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Montecarlo e l'olio d'inverno

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

A due passi dalla riviera ligure di ponente, il Principato di Monaco ospita la prima edizione di Oro giallo Mediterraneo, nell'eleganza dei saloni dello Sporting d'Hiver, accanto al Casinò di Montecarlo. Due giorni di degustazioni, presentazioni e dibattiti, in collaborazione tra l'associazione culturale Oro Giallo Bologna, la Direzione del Turismo e dei Congressi del Principato e la Société des Bains de Mer.


Lunedì 19 Marzo 2007

Mi ha incuriosito questa prima edizione di Oro Giallo Mediterraneo e così io e Gabriella ritorniamo volentieri a Montecarlo. Fa sempre piacere una visita qui, un po' come fa sempre piacere un viaggio a Parigi, magari in bassa stagione, quando ti godi di più la città e i suoi angoli più nascosti.
Oggi è San Giuseppe. Lungo la strada sms di auguri ai Beppe, a Giuseppe, a Pino e alla Pina. Dopodomani inizia la primavera ma questo strano inverno ci ha portato una ventata di freddo quasi polare, con il vento del nord che sembra uscito dalla scena finale di Chocolat, poco oltre dove ci troviamo noi oggi, che soffia impetuoso fin da stamattina, come segnalano i cartelli luminosi, tra San Bartolomeo e il confine francese. Il viaggio lungo la striscia della A10, che scorre per tutta la riviera di ponente, è però di tutto riposo. Poche auto, qualche camion. Il cielo, coperto fino a Imperia, a poco a poco si apre per far filtrare qualche raggio di sole. Da lontano nembi bianchi formano figure e volti di giganti come le facce dei quattro presidenti americani del Monte Rushmore. Un po' più avanti un'enorme figura di uccello con il becco a punta, come il naso di Pinocchio.

Lasciamo l'autostrada subito dopo Mentone, all'uscita di Roquebrune. La strada torna a valle tra tornanti e discese più o meno dolci fino al centro di Montecarlo. In pochi minuti siamo allo Sporting d'Hiver. Riusciamo a parcheggiare proprio di fronte, una Porche Cayenne nera ci lascia il posto.
Stasera è la serata di inaugurazione. La mostra degli oli apre al pubblico solo domani.

Prima di salire mi fermo alla vetrina dell'enoteca che sta al piano terreno dello Sporting d'Hiver, dove fanno bella mostra decine di magnum di champagne e cognac e grandi vini francesi e anche italiani, i grandi toscani, ordinatamente messe in riga una vicina all'altra per la gioia degli appassionati.

Alle sette saliamo nel locale dove sono raccolti gli oli selezionati. Espositori, giornalisti e autorità locali girano nel salone al secondo piano tra i tavoli predisposti con i nomi dei produttori invitati, le bottiglie di olio, i piattini con le fettine di pane per il pubblico tradizionale e gli immancabili bicchierini di plastica trasparente per gli assaggi degli esperti.

Sono rappresentate quasi tutte le regioni italiane che hanno una produzione significativa, dalla Liguria alla Toscana, dalla Lombardia alla Sicilia, dall'Emilia Romagna alla Puglia , alla Sardegna, e tante altre. Non poteva mancare una selezione mediterranea di oli dalla Palestina, dalla Grecia e dalla Giordania. A completare il quadro alcuni campioni di oli australiani. Oltre all'olio, una rappresentanza modenese di aceto balsamico e una reggiana di parmigiano reggiano.

Alcuni espositori propongono elaborazioni di oli aromatizzati con limone, peperoncino e altro, oppure creme rinfrescanti per la pelle a base di olio d'oliva, sia per uomo, sia per donna.
Altri propongono anche i loro vini, o un assaggio delle olive della loro terra.
Dalle vetrate del Salone che si affacciano sulla piazza del Casinò si vedono le poche auto che circolano sulla strada bagnata dalla pioggerella che è cominciata a cadere. La serata qui non propone altro, per cui decidiamo di rinviare gli assaggi a domani, con calma e metodo, e lasciamo lo Sporting. Scendiamo a piedi l'ampio scalone che porta a piano terra, una breve corsa alla macchina e via verso l'Italia lungo la litoranea. Sono una dozzina di chilometri, piacevolissimi da fare anche in questa serata di fine inverno, rilassanti, che scorrono, praticamente sempre alla stessa quota, fino a Mentone, dove ci fermiamo per due galette au sarrazin, accompagnate da una buona bottiglia di sidro bretone, rigorosamente brut, a La Petite Cave, proprio di fronte alla scogliera sul porto.

Usciamo che la pioggia è cessata. La strada umida e deserta di pedoni ci fa sentire padroni del mondo, si sente solo il rumore del mare che il vento del nord spinge contro gli scogli alla nostra destra e una zaffata di oliaccio fritto e rifritto che esce da una delle rovinose pizzerie sul lungomare ci fa accelerare il passo verso la macchina in sosta. Risaliamo la collina verso l'autostrada e poi, passato il confine, decidiamo di passare la notte a Bordighera per tornare ancora domani a Montecarlo e mi accorgo che dalla barriera di Ventimiglia all'uscita di Bordighera il pedaggio (per meno di sei chilometri) costa 2,20 Euro (37 centesimi a chilometro) e di riflesso mi ricordo che dalla barriera di Ventimiglia all'uscita di Nizza est il pedaggio (per quasi trenta chilometri) costa 1,90 Euro (6 centesimi a chilometro, sei volte di meno) e allora mi chiedo: "Ma è possibile che in Italia ci debbano sempre derubare?" A Bordighera sentiamo in un bar che oggi hanno liberato Daniele Mastrogiacomo, il giornalista di Repubblica sequestrato dai Talebani in Afghanistan alcune settimane fa. Finalmente una bella notizia!


Martedì 20 Marzo 2007

Dopo la colazione si parte da Bordighera per tornare a Montecarlo per le conferenze dibattito di oggi e per una prima serie di assaggi e degustazioni. Alle 11 la sala nello Sporting d'Hiver per le conferenze è mezza vuota, forse il bel tempo ha fatto preferire altre mete. Anche in sala assaggi c'è meno gente di ieri sera, serata inaugurale. Madame Thérèse Ghizzi è una nonnina molto simpatica e sa tutto dei frantoi e della storia di Monaco. È membro del Comitato di Redazione degli annali monegaschi del Palazzo del Principe. Oggi terrà una conferenza sul tema: "I mulini da olio sul territorio di Monaco tra 1800 e 1815".

La signora è affiancata da una interprete, Myriam, di una rara bellezza araba nordafricana, che traduce in italiano dal foglio che M.me Thérèse tiene davanti a sé. Mentre parla, sullo schermo alla sua sinistra si proietta una bella diapositiva, che mostra il castello di Monaco a inizio '800 e attorno al castello solo rocce e ulivi e spiaggia. Allora nel territorio si contavano otto mulini, cinque per l'olio e tre per il grano. Erano situati nell'attuale quartiere detto "des Moulins", lungo un corso d'acqua che scendeva dalla montagna retrostante. L'economia olivicola è stata poi soppiantata da quella degli agrumi, più remunerativi e già a fine '800 i mulini erano stati quasi tutti abbandonati. L'ultimo fu demolito nel 1961 e purtroppo non si è neppure pensato di farne un museo.

I primi documenti storici sull'esistenza dei frantoi risalgono a degli atti di vendita della fine del 1200, quando arrivarono a Monaco i genovesi, che scacciarono dalla rocca gli abitanti di La Turbie che la possedevano. Le dispute tra genovesi e abitanti del luogo proseguirono nei secoli, con alterne fortune, fino al 1760, quando il re di Sardegna fece da mediatore. I frantoi avevano costituito una cooperazione tra il 1503 e il 1515, con un regolamento per la raccolta delle olive, la macinatura, per la remunerazione degli operai e delle operaie (le donne erano pagate circa un quinto degli uomini), per i controlli necessari e per ogni altra questione che poteva essere regolamentata.

Nel 1800 erano censiti nel territorio più di 5000 olivi, suddivisi in appezzamenti di diverse proprietà. Nei documenti si parla di due cultivar predominanti, la pignola, piccola e capace di dare un olio eccellente, e la mezzana, più grossa ma da cui si ricavava un olio più scadente e anche la produzione non era così abbondante perché si raccoglieva solo un anno ogni due. Dal porto c'erano due strade che portavano ai mulini, una pubblica, la strada principale, che univa Monaco a Mentone, chiamata la strada di Santa Devota, patrona di Monaco. Nella diapositiva alle spalle di M.me Thérèse si vede una stradina ripida tra le poche case, con una donna che porta in testa un cesto con delle provviste e sale faticosamente la costa. L'altra strada era secondaria, in molti punti un piccolo sentiero, più stretto di un metro, in cui poteva passare un solo asino per volta, detta anche strada "de Spelonghe".

Dopo una piccola pausa si fa una serie di assaggi degli oli proposti.
La qualità dei prodotti non si discute. Alcuni espositori hanno con sé una produzione dell'anno precedente, come l'olio australiano che paga i sei mesi di differenza con i nostri climi dell'emisfero settentrionale (da loro sta iniziando l'autunno e la raccolta l'avranno fra un paio di mesi).
Alcuni produttori propongono oltre all'olio anche creme di bellezza o reidratanti per la pelle da fare provare alle signore, che sembrano piuttosto curiose e interessate.

Una sosta al banco dei formaggi del Caseificio Sociale Castellazzo di Campagnola Emilia (RE), che propone assaggi del loro parmigiano reggiano, che ci sta proprio bene per rompere gli assaggi di olio. Una sosta ancora, con degustazione, al banco di Rosso, che commercializza l'aceto balsamico dell'azienda Verrini Munari di Carpi. Un assaggio eccellente che al di là della punta di acido che caratterizza il prodotto, lascia poi in bocca e sul palato una sensazione di armonia, equilibrio e un retrogusto di ciliegia e amarena di lunga persistenza.

L'aceto balsamico è proposto in confezioni da 250 ml oppure da 1000 ml. La confezione da 250 con 3-4 anni di invecchiamento è venduta sui 15 Euro mentre la stessa con 7-8 anni di invecchiamento arriva sui 22 Euro. L'aceto balsamico tradizionale invece è proposto in confezioni da 100 ml a un prezzo variabile, in funzione dell'invecchiamento che va dai 12 ai 25 anni, dai 50 ai 100 Euro. La Signora Cristina Gibertoni che sta al banco di assaggio mi racconta la lunga trafila del processo che consente di preparare questo meraviglioso prodotto.

Si comincia con una selezione appropriata di uve, si pigiano e si ottiene un mosto, che viene messo a cuocere a fuoco vivo in recipienti non coperti, in modo che aumenti la concentrazione, poi si travasa e si lascia decantare. Il mosto cotto si trasforma in aceto balsamico attraverso la fermentazione alcolica e quella acetica, cui seguono la maturazione e l'invecchiamento. Queste fasi si sviluppano cronologicamente nelle botticelle di legno (da 5 a 10/12) disposte in "batteria". Le botti sono di essenze diverse e di grandezza decrescente. I legni diversi servono ad ingentilire con aromi appropriati il prodotto finale. Rovere, ciliegio, castagno, ginepro e gelso sono i legni più usati. Le botti sono riempite fino a 3/4 del loro volume, per mantenere alta la superficie di contatto del liquido con l'aria e accelerare il processo di acetificazione. Il prodotto subisce un'evaporazione naturale, specialmente in estate o col caldo, e si concentra, diminuendo di volume. Per questo occorre ripristinare il livello nelle botti travasando i quantitativi necessari, dalla botte più grande a quella più piccola, che contiene sempre il prodotto più vecchio e quindi il più pregiato.

La prima botte deve essere rinnovata con nuovo mosto cotto concentrato. Queste operazioni si fanno una volta l'anno, in inverno o col freddo, in modo che il prodotto rimanga limpido. Le escursioni termiche tra inverno ed estate favoriscono la maturazione del prodotto. Il cosiddetto "tradizionale" viene prelevato dalla botticella più piccola solo dopo almeno 12 anni. Il "tradizionale" Extra Vecchio deve aspettare almeno 25 anni. Quello che si ottiene in questo modo non è più ovviamente un aceto, ma piuttosto un nettare o un elisir, da assaporare goccia a goccia, come una delizia sopraffina e rarissima.

Con Gabriella e Manuela abbiamo appuntamento per il pranzo al Saint Benoit, proprio a duecento metri dallo Sporting d'Hiver e a due passi dall'Hôtel Hermitage e dall'Hôtel de Paris. È sempre un piacere pranzare qui, sia per la vista sul porto, sia per la qualità dei cibi e del servizio e soprattutto per i prezzi, niente affatto cari. Il ristorante ha una ventina d'anni. Nel 1985 il Principe di Monaco Ranieri III visitava il cantiere dell'edificio che sarebbe diventato il parcheggio della Costa, proprio sotto il palazzo dell'Hotel Balmoral. Giunto su una superficie ampia destinata a un giardino sopraelevato, fece notare quanto fosse bella la posizione e che sarebbe stato un luogo adatto per un ristorante. L'idea fu colta dal direttore dell'amministrazione dei palazzi, che propose all'attuale proprietario di partecipare all'asta per l'assegnazione della licenza e così XXX con la sua signora si lanciò in quell'avventura che fece nascere Le Saint Benoît "La Cuisine de la Mer".

Il nome di San Benedetto fu scelto perché è uno dei protettori del Principato ed è anche il santo Patrono dell'Europa. Il sottotitolo la cucina del mare vuole indicare che la cucina principale è proprio quella a base di pesce. Abbiamo di nuovo pranzato divinamente, con un servizio di prima qualità e abbiamo speso, per tre piatti ciascuno, la stessa cifra pagata due anni fa, inferiore ai 40 Euro a testa.

Oggi dalla vetrata che dà proprio sul porto si possono vedere quasi una mezza dozzina di yacht di quelli "mega", sui cento metri di lunghezza. Quello in primo piano è il Lady Moura, spesso frequentato dal Silvio nazionale. La barca appartiene a Nasser Mohamed Al Rashid, imparentato con la famiglia reale, che è stato uno dei primi petrolieri arabi a scoprire la Costa Smeralda, quando lo sceicco Zaki Yamani era ministro del petrolio dell'Arabia Saudita. Lo yacht di Al Rashid è lungo 105 metri, è uno dei 10 più grandi al mondo, è nel pieno dell'adolescenza (il varo è del 1991 ed è costato allora sui 100 milioni di dollari). Al suo interno sono state ricavate 36 suite, la rubinetteria è ovviamente in oro, il tavolo nel salone da pranzo è lungo una ventina di metri, la piscina è dotata di un giardino di palme e sui bordi ha un piccolo arenile di vera sabbia bianchissima, che fa sentire gli ospiti come su un isola in pieno oceano.

Finito il pranzo si ritorna allo Sporting d'Hiver per altri assaggi e per ascoltare le conferenze del pomeriggio. È prevista prima una conferenza del Presidente dell'U.M.A.O. (Unione Mediterranea Assaggiatori di Oli) Signora Paola Fioravanti, sulla "Diversità degli oli extravergini mediterranei" e poi un incontro col pubblico per le doti medicali dell'olio extravergine in generale.
Domani la manifestazione prosegue per tutto il giorno con una discussione sull'olio della Giordania, caratteristiche e qualità, e poi discussioni in merito all'influenza delle tecniche agricole e delle metodologie di estrazione sulla qualità dell'olio. Altri impegni ci hanno impedito di seguire l'ultima giornata dei lavori e siamo rientrati in serata verso Genova. La temperatura si è abbassata su tutta la riviera e i monti dietro Savona sono imbiancati da uno strato sottile di neve scesa nella notte e nella mattinata.


La lista delle aziende presenti alla manifestazione :

AZIENDA AGRICOLA PERSIANI
Contrada S.Martino, 43 - 64032 Atri (Te) Tel. +39 085 8700246 - !ax +39 085 8700202 agricolapersiani@tin.it

AZIENDA AGRICOLA NATALE PRESUTTI
Via Sorripe 40 - 65013 Città S.Angelo (Pe) Tel. +39 051 334285 o +39 085 96626 celI. +393394589179 Iiviopresutti@libero.it www.oliodellangelo.com

FRANTOIO DEI COLLI - LA PIETRA G.&C. S.N.C
Via Oscarino Di Biase 22 - 66030 Frisa (Ch) Tel. e fax +39 0872 58302 - celi. 337916479 www.partneresse.com-info@lapietrasnc.com

AZIENDA AGRICOLA FANGIANO
Via Contrada Fangiano, 17 88047, Nocera Torinese (Cz)

FRANTOIO PAGANELLI
Via Felsine, 369 - 47822 Santarcangelo di Romagna (Rn) Tel. e !ax +390541629720 in!o@oliopaganelli.it - www.oliopaganelli.it

AZIENDA AGRICOLA TENUTA VOLPE
Castello di Monteleone _ 47020 Roncofreddo (FC) Italia Tel. +39 0541949183 Emilia Romagna

OLEIFICIO PASQUINONI
Via Tasso, 3 S. S. San Marino km 7,5 - 47852 Coriano, Rimini

ROSSO SRL
via Borelli 50 - 41100 Modena Tel. +39 059 212325 - fax +39 059 433433 cell. +393484150590 - info@rosso.mo.it-www.rosso.mo.it

MAGNA AETRURIA s.r.l.
Via S.Antonio 53 - 01030 Vasanello (Vt) Tel: 0761 408312 - Fax: 0761 408312 MAGNÆTRURIA e-mail: into@magnaetruria.com

L'ETRUSCO DI SILVIA CECCHETTI
Loc. Pian della Guardia, via San Giorgio, Soriano del Cimino (Vt) Tel. 0037797707439 -!ax 0037 797706105 mcecchetti@libello.com - www.letruSCO.com

TERRE BORMANE - CASA OLEARIA TAGGIASCA SRL
18011 Arma di Taggia (Im) Tel. +390184486044 - fax +39 0184 487497 info@casaoleariataggiaca.it - www.casaoleariataggiasca.it

FRANTOIO VALTENESI SRL
Via Rosario N.22 - 25080 Polpenazze del Garda (Bs) Tel. 0365 654029 - tax 0365 651082 into@trantoiovaltenesi.it - www.frantoiovaltenesi.it

AZIENDA AGRICOLA FRANCESCO CACCAVO Via G. Rosati, 8 -71100 Foggia Tel. +39 0881 772541 -!ax +39 0881 568263 www.oliodepalma.it

TERRA SALENTINA SRL
via Rocci 12 - 73018 Squinzano (Le) Tel.+39 0832 782890 in!o@terrasalentina.it

FRATELLI CONTE SRL
Via E.Perrone snc - 73010 Sternatia (Le) Tel. e fax +39 0836666456 - cell.+39 3477432545 olioconte@libero.it

OLIO CICOLELLA di Cinzia Cicolella
Chateau Perigord, 6 lacets Saint-Leon MC98000 Principato di Monaco Tel.00377 97981284 info@oliocicolella.com - www.oliocicolella.com

FRANTOIO OLEARIO GUGLIELMI SAVERIO di Guglielmi Riccardo e Vincenzo s.n.c
Via G. Garibaldi 42/44 70031 Andria (Bari)

AZIENDA AGRICOLA TENUTA MONACELLI di Annalisa Fedele
S.S. 476 N" 55/C - 73016 San Cesario di Lecce (Le)

AZIENDA AGRICOLA D.&. P.
via Mazzini 17, Mariotto fraz.di Bitonto (Ba) Tel. e fax +39 080 603264 +39 080 603736122 cell. +39 335 7226226 Commerciale celI. 360347514 nicoladesario@alice.it

OLEIFICIO DEMURU PAOLO
Via Roma 143/B - 08040 Ilbono (Nu) Tel. 078233459 - celi. 3333414849 fax 078233797 - 1782243012 oleificiodemuru@tiscali.it

ARGEI SRL
Via Municipio 16,08030 Gergei (Nu) Tel. e fax +39 0782 808022 Uff. Comm. Tel.+39 0290981137 info@argei.it www.argeLit

FRANTOIO SALLEMI RAFFAELE S.A.S
via Piave 1 - 97013 Comiso (Rg) Tel.+39 0932 732160 - sallemi@tin.it

FATTORIA CASAMORA
Via Casabiondo 5, 50026, Pian di Scò (Ar) Tel.+39 055 960046 tax 055 960036 casamora@mclink.it - www.casamora.it

FATTORIA DI GRIGNANO
Via di Grignano 22, 50065 Pontassieve (Fi) Tel. +39 055 8398490 fax +39 055 8395940 info@fattoriadigrignano.com www.fattoriadigrignano.com

MOLINETTO ALTO
Loc. Loppeglia, via Bernardini. 1 - 55064 Pescaglia (Lu) Tel. e fax +390583 211242

LA COLOMBAIA - VILLE DI BAGNOLO
Via Imprunetana per Tavernuzze, 50/66, 50023 Impruneta (Fi) Tel. +390552025041 fax +39 055 2011669 info@villadibagnolo.it - www.villadibagnolo.it

SOLEMMA S. S. A.
Magliano in Toscana (Gr) frazione di Montiano, Podere Vignolo 16 Tel. +39 0564 589539 fax ufficio +39 0564 589572 www.solemma.it - solemma@solemma.it

AZIENDA AGRICOLA SPARICI LANDINI
Via Montecorno lO/l, Sona (Vr) Tel +39 045 6081292 - fax +39 045 6081778 winesona@tin.it


Olio dal Mondo :

DANDARAGAN ESTATE
1/127 Grandstand Road - Ascot, Western Australia 6104 Tel. +61 89277 9099 - tax +61 892779080 celi. +61413626244 adamw@dandaraganestate.com - www.dandaraganestate.com

Un produttore importante appena entrato nel mercato internazionale che utilizza tecniche tradizionali per macinare olive immediatamente dopo la raccolta Giordania Un banco unico in rappresentanza di molti produttori dalla Grecia, prevalentemente dell'isola di Creta Grecia
La Compagnia Nazionale Agroindustriale è nata nel 2004 a Ramallah. L'obiettivo principale di Zayt (che significa olio) è fornire alla clientela locale e internazionale un prodotto di qualità attraverso un controllo costante di tutto il processo produttivo, dalla raccolta alla molitura, filtraggio, imballaggio e distribuzione. Palestina


Altri prodotti :

CASEIFICIO SOCIALE CASTELLAZZO Via Don Mazzolari, 12 - 42012 Campagnola Emilia (RE) Tel. 0522 652862 fax 0522 652910 info@parmigianoreggianocastellazzo.it

VERRINI MUNARI - Vigneti e Cantine
Via Cavata 20 - 41012 Carpi (MO) - www.VerriniMunari.it. Tel.: 059 212325 - Cell. 348 4150590 - Fax: 059 433433 - Email: info@verrinimunari.it

Fotografie di Gabriella Repetto.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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