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Viaggi enogastronomici

L'Umbria e l'Ercole Olivario. I premi a Spoleto (Quarta Parte).

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Spoleto per premiare

Lasciamo Perugia alle nove di mattina per raggiungere in macchina Spoleto attraverso l’Umbria di Assisi e Spello. Paesi antichi ben conservati sulle colline sul lato sinistro e pianure coltivate e fertili sul lato destro lungo la superstrada verso Roma

Sono le 11 quando sul lato sinistro della Magnifica  Piazza del Duomo, al Teatro Caio Melisso di Spoleto Eleonora Daniele, volto noto della Rai, e Michele Bulgaro presentano la premiazione del 19° premio Ercole Olivario, “Concorso per la valorizzazione delle eccellenze olearie territoriali italiane”. Sullo schermo alle spalle del palco scorrono le immagini di campagne verdi coperte di ulivi, i nomi dei produttori finalisti e le fotografie dei componenti la giuria, ripresi al lavoro mentre annusano gli oli e prendono appunti per attribuire i relativi punteggi.

Il tempio di Ercole Olivario dà il nome al concorso. Il tempio vero sta a Roma, nel Foro Boario ed è stato scelto perché è una delle più antiche testimonianze dell’importanza dell’olio nel mondo classico. È dedicato al dio Ercole, patrono del mondo agricolo, e fu costruito ai tempi di Cesare, nel primo secolo avanti cristo a spese della corporazione romana dei produttori di olio d’oliva. Dalle rive del Tevere poste davanti al tempio si imbarcava l’olio sulle navi che lo portavano in tutte le province dell’Impero. Dal punto di vista architettonico assomiglia al Tempio di Vesta che sta nel Foro Romano, ma non ha nulla a che fare con questo. Con il Pantheon e il tempio di Portunus è l’unico tempio romano giunto integralmente ai nostri tempi, ripristinato nel 1935 dopo una trasformazione medioevale nella Chiesa di Santa Maria del Sole, per la sua forma circolare.

 

Vedi anche L’Umbria e l’Ercole Olivario. Sono già 19 (Prima Parte).

Vedi anche L’Umbria e l’Ercole Olivario. DOP e vincitori (Seconda Parte).

Vedi anche L’Umbria e l’Ercole Olivario. Convegno di olio e di cibo (Terza Parte).

 

 


Produttori e frantoiani partecipano al concorso, dalla prima edizione del 1993, a loro scelta,  per una sola delle categorie extravergine o DOP, nelle tipologie fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso. Oltre al premio per l’olio viene assegnato anche un premio speciale “Amphora Olearia” alla miglior confezione. Dal 2006 c’è una menzione speciale per il miglior olio biologico, quello che ottiene il punteggio più alto tra tutti i biologici finalisti. Ogni vincitore potrà riportare la menzione del riconoscimento ottenuto solo per le confezioni ricavate dal lotto e dalla partita corrispondente al campione che è stato premiato.

L’inno di Mameli dà il via ufficiale alla manifestazione in ricordo della medaglia commemorativa assegnata dal Presidente della Repubblica Napolitano, consegnata al Dottor Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia dalle mani del Prefetto Laudanna.

Il presidente comunica che la medaglia sarà assegnata anche negli anni successivi per trasferirla al migliore produttore.

Dal video il saluto di Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, che sottolinea le difficoltà di dare valore al prodotto olio e a chi lo ricava dalle olive che coltiva, proprio perché oggi conta solo il prezzo e questo non coincide con il valore. È inoltre fondamentale che l’olio italiano valorizzi le olive e i produttori che operano nel nostro territorio, segnalandolo opportunamente sulle etichette. In rappresentanza dell’Unesco, Angelo Izzo parla della valorizzazione della dieta mediterranea come stile di vita, saperi e tradizioni, inserita nella lista del patrimonio delle 200 cose più importanti ed essenziali.

Per la premiazione, al violoncello Cecilia Belloli accompagna le assegnazioni dei premi.

Sul palco Maria Regina Mucciarella, come Capo Panel della giuria, risponde alle domande di Eleonora e di Michele.

Elenco dei premiati, con l’indicazione della eventuale coltivazione biologica:

 

Categoria

Produttore

Regione

Extravergine Leggero

1°: Ceraudo Roberto di Marina di Strongoli – Crotone (BIO)

Calabria

 

2°: Oleificio Trisaia di Giuliana Laguardia – Rotondella – Matera

Basilicata

Extravergine Medio

1°: Az Chisu Sandro – Orosei – Nuoro

Sardegna

 

2°: Az Badevisco di Franco Cassetta – Sessa Aurunca – Caserta

Campania

Extravergine Intenso

1°: Quattrociocchi Valentina – Alatri – Frosinone (BIO)

Lazio

 

2°: Giannini Giancarlo – Vitiano – Arezzo (BIO)

Toscana

DOP Leggero

1°: DOP Veneto Valpolicella – Cantina Sociale Valpantena – Quinto di Valpantena – Verona

Veneto

 

2°: DOP Umbria / Colli Assisi Spoleto – Soc Agricola Trevi Il Frantoio  – Trevi – Perugia

Umbria

DOP Medio

1°: DOP Colline Pontine – Cetrone Alfredo – Sonnino – Latina

Lazio

 

2°: DOP Terre di Siena – Az. Agr. Carraia di Bardi Franco – Trequanda – Siena

Toscana

DOP Intenso

1°: DOP Valli Trapanesi Az. Agr. Biologica Titone di Antonina Anna Titone – Contrada Locogrande – Trapani (BIO)

Sicilia

 

2°: DOP Colline Pontine – Orsini Paola – Priverno – Latina (BIO)

Lazio

 

Premio Tonino Zelinotti consegnato a un buyer e assaggiatore tedesco Andrea Sita, che vive da 15 anni in Germania come operatore dell’olio di oliva privilegiando la qualità dei migliori produttori italiani. Il premio è consegnato dal presidente Dardanelli.

 Premio speciale “Amphora Olearia” alla Soc. Agr. Forcella di Giovanni e Paolo Iannetti di Pescara Abruzzo. Il premio intende sottolineare la capacita delle aziende di saper comunicare l’olio ai consumatori.

 Premio per il miglior biologico come menzione speciale all’azienda Quattrociocchi Valentina di Frosinone Lazio. Il premio è assegnato dall’edizione 2006.

 A pranzo dai Duchi

 La cerimonia è stata veloce e poco dopo mezzogiorno possiamo già uscire dal Teatro Caio Melisso per goderci il sole sulla piazza davanti al Duomo, bellissimo nella sua facciata ad archi. Facciamo un tentativo di visita all’interno ma stanno chiudendo e dunque riusciamo solo a dare uno sguardo veloce dalla porta di destra. L’interno è spoglio e l’aria è molto fresca.

Dopo una foto di gruppo davanti al logo dell’Ercole Olivario si va a piedi verso l’Hotel dei Duchi dove pranziamo.

Una sala rettangolare molto luminosa e una decina di tavoli rotondi ci ospitano.

Si comincia con un buon Tortino al formaggio di fossa con purea di legumi all’olio di frantoio, accompagnato da un vino bianco Decugnano dei Barbi.

Come primo piatto un Orzotto (Risotto di orzo) mantecato con radicchio, Rubesco e porcini trifolati e poi gli Strangozzi spoletini con asparagi di bosco.

Cambiamo vino passando al rosso Rubesco di Lungarotti, che va molto bene anche per il successivo Stinco di maialino con verdure brasate e vellutata di farro al Sagrantino, arricchito da uno sfizioso Sformatino di cicoria. Per ripulire la bocca delle insalatine novelle all’olio di Trevi.

Il dolce è la Crescionda spoletina con crema al vin santo con del Vino Dulcis di Lungarotti in abbinamento.

Caffè finale e saluti a tutti gli amici e conoscenti prima di tornare a piedi per le strade ormai deserte di Spoleto fino alla macchina.

 Si torna a casa

 Torno a Perugia con Marcello e con Gabriele. Una settimana passata insieme, con un gruppo affiatato, ti lascia un po’ di vuoto dentro, quando li devi salutare. Oggi sono amici che non sapevi neppure di avere. La vita di tutti i giorni prenderà il sopravvento, come è giusto che sia, però sono sicuro che quando da qualche parte il destino ci farà di nuovo incontrare ci saluteremo con un sorriso e un abbraccio e berremo insieme un buon bicchiere.

Tornando in macchina da Perugia a Chiavari ho rivissuto questi ultimi giorni di Ercole Olivario, ho rivisto uno per uno i volti di Raffaella, Laura, Walter,, Diana, Marcello e Palma, Gianfranco, Anna Maria, Aleardo, Emanuele, Vanna e Antonio, Andrea, Gabriele e Giuseppe, Giulio e Maria Regina.

Ripercorrendone il territorio, ho rivissuto anche il “Coloriamo i cieli” del Trasimeno di due anni fa, l’olio italiano di Siena del 2006, i Chianti di Firenze, Classico e Rufina, i vini e gli oli della Val d’Orcia, i cento e uno Brunello di Montalcino e le decine di visite ai grandi e piccoli produttori di olio e di vino delle nostre belle terre.

Ho salutato virtualmente Mario Lalli, il poeta dell’olio, passando da Spezia, e finalmente erano circa le nove quando aprivo il cancello di Villa Campodonico a riabbracciare Gabriella.

 Foto Credit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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