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Storie di uomini e di vini, a Sori con Pino Petruzzelli

di Luigi Bellucci

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Dopo Sant'Olcese, Bordighera, Soldano, Fra mura, Pontinvrea, Vendone Pino chiude il mese di luglio a Sori, nel cortile dell'asilo infantile di Piazza Giacomo Ghio. Le sue storie proseguiranno poi in Agosto a Diano Arentino, Varese Ligure, Tiglieto, Perinaldo, Casarza Ligure, Albisola Superiore per concludersi il 24 a Santa Margherita Ligure. È uno spettacolo da non perdere, per i vini, per i monologhi, ma soprattutto per le emozioni che ti lascia dentro. Lo spettacolo è realizzato dal Centro Teatro IPOTESI, con il contributo della Provincia di Genova, rappresentata dall'Assessore Marina Pondero, presente anche il Sindaco di Sori Luigi Castagnoli, che in pantaloni rossi e camicia grigia, sobrio ma elegante, ringrazia e dà il benvenuto..


Lunedì 31 Luglio 2006

Siamo a Sori alle otto di sera. Il caldo umido impietoso di questi giorni di vero solleone è mitigato dalla brezza che risale lungo il torrente verso l'asilo infantile in Piazza Giacomo Ghio, vicino al teatro in ristrutturazione. Le sedie bianche ordinate in fila aspettano il pubblico. Il palco di legno è scarno, senza fondali, senza decori.
Stasera si parla di vino, ma è solo un pretesto per scavare nell'animo umano, per far risalire dall'inconscio di ciascuno di noi un pezzo di infanzia, un'emozione lontana che ritorna. Nell'attesa si dà un'occhiata al libro di Pino "di uomini e di vini" che lui ha dedicato a Paola, sua moglie, che lo accompagna anche stasera con il loro figlio, un bimbo bellissimo, dai ricci biondi come il padre, che Pino si porta sulle spalle prima dello spettacolo. È un libro di racconti brevi, che vengono dalle storie di tanti uomini e donne che fanno vino in Liguria e lo raccontano attraverso scampoli di vita loro, di giorni lieti e tristi, di ricordi e sentimenti puliti, onesti.

Sono storie essenziali, sono piene di vita, di amore per la terra, per il vino, per la gente, sono storie di lavori, di fatiche, ma anche di tante soddisfazioni, sono storie sincere, di silenzi che dicono tutto e di discorsi molto brevi, di crocifissi, di chiese, di comunisti, di rose rosse per i Vullo, di vino rosso dei Vullo, di emigranti e di marinai che vendono vino, di terre comprate e di terre regalate, di gente generosa. Sono storie belle.

Sono passate da poco le nove e Pino sale sul palco. La sua faccia allungata di uomo di mare potrebbe venire dalla Liguria come dalla Sicilia, come dai fiordi della Norvegia. È un uomo di tutte le nazioni. Il suo viso ora è tirato, è concentrato in quello che deve dire, è immerso nei suoi personaggi che uno a uno ci presenterà trasformandosi sul palco senza costumi e senza sfondi di scena. Le luci sono ben posizionate, le musiche sono adeguate e servono a rendere un mare in tempesta piuttosto che una sera di luna piena o una tremenda grandinata.
"Mi chiamo Dionigi e fra circa un'ora mi daranno un premio" così inizia il monologo, che prosegue per più di un'ora in maniera ininterrotta … solo qualche applauso nei momenti più alti di emozione e sentimento. Ma si vede che Pino non ci tiene, che preferisce proseguire, per non perdere il filo, per non arrivare in ritardo con la sua vendemmia. Sì perché lui racconta storie di uomini che fanno il vino, ma è come se lui stesso fosse quegli uomini, è come se dipendesse da lui la buona annata piuttosto che quella meno fortunata e allora ce la deve mettere tutta per riuscire a dire, a fare, a raccontare. Pino, sei proprio bravo, c'hai le palle.

Alla fine dello spettacolo si fa festa tutti quanti (dovremmo essere un centinaio di persone fortunate) con del buon vino ligure, del Vermentino della Tenuta del Giuncheo, di Marco Romagnoli, che ha iniziato tutto da un'esperienza di caccia in Africa. Mentre si fanno un po' di foto ricordo il Sindaco Luigi Castagnoli mesce il vino bianco nei bicchieri per chi vuole assaggiare e Pino si intrattiene con gli amici e mette un po' di autografi sul suo libro che si può acquistare direttamente sul posto. La serata si è rinfrescata, ora si sta d'incanto. Anche la luna, prima falce d'agosto, si è fermata bassa nel cielo a sentire parlare di vino e ricordi.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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