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I ragazzi di Rondine e il Vigna della Pace

di Ugo Baldassarre

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Ci sono delle volte in cui il contenuto della bottiglia non conta, o meglio non conta più di tanto, ed il vino di cui voglio parlare non ha un’importanza intrinseca, cioè solo per sé stesso, per le sue caratteristiche organolettiche. Ci sono delle volte in cui è più importante ciò che il vino rappresenta, quel che c’è dietro, le storie, le persone che hanno contribuito a crearlo. E’ questo il caso di Vigna della Pace, il vino realizzato dallo staff e dagli studenti di Rondine, il borgo medioevale in provincia di Arezzo in cui ha sede l’omonima Onlus Rondine Cittadella della Pace che accoglie uno studentato internazionale di ragazzi provenienti dai Paesi in conflitto nel mondo.

Dietro le bottiglie di questo vino ci sono storie di cruenti guerre ancora in corso o quelle di alcuni Paesi che, anche se formalmente usciti dai conflitti, continuano ancor oggi a pagarne le peggiori conseguenze . Gli studenti di Rondine – non più di 30 per ciclo, tutti tra i 19 ed i 27 anni di età – provengono da terre lontane come Cecenia, Ingushetzia, Ossezia del Nord, Georgia e Abkatzia, Armenia, Azerbaijan, Israele, Palestina, Libano, Kosovo, Macedonia, Serbia e Bosnia, Sierra Leone e Ruanda.

Potere magico della vite e del vino (e non è un caso che la parola vino si fa derivare anche da “ven”, che in sanscrito è amore, vita ): questi ragazzi, figli e parenti di rispettivi nemici, di coloro che in patria si odiano e si ammazzano l’uno con l’altro, oggi si ritrovano accanto nelle vigne toscane, si cercano, si sorridono, si aiutano, tutti insieme condannano l’odio e la guerra, e tutti insieme esaltano l’intelligenza dell’uomo che può trovare il suo vero terreno di riscatto nella fratellanza e nella pace.

Vigna della Pace, prima ancora di un vino è un progetto, è la prova che con la volontà si può costruire un futuro migliore, nel rispetto dei diritti umani e nel ripudio della guerra. I ragazzi di Rondine, al termine degli studi e dei master seguiti in Italia, tornano nei Paesi di origine: molti di loro trovano impiego ed alcuni anche sistemazioni lavorative di vero prestigio. Quest’anno ho potuto assistere alla presentazione del Vigna della Pace 2010, l’ultima vendemmia di questo Igt Toscana vinificato in Castelnuovo Berardenga a cura dell’azienda San Piero del Consorzio Agrario di Siena con la consulenza dell’enologo Enrico Bendinelli.

Inevitabilmente, sono rimasto colpito dai racconti commossi di Tamara, Kamelliah e Manuella, le tre studentesse, provenienti rispettivamente dall’Ossetzia, dalla Palestina e dal Kosovo, che hanno personalmente impreziosito le scatole dei vini con disegni ed intarsi che richiamano i loro Paesi di origine. Non ho potuto fare a meno di percepire nelle loro voci le tante sensazioni vissute nel recente passato, dal dolore per il distacco alla nostalgia della propria terra, alla successiva gioia e alla partecipazione alla vita dello studentato, con la piena condivisione dell’idea, dello spirito accomunante del progetto. E poi l’allegria della vendemmia, l’attesa del domani, la prospettiva di un futuro migliore, nella propria terra, con la viva speranza di poter contribuire al cambiamento.

Il Vigna della Pace nasce da un uvaggio simile a quello del Chianti, con una base di Sangiovese e piccole spruzzate di Canaiolo e Colorino. Alla vista è rubino intenso e luminoso, con fitta rete di lacrime e archetti, buon presagio d’alcol e morbidezza. Molto fresco e pulito all’olfatto, con sentori netti di prugne e ciliegie, assieme a qualche sfumatura minerale. Alla bocca è essenzialmente giovane e fresco, di grande coerenza, spiccata acidità, tannino vivo e generoso, ma ben ricomposto nella chiusura, che ricorda ancora piccoli frutti rossi e con gradevole atteggiamento amarostico di fine beva. 

Un vino pulito, schietto, di ottima beva anche se assolutamente …non da comprare, ma solo perché la sua produzione è fuori commercio! Un modo per provarlo, contribuendo in tal modo anche a sostenere il Progetto Rondine, comunque c’è: lo si può prenotare dal sito www.rondine.org, oppure includendo la Onlus tra i destinatari del cinque per mille nel modello di dichiarazione dei redditi.


[Photo credit: http://www.nove.firenze.it]


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Ugo Baldassarre

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Napoletano, 48 anni nel 2007, studi scientifici prima, di giurisprudenza poi. Il lavoro, ormai quasi trentennale, di funzionario amministrativo e...

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