto la sala pranzo e che è in funzione per mantenere accese tutte le luci e i collegamenti della nave, normali e di emergenza.
Accompagnano le pietanze un bianco Arneis oppure un rosso Montepulciano d’Abruzzo, a seconda della scelta di ciascuno, ma ben presto Piero provvede a farci avere una bottiglia del suo La Fiorita, Brut che si sposa perfettamente sia con la lingua salmistrata, sia con gli gnocchi o le crespelle, sia con l’ombrina o l’agnello al curry, perr i sentori fruttati e la pienezza del corpo, insieme alla freschezza della beva, pulita, lunga e persistente.

La nostra bottiglia ci parla di un vino di 12,5 gradi dal lotto 261/2012, di sboccatura secondo semestre 2012 e di fascetta di controllo AAE04979434.

Alle tre il pranzo è finito e ci trasferiamo in una sala superiore per la degustazione di alcuni campioni e la conferenza stampa tenuta da Riccardo insieme a Mariuccia, Piero e Vieri.
I comuni aderenti al Consorzio sono diciotto, di cui tre solo per una parte del loro territorio, come il Comune di Brescia. Le colline tra Brescia e il Lago d’Iseo descrivono un’area rettangolare di venti chilometri di larghezza e dieci di altezza, un’area particolarmente vocata alla coltivazione della vite per vini spumanti, vista l’origine glaciale della zona e la ricchezza di fossili che ingentiliscono e rendono pieno ma anche elegante il prodotto finito. Le cantine aderenti al Consorzio Franciacorta sono oggi 112 e quelle presenti nella rassegna odierna, che è la seconda edizione di questo vino sul mare, sono 26, circa un quarto, anche in termini di volumi di produzione, vicino ai tre milioni di bottiglie. L’obiettivo di questo viaggio, dice Mariuccia, è far conoscere le piccole cantine, quelle che hanno spazi ridotti ma che curano molto la qualità del prodotto finito, garantita anche dalla bassa resa per ettaro, con i 95 quintali di uva e i 60 di vino. Piero aggiunge che la MSC che li ospita è l’ambiente ideale per farsi conoscere da un pubblico europeo e mondiale, attraverso opportuni sbocchi commerciali.

Riccardo intanto illustra i quattro campioni in degustazione e tiene a specificare che questi oggi presenti sono tutti e solo “vignerons” per dirla alla francese, sono persone che vivono sulla terra e per la terra, che faticano tutto l’anno e dedicano ogni loro istante alla vigna prima e al vino poi e infine all’invecchiamento necessario per raggiungere, dopo quattro anni, l’eccellenza contenuta in ogni singola bottiglia.

Purtroppo il tempo è tiranno e dopo la Fiorita riusciamo ad assaggiare il solo Cintus, ricco di aromi fruttati e balsamici e minerali ed elegante al naso e pieno e persistente in bocca, con il suo tipico sentore di crosta di pane che lo fa eccellere per piacevolezza e struttura.
Mariuccia chiude l’incontro ricordandoci che col Franciacorta “si pasteggia, si festeggia e si fa amicizia”.
Dobbiamo uscire velocemente perché alle sedici la nave salpa per Napoli.
Se vi interessano un po’ di storia, un po’ di numeri, e qualcosa sul disciplinare potete leggere il pezzo dell’amico Virgilio Pronzati: La Crociera del Franciacorta.


[Foto Credit: Gabriella Repetto]

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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