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A Benevello, per l'Alta Langa Doc Metodo Classico

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

A Benevello debuttano gli spumanti piemontesi Alta Langa DOC Metodo Classico. Benevello è a sud di Alba, in piena Langa. Sono colline dolci, con strade tortuose che si snodano tra le colline del cuneese, a lambire vigneti, frutteti, boschi e antichi torrioni. Per chi viene dalla Liguria la via più breve è salire da Savona verso Torino, uscire subito ad Altare, proseguire verso Cairo Montenotte e prendere infine la strada per Alba fino a Benevello. Sono antiche strade di contadini, di mercanti, strade per chi non ha premura, per chi vuole godersi il panorama, respirare storie di uomini e di lavori dei campi.
Di qui siamo saliti nel pomeriggio per goderci il fascino del Relais Villa d'Amelia che ospita il debutto dello spumante Alta Langa DOC Metodo Classico, organizzato dalle sette case storiche dello spumante piemontese di qualità: Barbero 1891, Fontanafredda, Gancia, Giovanni Bosca Tosti, Giulio Cocchi, Martini & Rossi, Vigne Regali.

La serata prevede un aperitivo con sette prodotti del territorio, una cena a buffet curata dallo chef Cesare Giaccone, un brindisi finale con le sette case storiche e per contorno artistico sette tanghi proposti da un quintetto di musicisti e tre coppie di ballerini ad alternarsi nell'accompagnamento delle musiche quale coreografia notturna. Il Relais è nuovissimo. È operativo dal Febbraio di quest'anno e dalla sua posizione offre una vista impagabile sulla Langa.

Il debutto dello spumante piemontese, voluto fortemente fin dal 1990, avviene nel cortile interno del Relais, proprio di fronte alla chiesina seicentesca dedicata a San Luigi e anch'essa appena rinfrescata di bianco. Sette grandi tavoli ospitano i sette produttori. A fianco di ciascun tavolo una proposta di abbinamento con un piatto particolare preparato dallo chef Cesare.


Manteniamo l'ordine alfabetico per elencare gli abbinamenti:

con Barbero 1891 brut Alta Langa Metodo Classico ecco gli scampi del Tigullio appena scottati in salsa di petali di rosa canina, pesca e frutti di sottobosco, delicatissimi.
Fontanafredda presenta l'Alta Langa Vigna Gattinara abbinato ad una strepitosa carne di vitella di fassone con insalatina riccia, chicchi di melograno e crema di sedano d'Asti cotta in pentola di pietra lavica. Gancia propone la Cuvée del fondatore, Alta Langa Metodo Classico che ben si sposa con una vellutata di fiori di campo al profumo di tartufo. Giulio Cocchi ha l'offerta più ricca della serata con ben quattro diversi brut a denominazione Alta Langa: Toto Corde con Pinot nero (67%) e Chardonnay (33%) invecchiato 36 mesi in cantina; Bianc 'd Bianc, solo Chardonnay, fermentato in piccoli tini di acciaio e invecchiato 40 mesi in cantina, come pure il Rösa Alta Langa, solo Pinot nero, dal colore leggermente sfumato di rosa; infine il top di gamma Oro di Alta Langa, una riserva speciale di Pinot nero e Chardonnay vendemmia tardiva lasciato maturare per 60 mesi sui lieviti.

Ad accompagnare gli spumanti di casa Cocchi un delizioso spadellate di riso Carnaroli con funghi reali nostrani servito su una coppetta di sformato di spinaci, eccellente. Martini & Rossi offre il suo Alta Langa Metodo Classico Riserva Montelera millesimati, prodotto con uve Pinot nero e Chardonnay a vendemmia leggermente anticipata, abbinato a porcini di Chiusa Pesio e melanzane profumate all'Armagnac.

Tosti presenta lo spumante Alta Langa Metodo Classico Atelié di Tosti, prodotto con uve Pinot nero in purezza e in abbinamento troviamo un delizioso coniglio di Rodello con peperoni di Cuneo su un letto di polenta calda di granoturco, servita direttamente dal paiolo di cottura.
Infine Vigne Regali presenta lo spumante Alta Langa Cuvée Aurora, prodotto con Pinot nero (70%) e Chardonnay (30%), con fermentazione in bottiglia per 48 mesi, in abbinamento uno squisito tonno a pinna gialla del Mediterraneo, macerato in olio di olive taggiasche e adagiato su un letto di cipolle rosse di Tropea.

Nel corso della serata il Presidente del Consorzio di Tutela Alta Langa Metodo Classico, Giovanni Carlo Bussi racconta in sintesi la storia del Consorzio, di come dal 1990 l'idea di lanciare lo spumante piemontese si sia fatta strada con ricerche mirate sul territorio per individuare le zone più vocate come terreno, esposizione, altimetria, di come si sia scelta la fascia dell'Alta Langa, di come si siano riunite le sette case e una cinquantina di piccoli coltivatori che conferiscono anche le loro uve per arrivare a questa proposta che per il momento conta circa 350.000 bottiglie da un territorio di circa cinquanta ettari a vigneti di Pinot nero e Chardonnay. L'obiettivo è quello di produrre uno spumante di qualità che sia caratteristico della zona di provenienza, che rappresenti il meglio del territorio e faccia rivivere e proseguire quegli esperimenti che già a metà ottocento Carlo Gancia aveva voluto avviare nelle sue proprietà.

Di strada da fare ce n'è ancora molta, però ci sono anche tutte le premesse per arrivare a produrre uno spumante Metodo Classico che rappresenti la tipicità del "terroir" piemontese da cui proviene e possa stare al livello dei migliori spumanti, italiani e non.
Un ultimo accenno alla vendemmia 2006 per sottolineare che la primavera fredda ha un po' ritardato la fioritura in vigna, che tuttavia si è conclusa in modo uniforme. La temperatura calda di luglio ha consentito alla vite di vegetare e recuperare il ritardo di maturazione delle uve. Le precipitazioni regolari hanno evitato in generale problemi di siccità. La vendemmia ha offerto delle uve Pinot nero e Chardonnay sane e perfette e con un patrimonio aromatico complesso. Dalle uve si sono ricavate quantità di mosto sempre oltre il 60%, con colori appaganti.

La previsione è che l'annata 2006 sarà di grande soddisfazione e darà vini di carattere e spessore, con lungo affinamento in bottiglia, per ottenere splendide cuvées. Dopo il brindisi finale due passi fuori dal relais "a riveder le stelle" per riconciliare l'anima con il panorama aperto sulla valle e la vista del cielo stellato e riequilibrare con l'aria fresca della sera il calore del corpo dovuto ai vini e al cibo.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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